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PREMESSA GENERALE
“Ogni luce viene dall’Oriente, ogni iniziazione viene dall’Egitto”
La
prima è ché fra le molteplici “vite precedenti” attribuite da vari
autori a Giuliano Kremmerz, l’unica che egli ammise apertamente con
i propri discepoli e che rivendicò per sé, fu quella del “divino
Cagliostro”,[2]
come lo chiamavano i suoi contemporanei. La seconda è che proprio a
Cagliostro, a torto o a ragione, si suole attribuire la fondazione
della massoneria egiziana.
Per cercare di chiarire fin da subito il motivo per cui si è
reso necessario far seguire alla storia della Miriam una appendice
riguardante la massoneria egiziana, riteniamo utile fare una
brevissima premessa generale.
Dopo quasi tre secoli di vita la massoneria presenta ancora oggi due
anime che, all’interno di essa, a volte convivono felicemente e a
volte si scontrano duramente.
Per una parte dei suoi aderenti la moderna massoneria speculativa[3],
nata in Inghilterra nel 1717, è sostanzialmente una società
filosofico-filantropica che tende al miglioramento della società
attraverso il perfezionamento morale dei singoli individui.
Non atea ma laica, essa è stata di fatto la primissima propugnatrice
della tolleranza fra le religioni quando ancora le chiese si
scomunicavano a vicenda e scomunicavano al proprio interno chiunque
osasse dialogare con membri di altre fedi, anziché combatterli.
La
massoneria invece, prima fra qualunque altra istituzione al mondo,
partendo dal presupposto che tutti gli uomini si debbono considerare
fratelli in quanto esseri umani e non sulla base delle loro fedi
religiose, fece volutamente sì che nelle sue Logge si incontrassero
persone di confessioni diversissime: protestanti, anglicani e
cattolici dapprima, ma subito dopo anche cristiani ortodossi, ebrei,
musulmani, indù e così via.
Impose loro di chiamarsi e riconoscersi Fratelli non perché
appartenenti ad una stessa confessione religiosa ma in quanto esseri
umani creati tutti dal medesimo Essere Supremo, che la massoneria
definisce simbolicamente Grande Architetto dell’Universo o Supremo
Artefice dei Mondi, e alla cui gloria innalza i propri lavori
rituali in loggia, pena la loro nullità.
Parlare oggi dell’uguaglianza ideale di tutte le fedi religiose può
sembrare ovvio alle menti più aperte, professarla all’inizio del
‘700 significava rischiare di venire scomunicati e nei casi più
gravi persino condannati a morte.
Secondo una parte degli studiosi, la massoneria speculativa avrebbe
fatto propria questa ideologia in quanto figlia primogenita
dell’illuminismo e del deismo settecenteschi, secondo i quali
occorreva concepire Dio servendosi solo delle capacità che ci mette
a disposizione la ragione naturale anziché accettare per fede i
contenuti delle rivelazioni su cui le religioni si fondano.
Secondo altri studiosi invece, questa visione non avrebbe nulla a
che fare con il pensiero illuminista, del quale si sarebbe servita
solo come veicolo ideale di diffusione, ma sarebbe il frutto di una
adesione ai principi universali, in quanto identici in ogni epoca ed
ogni luogo, dell’esoterismo.
Alla luce di questi principi, le varie religioni non devono essere
considerate altro che manifestazioni plurime della Verità unica la
quale, per venire compresa da popoli con costumi diversissimi tra di
loro nel tempo e nello spazio a causa dei differenti contesti
storico-sociali, dovette necessariamente nel corso della storia
venire ammantata di “veli” differenti, che ne rendessero in qualche
modo fruibile lo spirito anche a chi era dotato delle più modeste
capacità di comprensione. E proprio dalla necessità di ricoprire di
volta in volta
Quando però le caste religiose non sono più in grado di intendere la
verità unica che si cela dietro il velo delle rispettive allegorie
religiose, esse finiscono col prendere per realtà letterale ciò che
è prima di tutto anche se non solo simbolo e degenerano in un rozzo
fanatismo che le induce a sconfessare ogni rivelazione che non sia
la propria.
Ciò accade quando perdono di vista il senso vero della loro missione
ieratica che è quello di lavorare al processo di civilizzazione di
una razza attraverso il superamento dei più bassi istinti egoistici;
così facendo producono anzi fanatismo e divisioni intestine e fra i
popoli.
Ma
assieme a quello della civilizzazione progressiva le religioni,
tutte le religioni, avevano originariamente anche il compito di
additare ad ogni uomo un modello divino cui rivolgere il proprio
pensiero, la propria devozione e il proprio culto. Solo imparando a
concepire e ad adorare un modello spirituale che vada oltre la
caducità della materia, l’uomo può plasmare e fecondare la propria
anima corruttibile con semi di eternità. Senza un modello divino,
ogni altro modello che l’uomo può darsi è soltanto umano, e come
tale insufficiente per dar modo all’anima, ermeticamente e non
religiosamente intesa, di coagularsi.[4]
Al Dio unico e vero, origine e meta di ogni evoluzione
animica, alla Legge Universa che si cela dietro gli dei piccoli
delle varie religioni, addita inequivocabilmente la tavola che
Kremmerz fece apporre all’inizio del Mondo Secreto, traendola dal
testo “Dell’origine di tutti i culti”, del cittadino e massone
Dupuis.
Quando la simbologia religiosa pone i Re Magi in atto di deporre ai
piedi della culla del Cristo il loro triplice dono, nient’altro
intende significare se non la simbolica consegna, fatta dai Magi ai
Sacerdoti della nuova religione, dei Misteri relativi alla
divinizzazione o cristificazione dell’uomo. E non ha forse anche la
massoneria riproposto con altra simbologia gli stessi misteri cui
alludono i simboli religiosi riportati sulla tavola del Dupuis?
Infatti Kremmerz scrive: “Giacché si pensi che gli antichi
sacerdoti questa scienza (la magia) la impartivano nel tempio
a tutti quelli che si rendevano degni di apprenderla e praticarla,
dopo prove terribili e lunghe, e si dava a gradi, con riti e
cerimonie che la nostra chiesa cattolica ha conservato negli ordini
sacri e
Dunque la magia, la massoneria e le differenti religioni non
sarebbero altro che forme simboliche differenti nella natura e nei
mezzi ma non nei fini, in quanto depositarie di uno stesso
patrimonio sapienziale in grado di svelare, passo dopo passo, la
simbologia fondamentale degli antichi culti misterici.
Solo a chi sarà in possesso di questa sophia perennis potrà
un giorno creare un vero dialogo fra le diverse religioni, poiché
solo sulla base di questa Conoscenza che i rispettivi esponenti
potranno divenire consapevoli della realtà unica che si cela dietro
le loro differenti rivelazioni, e solo su questa base sarà possibile
un giorno cercare di giungere ad una pace vera e duratura sulla
terra.
Questo, quello della pace in terra, che fu uno degli scopi primari
dell’Ordine del Tempio, fu anche uno dei motivi del loro sterminio.[7]
In quanto iniziati ai misteri della Verità unica, i Templari avevano
preso la “cattiva” abitudine di dialogare con i loro fratelli arabi,
gli iniziati ismaeliti di fede musulmana, anziché sterminarli come
voleva il papato, cui questa cosa non piacque per nulla e che anche
per questo li perseguitò e sterminò come nemici della vera fede.
Erede dello spirito se non della missione templare, la massoneria
più sapiente riprese a portare avanti questo compito vitale per la
crescita reale dei popoli e per l’auspicabile pace religiosa nel
mondo. E fu soprattutto per questa idea di unità sostanziale di
tutte le religioni che essa venne ben presto scomunicata,[8]
come scomunicata del resto è tutt’ora, da parte di una chiesa che
oggi si riempie la bocca del termine “ecumenismo” e se ne vanta come
se fosse farina del suo sacco, mentre ieri non solo scomunicava ma
anche giustiziava chiunque osasse propugnarlo. Bontà sua!
Del resto, ancora oggi tutte le chiese sprovviste di una dimensione
esoterica, a dispetto dei pallidi tentativi di dialogo, più
apparente che reale, guardano le altre confessioni religiose
dall’alto in basso, ognuna convinta di essere l’unica depositaria
della verità e della via che conduce alla salvezza.
Riassumendo, secondo l’esoterismo la massoneria, nelle sue forme più
alte, dal punto di vista teorico e soltanto teorico,[9]
altro non è che l’espressione e la continuazione moderna degli
antichi culti misterici, e come tale non ha come scopo tanto il
perfezionamento della società attraverso il perfezionamento morale
dei singoli, quanto la conquista dell’immortalità dell’anima,
da intendersi come la realizzazione di uno stato animico totalmente
illuminato e perfetto, realizzazione da compiere qui e ora, mentre
ancora siamo in carne ed ossa, senza attendere il premio in un
paradiso di là da venire.
Ora, sapendo che il fulcro della maggior parte dei culti misterici
praticati nei paesi che formano il bacino del Mediterraneo, trasse
la propria origine dall’Egitto e più propriamente dai culti di Iside
e di Osiride, è facile comprendere come mai, poco dopo la nascita
della massoneria speculativa, cominciarono a comparire nel suo seno
cerchie che si ispiravano direttamente all’antico Egitto,
chiamandolo l’Arca di tutte le Tradizioni.
Fra i molteplici personaggi che hanno concorso alla
riscoperta della sapienza egizia in ambito massonico, Cagliostro è
stato certamente uno dei principali, non tanto perché sia stato il
primo a fondare un Rito Egiziano, quanto perché gli insegnamenti che
egli trasmetteva all’interno del suo rito sono stati riconosciuti
come i più significativi e tali sono considerati ancora oggi.[10]
Vedremo che lo stesso Rito di Misraim seu Aegypti, il principale protagonista di questa appendice della nostra storia, nacque in seguito all’operato di Cagliostro e raccogliendo la sua eredità.
[1]
Mèmoire pur le Comte de Cagliostro
accusé par le Procureur général. Paris. 1785
[2]
Forse anche per questo motivo l’unico testo del XX secolo
che il Prof. Verginelli decise di includere nella donazione
fatta all’Accademia dei Lincei della propria raccolta di
testi alchemici, fatta negli anni assieme al fraterno amico
e discepolo Nino Rota, fu Le Maitre Inconnue, Cagliostro.
Étude historique et critique sur
La donazione fu accompagnata dall’edizione, purtroppo ormai
irreperibile, del catalogo dell’intera raccolta recante il
titolo: BIBLIOTHECA HERMETICA, Catalogo alquanto
ragionato della raccolta Verginelli-Rota di antichi testi
ermetici (secoli XV-XVIII), edito dall’editore Nardini
di Firenze. Questa raccolta di testi a stampa e manoscritti
alchemici, oggi custodita nella più prestigiosa accademia
scientifica nazionale, è considerata per quantità e qualità
la più importante raccolta italiana di testi alchemici ed
una fra le più importanti al mondo.
Da qualche anno il prezioso testo di Marc Haven, Il
maestro sconosciuto, Cagliostro, è finalmente
disponibile anche in lingua italiana pei tipi delle edizioni
CambiaMenti.
[3]
Si suole parlare di “massoneria speculativa” per
distinguerla dalle precedenti forme di massoneria cosiddetta
“operativa”, la quale era costituita dalle corporazioni di
mestiere formate da veri e propri costruttori che andavano
dai manovali (detti apprendisti) agli architetti. Essi erano
dediti all’arte edificatoria in generale ma soprattutto
erano i custodi delle antiche regole auree sulla base delle
quali venivano costruiti tutti gli edifici di culto. Le
cattedrali gotiche di Francia, Germania e Inghilterra, sono
forse l’esempio più alto di tale arte di costruire.
Verso la metà del 1600, alcune di queste corporazioni di
mestiere, che affiliavano i propri membri attraverso antichi
rituali d’iniziazione, cominciarono ad accettare come membri
onorari anche alcuni personaggi di prestigio, che di
professione non facevano affatto i muratori ma a vario
titolo erano interessati ai loro rituali di iniziazione.
Nacquero così i cosiddetti “accettati”, che non esercitando
il mestiere muratorio vennero definiti “massoni
speculativi”. Nel giro di qualche decennio il loro numero
crebbe al punto che a partire dal 1717 essi furono in grado
di formare delle Logge autonome, ovvero costituite
esclusivamente da “speculativi”. Queste Logge nulla più
avevano a che fare con la professione edile ed erano
interessate esclusivamente agli aspetti filosofici ed
iniziatici delle antiche corporazioni muratorie, che la
leggenda faceva risalire a quella antichissima che realizzò
il Tempio di Salomone.
I segreti dei Bonaim, i costruttori e restauratori del
Tempio, sarebbero giunti al nostro medioevo attraverso le
corporazioni bizantine che avrebbero accolto gli architetti
ebrei dopo la diaspora, per poi da lì passare a quel che
restava delle corporazioni romane e ai celebri maestri
comacini. [4] Le religioni monoteiste hanno concesso all’uomo un’anima immortale, per l’esoterismo invece, come per le religioni antiche non è l’anima ad essere immortale ma il solo spirito. L’anima però può essere resa immortale grazie alla via lunghissima che le religioni mettono a disposizione delle masse o attraverso vie più brevi che sono custodite e trasmesse dagli autentici sentieri iniziatici.
[5]
Non quella intrallazzona o salottiera. [6] La magia, il mago ed il secreto incomunicabile. Mondo Secreto, 1897. [7] Oltre a quello di impossessarsi delle loro ricchezze naturalmente.
[8]
Da papa Clemente XII con la bolla “In eminenti”, emessa nel
1728.
[9]
Alla massoneria manca ogni elemento che dia la possibilità
di mettere in pratica concretamente quanto i suoi rituali e
i suoi simboli insegnano. Per l’applicazione pratica di essi
occorre rivolgersi a precisi ordini iniziatici, come
Vorremmo citare, uno per tutti, il testo di Arturo Reghini,
Parole sacre e di passo, ed. Atanor. Ma quanti massoni lo
hanno letto? E fra quelli che lo hanno letto quanti lo hanno
compreso? E fra quelli che l’hanno compreso quanti hanno
cercato di metterne in pratica gli insegnamenti? [10] Non è cronologico il primato che spetta a Cagliostro poiché già nel 1767 Von Koppen e Von Hjimmen, appartenenti alla Stretta Osservanza Templare, avevano creato il “Rito degli Architetti Africani” (Egiziani), all’interno del quale, secondo i suoi fondatori, venivano forniti elementi dell’antica iniziazione egiziana. |