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IL CONTE DI CAGLIOSTRO E LA NASCITA UFFICIALE DEL RITO MISRAIM SEU AEGYPTI
Anche Cagliostro, in quanto discepolo del Cavalier d’Aquino,[1]
ebbe modo di frequentare i lavori della Perfetta Unione ed è da
essa, o meglio dall’Ordine che si celava dietro di essa, che ebbe
modo di attingere quel sapere iniziatico che gli permise più tardi
di fondare il suo Rito dell’Alta Massoneria Egiziana.
Così stretto fu il legame di Cagliostro con questa Loggia che nel
1783 sarà addirittura suo Maestro Venerabile e con essa non
interromperà mai i suoi rapporti, nemmeno durante i suoi lunghi
viaggi per tutta l’Europa, fino al momento del suo arresto a Roma.
Inutile dilungarci qui sulla vita di Cagliostro e sul rito da lui
fondato il 24 dicembre 1784 con l’intallazione a Lione
Dire che costoro erano massoni non significa molto se non si
aggiunge anche che erano alti gradi della Stretta Osservanza
Templare e soprattutto del Rito Scozzese Rettificato, il che
comporta che erano già avvezzi ad un sapere esoterico di matrice
ebraico-cristiana e alle corrispettive pratiche magiche che
Willermoz aveva depositato all’interno del Rito Scozzese
Rettificato, dopo averle per lunghi anni apprese dall’insegnamento
diretto di Martinez de Pasqually e praticate sotto la sua guida.[4]
Per
semplificare potremmo definire costoro degli “esoteristi cristiani”
e questa è probabilmente la ragione per cui Robert Ambelain,
parlando delle origini del Rito di Misraim scrive: “Questo rito
appare per la prima volta a Venezia nel 1788. Un gruppo di sociniani
(setta protestante antitrinitaria) chiese una patente costitutiva a
Cagliostro”.[5]
Quale occasione migliore per costoro per poter ricongiungere la
gnosi ebraico-cristiana di Martinez de Pasqually con la sapienza
ermetica egizia propria di Cagliostro?
Scrive ancora Ambelain in altra parte dell’opera citata: “Tuttavia
il Rito di Misraim o Rito degli Egiziani,
fondato nel
Dunque il nucleo fondativo del rito massonico di Misraim così come
oggi lo conosciamo vide la luce a Venezia nel 1788 anche se
l’elemento più intimo di questo sistema proveniva da Napoli e fu
Cagliostro a depositarlo nel seno di questo sistema, che non è nato
già composto di 90 gradi come attualmente lo conosciamo ma si è
strutturando gradatamente nel giro di una ventina di anni
all’incirca.
Tenendo conto che
Sostiene Gastone
Ventura ne “I riti massonici di Misraim e Memphis” ed. Atanor, che
dagli archivi del Rito da lui retto a suo tempo risulta che nel
periodo che va dal 1788 al 1797
Fu risvegliata nel
1801 dal barone Cesare Tassoni di Modena, noto con il nome
iniziatico di Filalete Abraham e considerato già un altissimo grado
del Rito.
A dispetto di un
assonnamento di facciata, come già era accaduto a Napoli a Raimondo
di Sangro, le massime cariche
del rito continuarono attivamente i loro lavori di affiliazione, di
ricerca massonica, di scambi e di contatti con i più alti esponenti
di altri riti, a cominciare naturalmente dai rappresentanti di
quello che da lì a pochi anni doveva diventare il Rito Scozzese
Antico ed Accettato, che in Italia fu introdotto ufficialmente nel
Cesare Tassoni
viaggiò molto e molto operò per la diffusione del Rito Egiziano in
Italia e fuori, ma non fu certamente l’unico, lo affiancarono in
questa opera di diffusione anche altri eminenti Fratelli come
Lassalle e Lechangeur, grazie ai quali il Rito si diffuse nei centri
principali della penisola a cominciare da Milano e Firenze.
Grazie a questa
fervente opera di apostolato l’originario sistema egiziano che aveva
preso il via nella Loggia veneziana si andava sempre più arricchendo
di importanti rituali, i quali furono saggiamente incamerati per
servire da congrua preparazione alla sapienza ermetica necessaria
per ben comprendere ed eseguire nel modo migliore le pratiche
magiche trasmesse da Cagliostro.
Che
un reale sapere iniziatico fosse posseduto da costoro e non solo un
esoterismo di facciata come è ormai quello massonico attuale, lo si
può riscontrare dai rituali allora in uso, uno per tutti il rituale
dell’Agape tenutasi il 19 marzo
Sta
di fatto che nei primi due decenni del 1800, noi abbiamo la prova
provata che il sistema egiziano nato a Venezia si andò via via
strutturando in un rito ben preciso e definito, passando prima
attraverso una forma in 33 gradi, a somiglianza del Rito Scozzese,
che prese il nome di Rito Scozzese Templare, per poi assumere infine
il titolo distintivo di “Rito di Misraim seu Aegypti”, con in suoi
canonici 90 gradi.
Il
primo documento inoppugnabile in possesso degli studiosi profani
proviene dagli archivi del
Capitolo Rosacroce “
Ovviamente, tappa dopo tappa questo sistema finì per tornare anche
alla propria fonte, a Napoli, città da cui proveniva il suo nucleo
esoterico più essenziale, e dove il Rito finì per ricevere la sua
sistemazione definitiva in 90 gradi. Il sapere iniziatico che
Cagliostro aveva colà appreso e diffuso poi in tutta Europa
servendosi di un sistema essenziale in tre gradi, finì per tornarvi
rivestito e travestito, sotto forma di un sistema mastodontico in 90
gradi che aveva saputo da un lato prendere tutto il meglio della
massoneria di allora al fine di circondare e impreziosire il proprio
nucleo fondamentale. D’altro canto si era anche visto che questa
pletora di alti gradi poteva essere opportunamente usata per
rallentare indefinitamente il cammino degli impreparati ed
ostacolare quello degli indegni, onde evitare che essi giungessero
mai ai gradi più alti ed essenziali. Garanzia quindi di una perfetta
preparazione per i più meritevoli e di una perfetta inviolabilità da
parte di tutti gli altri.
Da
Napoli poi il Rito di Misraim così strutturato ripartì per
diffondere ovunque ancora un volta la sapienza egizia, e questa
volta furono i Fratelli Bedarride, Joly, Gaborria a portarlo in giro
per l’Europa.
Inutile soffermarci sulle vicende che caratterizzarono questa
seconda diffusione poiché vi sono ottimi testi che la illustrano.
Merita invece spendere qualche parola per parlare del Rito di
Memphis, dal momento che a partire dalla fine del XIX in poi verrà
quasi sempre associato al Rito di Misraim, dopo che Garibaldi pensò
di fondere i due riti in una sola struttura. È tuttavia importante
evitare di confondere questo con quello.
Nel
1839 il francese Etienne Marconis de Négre, dopo essere stato
cacciato dal Rito di Misraim de quale peraltro aveva ricevuto solo
una parte dei gradi e non tutti, decise di fondare un proprio rito
di ispirazione egiziana che chiamò Rito di Memphis. Composto in
origine di 91 gradi, poi di 92 e più tardi ancora di 95, il Rito di
Memphis è sempre stato il propugnatore di un certo amore per gli
studi filosofici ed esoterici, ma poiché il suo fondatore era in
possesso solo di una piccola parte della sapienza custodita dal Rito
di Misraim, non bisogna assolutamente confondere l’apporto
iniziatico che i due riti hanno portato nel mondo massonico: immenso
quello del Misraim, minimale fino ad essere quasi nullo quello del
Memphis.
La
ragione di questo è quella che abbiamo detto: Marconis de Négre
possedeva solo la scorza e non il cuore del Rito di Misraim, e per
la precisione non possedeva la conoscenza trasmessa negli ultimi
quattro gradi del Rito, deputati a trasmettere le conoscenze
ermetiche e magiche che Cagliostro aveva donato ai suoi fondatori e
che sono comunemente note presso gli studiosi col nome di Arcana
Arcanorum.[8]
Né
le cose sono cambiate dopo che i due riti sono stati fusi insieme da
Giuseppe Garibaldi poiché, se il Memphis [1] Si veda il testo di Ruggero da Castiglione, Alle sorgenti della Massoneria, Atanor 1988.
[2]
Per notizie riguardanti la vita e l’attività massonica di
Cagliostro rimandiamo ancora una volta alla lettura del
testo magistrale di Marc Haven.
[3]
Carlo Francovich, Storia della massoneria in Italia,
[4]
Nel 1761 Martinez de Pasqually aveva fondato l’Ordine dei
Cavalieri Massoni Eletti Cohen dell’Universo, nei cui alti
gradi la magia era praticata nella sua forma più alta
(teurgia). Di Martinez, Kremmerz parla a più riprese e
sempre con toni elogiativi, come quando ad esempio scrive:
“il Martinismo fa capo ai fratelli Coen di
Martinez-Pasquallys del secolo scorso e sotto la direzione
illuminata del Dott. Encausse pare destinata a ricondurre
[5]
Robert Ambelain, Franc-Maconnerie d’autrefois. Cerimonies et
rituels des Rites de Misraim et
[6]
Prende questo nome l’insieme dei tre gradi di Apprendista,
Compagno e Maestro che ovunque nel mondo forma la base della
piramide massonica e di qualsivoglia rito di alti gradi.
[7]
I precursori del Rito Scozzese Antico ed Accettato, il rito
massonico oggi come allora più celebre e numeroso al mondo e
formato da 33 gradi, erano i membri del Rito di Perfezione,
che invece contava soltanto 25 gradi. Il passaggio dal Rito di Perfezione al Rito Scozzese Antico ed Accettato si compì nei primissimi anni del 1800 e, contrariamente a quel che si crede, i Fratelli del Rito Egiziano non furono affatto estranei alla erezione in Italia del primo Sovrano Consiglio del Rito Scozzese, a cominciare proprio dal suo fondatore, il Fr. De Grasse Tilly, che era già membro di alto grado del Rito Egiziano.
[8]
Preghiamo i lettori di non confondere la profonda sapienza
iniziatica che Cagliostro trasmetteva all’interno del
proprio Rito Egiziano e che donò ai fondatori del Rito di
Misraim, col cumulo immenso di scempiaggini che si leggono
in internet o su certi testi a stampa, anche italiani, sotto
la dicitura di Arcana Arcanorum. Ne riparleremo.
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