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GLI ESORDI DELLA MASSONERIA NAPOLETANA
Sono precocissimi i rapporti fra gli ambienti ermetici napoletani e
l’appena nata massoneria speculativa, risale infatti al 1728 la
nascita a Napoli della Rispettabile Loggia “Perfetta Unione”, il cui
motto fu “Qui quasi cursores lampada tradunt”. Essa fu eretta su
richiesta di Giorgio Olivares e Francesco Xaverio Geminiani, tra
l’altro questa è in assoluto non solo la prima Loggia napoletana ma
altresì la prima loggia italiana di cui sia abbia notizia certa ed
avrà, come vedremo, un ruolo rilevante nella genesi della massoneria
egiziana.
Le
due colonne sono evidentemente quelle del tempio di Salomone, tanto
care ai massoni, ma il fatto che qui siano anteposte all’ingresso
della piramide anziché a detto tempio, sta a dimostrare proprio che
il sapere custodito dalla massoneria in generale e da quella Loggia
in particolare, proviene in realtà dall’antico Egitto, culla di ogni
sapere iniziatico.
Che proprio
Raimondo di Sangro fu iniziato in massoneria a Parigi il 24 maggio
1737, mentre Gennaro Carafa lo fu nel luglio dello stesso anno,
entrambi nella Loggia del Duca di Villeray. Rientrati in Italia i
due principi si affiliarono immediatamente alla Perfetta Unione,
della quale Raimondo di Sangro diverrà Venerabile nel
Grazie al sapere ermetico appreso all’interno della Perfetta Unione,
Tschoudy potè più tardi fondare un proprio Rito Adonhiramita, ad
impianto eminentemente ermetico, nel quale gradi come “Cavaliere
della Volta Segreta di Perfezione”, “Cavaliere del Sole”,
“Commendatore degli astri”, “Cavaliere della Fenice”, “Cavaliere
dell’Iride”, “Cavaliere dell’Aquila Nera”, “Vero Massone” ecc.,
costituiranno lo strumento di elezione per la trasmissione e la
diffusione in tutta Europa del sapere magico ed alchemico di origine
prettamente partenopea. Occorre inoltre far rilevare che proprio
questi gradi costituiranno la struttura portante del futuro Rito di
Mizraim, che assieme a quello di Cagliostro maggiormente interessa
alla nostra storia.
Del resto gli scambi culturali ed ermetici che
Da
segnalare anche che nel febbraio del 1739 Sir Martin Folkes pubblicò
un opuscolo dal titolo “Relation apologique et historique de
Non ci resta da segnalare che quanto scrive Renato Soriga,[2]
secondo il quale si deve al Principe di Sangro e al suo entourage
l’elaborazione nel 1747 del primitivo nucleo del Rito di Misraim
(altrimenti detto Rito Egiziano). Questo dato offerto dallo studioso
conferma quanto trasmesso dalle fonti tradizionali del Rito, le
quali vogliono che sotto il Magistero di Raimondo di Sangro il 10
dicembre 1747 sia stato fondato il nucleo originario di quello che
nella nostra storia abbiamo definito Grande Oriente Egiziano, sotto
il titolo distintivo di Antico e Primitivo Ordine Egizio o Rito di
Mizraim. Come ho già detto precedentemente i nomi dei suoi fondatori sono sotto gli occhi di tutti ma non tutti sanno dove guardare e poiché questo elenco è per il momento destinato a rimanere ancora “sotto squadra e compasso”[3] non sarò io a rivelare ciò che non mi compete.
[1]
Misraim, o Mizraim che dir si voglia, è il termine ebraico
che la bibbia usa per definire la terra d’Egitto. Si tratta
di un termine duale ad indicare, secondo il filologi, il
fatto che il regno d’Egitto era il risultato dell’unione di
Alto e Basso Egitto, unificati da Menes, il primo faraone
che portò il titolo di “Signore delle due Terre”. Viceversa,
secondo l’ermeneutica iniziatica questo termine è leggibile
ben altrimenti. Ermeticamente, colui che ha la potestà di
unire l’Alto e il Basso è un Pontefice per eccellenza, lo
Jerofante che ha il potere di riunire ciò che è diviso e di
unificare ciò che è duale. [2] Renato Soriga, Le società segrete, l’emigrazione politica, e i primi moti per l’indipendenza, Modena, Soliani, 1942.
[3]
Questa è la dizione simbolica che si usa in massoneria per
indicare la necessità di mantenere riservata una cosa, quale
che sia. Nei testi ermetici è usata invece agli stessi fini
la dizione “sub rosa”.
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