LE VICISSITUDINI INIZIALI DEL

RITO DI MISRAIM FUORI DALL'ITALIA

 

Il 14 maggio 1814 Michel Bédarride,[1] giunto poco prima dall’Italia assieme ai suoi fratelli, eresse a Parigi in Rue des Bon-Enfatns 27, presso il loro domicilio, un Gran Capitolo del Rito di Misraim denominato L’Arc en ciel.

Questo è il primo atto conosciuto della diffusione del Rito fuori dall’Italia ed è importante sottolineare che, consapevoli dell’importanza del proprio deposito iniziatico, i fondatori del rito in terra di Francia lo costituirono in qualità di “potenza sovrana”; come tale, benché in terra straniera, il Rito di Misraim ritenne di non dover chiedere alcun riconoscimento ufficiale a qualsivoglia potentato massonico francese, a cominciare dal Grande Oriente di Francia che governava in modo un po’ troppo invadente la maggior parte della vita massonica di quel paese. [2]

Dopo due anni di attività iniziatica le circostanze imposero che questa consuetudine venisse sancita ufficialmente a seguito della proposta di alcuni membri francesi, entrati di recente nel Rito, di chiedere, ora che esso si andava radicando sul territorio, il riconoscimento del Grande Oriente di Francia.

Questa mozione fu posta ai voti il 16 ottobre 1816 e, come era giusto che fosse, su 36 presenti soltanto quattro votarono a favore: i suoi proponenti. In particolare, il vero promotore della votazione fu Jean-Marie Ragon, entrato da poco nel Rito di Misraim ma già da tempo attivo nella vita massonica francese.[3] A seguito dell’esito negativo della sua proposta, con un autentico coup de theatre, egli si alzò e abbandonò furioso la riunione.

Colpiti dal suo gesto, alcuni giorni dopo, esattamente il 20 ottobre, si recarono a casa sua alcuni misraimiti che qualche tempo prima, a titolo personale, avevano chiesto ed ottenuto di essere ammessi alla Loggia del Grande Oriente di Francia da lui presieduta[4]: erano i Fratelli Joly, Meallet e Heinkelbein. Li accompagnavano anche i Fratelli Gaborria e Garcia, che fino ad allora col Grande Oriente di Francia nulla avevano avuto a che fare.

Sostiene Ragon che Joly, Gaborria e Garcia, si recarono a quell’incontro portando con sé le loro patenti del 90° grado del Rito di Misraim, le quali, secondo lui, davano loro il potere di stabilire fuori dall’Italia il Rito di Misraim, cosa vera solo in caso di mancanza di un Sovrano Gran Maestro Assoluto, che invece in questo caso esisteva ed era ben noto a tutti: Michel Bedarride. E poiché l’autorità suprema della delegazione del Rito in terra di Francia era nelle sue mani, Joly, Gaborria, Garcia e i suoi stessi fratelli di sangue Marc e Joseph, anche se appartenenti tutti al 90° grado, gli dovevano obbedienza[5] e questo ognuno di loro lo sapeva bene.

Nondimeno, a sentire Ragon, in quell’occasione costoro gli proposero di costituire un nuova Suprema Potenza per la terra di Francia e di porla sotto la protezione del Grande Oriente,[6] cosa che, se fosse passata, avrebbe certamente garantito un cospicuo afflusso di Fratelli all’interno del Rito, ma a scapito della sua autonomia e soprattutto della qualità dei lavori iniziatici. Naturalmente essi offrirono a Ragon, in cambio del suo appoggio per l’ottenimento del riconoscimento, la dignità di Gran Cancelliere del Rito, il che significava fare di lui un 90°, più formale che reale, ma pur sempre un 90°.

Va precisato che, come del resto accade anche in altri Riti massonici, per le funzioni onorarie od amministrative che erano chiamati a svolgere all’interno del Rito, non tutti i 90° erano iniziaticamente dei pares fra di loro, e questo spiega anche come mai gli ultimi quattro gradi del Rito avessero ciascuno un doppio rituale: simbolico per i membri effettivi, operativo per i membri onorari.

Fu proprio l’autorità sovrana giustamente rivendicata in questo frangente da Michel Bédarride a far dire a Ragon: “uno solo col titolo di Sovrano Gran Maestro Assoluto, governa le officine ed è irresponsabile. Questa anomalia tutta profana ricorda il diritto divino”.[7] 

Tuttavia, poiché a Ragon questa proposta piacque assai, detto fatto si passò all’azione e il giorno 11 novembre 1816 ebbe luogo la fondazione di una sedicente Suprema Potenza, cosa che sancì un vero e proprio atto di tradimento nei confronti di Michel Bédarride, atto che non poteva restare impunito, ragion per cui il 15 agosto 1818, dopo un regolare processo massonico, i dissidenti vennero tutti espulsi dal Rito ed ogni loro azione dichiarata priva di qualunque validità.

L’atto di fondazione del nuovo sedicente Sovrano Santuario fu siglato dai Fratelli Joly, Gaborria e Garcia, e dai Fratelli Ragon, Meallet, Pignère, Decollet, che per l’occasione furono tutti innalzati al 90° grado, anche se vedremo poi di quale natura esso fosse.[8]

Subito dopo, fedeli al loro progetto, essi provvidero a presentare la richiesta di riconoscimento al Grande Oriente di Francia, il quale non solo non ritenne né opportuno né prudente ammetterlo fra i Riti riconosciuti, ma negli anni a venire comincerà a perseguitarlo, giungendo persino a denunciare i suoi aderenti alla polizia indicandoli come pericolosi sovversivi.[9]

Purtroppo ciò non servì ad evitare che da allora in poi in Francia operassero due rami del Rito di Misraim, uno legittimo e regolare, l’altro invece spurio e privo di qualsivoglia regolarità; come non servì ad evitare che dalla Francia essi migrassero un po’ ovunque, facendo nascere molti Sovrani Santuari irregolari e pochissimi regolari.

Ad uno di questi rami regolari si deve ad esempio la nascita della S.R.I.A.[10], una delle migliori espressioni dell’esoterismo europeo dell’800.

A partire da questa data, 1818, il lettore farà quindi bene a chiedersi quanti e quali dei Sovrani Santuari attualmente presenti in tutto il mondo discendano dall’uno o dall’altro ramo,[11] tenendo ben presente che chiedersi questo significa, a parte l’aspetto formale che pure non è di poco conto, chiedersi in cosa effettivamente consistesse la differenza fra queste due formazioni dal punto di vista iniziatico. E la risposta è che laddove era presente la legittimità, era garantito anche il possesso pieno o parziale dell’Arcana Arcanorum, la misteriosa “Arca delle Tradizioni” al cui interno sono riposte le chiavi operative dell’intero cammino iniziatico.


[1] Costui era a capo di una delegazione inviata appositamente in Francia e costituita dai Fratelli Joly, Gaborria e Garcia, nonché dai suoi due fratelli carnali Marc e Joseph Bédarride. Michel Bédarride era stato investito di questa missione da Theodoric Cerbes, l’allora Sovrano Gran Maestro Assoluto di tutto il Rito, che era anche colui che lo aveva elevato al 90° grado e gliene aveva trasmesso i segreti.

[2] Il Grande Oriente di Francia impartiva i gradi di Apprendista, Compagno e Maestro, quelli che costituiscono sempre e dovunque la base di qualsivoglia struttura massonica e per questo son detti formare la cosiddetta “Massoneria universale”.

Il Grande Oriente di Francia si riservava peraltro di stabilire dei patti di riconoscimento reciproco con Riti di suo gradimento, all’interno dei quali, dall’atto del riconoscimento in poi, sarebbero stati praticati solo i gradi successivi a quello di Maestro.

In ossequio al patto di riconoscimento, che in genere comportava un cospicuo afflusso di Fratelli, quel Rito accettava di far entrare nei propri ranghi solo Maestri massoni provenienti dal Grande Oriente di Francia. Un patto di reciprocità dunque, col quale ogni Rito rinunciava al proprio diritto sovrano di poter iniziare direttamente dei profani ai gradi di Apprendista, Compagno e Maestro ma soprattutto, cosa che poteva rappresentare un serio problema, di istruirli e farli crescere massonicamente nel modo che riteneva migliore.

Il Rito di Misraim, anche se ciò significò una minore affluenza fra i suoi ranghi, fu sempre riluttante a questa prassi poiché ciò avrebbe significato inevitabilmente accettare delle persone le cui idee, soprattutto dopo la rivoluzione francese, quasi sempre erano già state contaminate da ideali democratici ed egualitari che venivano inculcati con particolare fervore ai neofiti nelle Logge del Grande Oriente di Francia. Tali ideali, pur essendo oggi come allora il fondamento più prezioso di ogni forma di vita civile, sono nondimeno contrari all’essenza stessa di qualsivoglia cammino iniziatico. Confondere i principi che reggono i due ambiti e portare nell’uno ciò che deve essere debitamente riservato all’altro, dà luogo a fraintendimenti incresciosi e ad errori molto difficili da debellare se ciò non viene fatto fin dall’inizio, a cominciare dall’atto di ingresso nella via iniziatica.

Dei pericoli e delle incomprensioni cui va incontro chi voglia usare i criteri della vita politica profana nel proprio cammino iniziatico, parla magistralmente Ottaviano nella famosa lettera in cui prende definitivamente le distanze da Kremmerz e dal Commentarium: “Il diritto di non dare”.

Ciò non significa affatto che gli alti dignitari del Rito di Misraim in politica fossero a favore degli assolutismi, anzi, combatterono sempre la tirannide e il dispotismo in tutte le loro forme, fascismo compreso.

“Libertà” era la loro divisa.

[3] Anche se allora egli ricopriva soltanto la carica di Maestro Venerabile della Loggia “I Trinosofi” all’obbedienza del Grande Oriente di Francia, da lì a qualche anno Ragon sarebbe divenuto una delle figure più importanti e prestigiose della massoneria francese, nonché uno degli autori massonici più celebrati.

[4] Per facilitare la diffusione del Rito, non fu mai ostacolata l’appartenenza anche a Logge di altre obbedienze, anzi.

[5] Esattamente come i membri del Supremo Consiglio del Rito Scozzese Antico ed Accettato devono obbedienza al loro Sovrano Gran Commendatore, benché egli sia un 33° proprio come loro.

[6] Da rimarcare che tutti e tre, sia Joly, che Gaborria e Garcia, solo quattro giorni prima avevano votato contro questa proposta, dal momento che le quattro palle nere erano una di Ragon e le altre dei suoi tre Fratelli di Loggia, Meallet, Heinkelbein e Decollet, che assieme a lui avevano avanzato la proposta. E questo è Ragon stesso a dircelo.

[7] Ragon aveva pienamente ragione e se avesse scritto: “Questa anomalia, tutta iniziatica, ricorda il diritto divino”, allora la sua frase sarebbe stata perfetta! Mai confondere il sacro col profano, cosa che evidentemente Ragon faceva non essendo in grado di comprendere di che natura fosse il “potere in atto” demandato a Michel Bedarride e da lui esercitato.

[8] Così, con un semplice atto di orgoglio, nascono i rami spuri ed irregolari, che da fuori è quasi impossibile distinguere dai rami autentici. Solo chi è addentro alle più intime regole dell’associazione e alle sue dinamiche iniziatiche, può distinguere il grano dal loglio senza farsi ingannare dalle apparenze cartacee. Non può essere certamente la detenzione di alcuni documenti od oggetti inerenti alla carica un tempo regolarmente svolta a fare la differenza, ma può esserlo solo l’effettivo possesso del sapere iniziatico e la corrispondente potestà spirituale. Come si vede, la storia si ripete sempre.

[9] A seguito di questo fallimento, Ragon prese definitivamente le distanze dal Rito di Misraim. Nelle opere che scriverà successivamente si dimostrerà spesso critico nei suoi confronti, condannandone sempre l’assolutismo amministrativo ma  riconoscendogli anche di essere incontestabilmente il depositario di un reale sapere iniziatico. Benché a Ragon di codesto sapere ne fosse giunta solo una piccolissima parte, essa gli fu sufficiente per renderlo consapevole di quanto il Rito Egiziano svettasse per reale conoscenza ermetica rispetto a tutti gli altri Riti.

[10] Societas Rosicruciana In Anglia.

[11] Chi ama navigare in internet potrà agevolmente consultare i siti di molti riti massonici egizianeggianti, che oggi prendono indifferentemente il nome di Misraim, Memphis, Misraim e Memphis o Memphis e Misraim, e valutare da sé, se possiede un minimo di capacità di discernimento, quanto fumo venga venduto per ottimo arrosto.