|
CONCLUSIONI
La situazione attuale dei vari lignaggi
Kremmerziani è sostanzialmente triplice.
Un primo lignaggio proveniente dai ruderi della CEUR, mancante per
la parte miriamica della formula tradizionale per consacrare i
cordoni[1]
mentre per la parte osiridea trasmette delle pure elucubrazioni di
Parancandolo, tanto infondate quanto fantasiose. Un secondo lignaggio, proveniente da De Cristo,
che sostiene di aver ripristinato i contatti con il Cap+ Op+, ma
occorre fare un puro atto di fede per aderirvi, mentre se si deve
dar retta ad affermazioni ben precise da essi divulgate, anche in
questo caso le pratiche insegnate paiono differire in modo radicale
da quelle insegnate da Kremmerz e dall’Ordine.
Il terzo lignaggio è rappresentato dal Circolo Virgiliano il quale è
attualmente l’unica Accademia creata dal Kremmerz ancora operante[2],
possiede ancora la formula tradizionale per la consacrazione dei
cordoni e la rituaria in uso è assolutamente immutata[3]
rispetto a quella trasmessa da Kremmerz, anche nella modalità di
applicazione. Impartisce esclusivamente la parte isiaca
dell’insegnamento, sostenendo di non avere né la potestà, né
l’autorizzazione di impartire quella osiridea. Un appunto va inoltre obbligatoriamente mosso a
questo lignaggio: fin dai tempi di Suglia si è volutamente tenuto
nascosto, quasi latitante sulla scena esoterica italiana, per
ragioni che non è qui il caso di esaminare e che pur avendo un
fondamento iniziatico, vengono tuttavia meno a quanto suggerito da
Kremmerz nel suo ultimo documento ufficiale indirizzato alla Miriam,
la circolare del
Desideriamo terminare questa nostra fatica con parole non nostre ma
di Ciro Pugliese, nipote del Maestro e per molti anni membro della
CEUR[4].
Sono tratte da una lettera inviata in data 13 marzo 1979 ad un suo
confratello “osirideo” sulla cui identità desideriamo mantenere il
riserbo per ovvi morivi di riservatezza. “Purtroppo e malauguratamente per noi, viviamo in un periodo di grandissima confusione iniziatica. Ognuno di noi è abbandonato a sé stesso nell’aspra e faticosa ricerca e opera. Manca un effettivo e vero Maestro! Il sacro ormai non è più concepito, il silenzio
regolamentare: una chimera! Tutti parlano, tutti insegnano, ma con quale
diritto? Con quale autorizzazione? La tradizione ci è già pervenuta alterata (e tu
sai a che mi riferisco), gli innovatori, gli aggiornatori, sono
coloro che collaborano alle alterazioni e alle distruzioni delle
tradizioni. Lo fanno in buona o in mala fede? Non lo
sappiamo. Devo pensare in buona fede! Per noi, intendo coloro i quali custodiscono
ancora il sacro profumo di un mondo Olimpico, rimane la solitudine e
il silenzio in attesa di tempi migliori; se ci saranno. Quello che conta è la nostra opera, la nostra
preparazione, la nostra instancabile purificazione, il nostro amore
verso questa concezione iniziatica che certo non è per la intera
massa plebea umana!! Il nostro Maestro è venuto con una determinata
missione… ha fatto quello che ha potuto in relazione ai tempi… i
tempi non erano maturi ed è ritornato al suo Celeste Impero
guardandosi bene dal lasciare…TUTTO… forse per tema giusta che il
mondo potesse ulteriormente popolarsi di esseri perversi! E la storia dopo la sua morte lo dimostra
incontestabilmente: un polo di luce che si è andato sempre più
oscurando.”
[1]
Anche il resto della rituaria presenta numerose alterazioni
rispetto al materiale e all’insegnamento originale del
Kremmerz. [2] Come già detto, su raccomandazione di Borracci, nel Circolo Virgiliano confluirono anche quei Fratelli della Pitagora di Bari che decisero di seguire il suo consiglio quando egli pose in sonno la loro Accademia. A tal riguardo è inoltre opportuno precisare che alcune dicerie messe in giro di recente su presunti conflitti fra Borracci e Bonabitacola sono assolutamente infondate. I loro rapporti sono sempre stati ottimi e perfettamente concordi, ne fa fede il contenuto di un biglietto spedito da Borracci a Bonabitacola il 19 giugno 1942: “Caro Giovanni, con piacere ho ricevuto i tuoi caratteri. Speriamo fra non molto di poterci riabbracciare. Appena finisce la guerra con molto vantaggio verrò a Roma. È perfettamente esatto che i tre giorni, di cui mi parli, sono faustissimi. Ti abbraccio caramente, Tuo Giacomo”.
[3]
Originale e in parte olografa.
[4]
Vorremmo precisare, in risposta a chi ultimamente vorrebbe
innalzare Ciro Pugliese nell’Olimpo degli Dei, che
quest’ultimo si avvicinò alle pratiche “kremmerziane” solo
grazie alla CEUR che lo volle in seno a seguito della sua
parentela con Kremmerz. |