CONCLUSIONI

 

La situazione attuale dei vari lignaggi Kremmerziani è sostanzialmente triplice.

Un primo lignaggio proveniente dai ruderi della CEUR, mancante per la parte miriamica della formula tradizionale per consacrare i cordoni[1] mentre per la parte osiridea trasmette delle pure elucubrazioni di Parancandolo, tanto infondate quanto fantasiose.

Un secondo lignaggio, proveniente da De Cristo, che sostiene di aver ripristinato i contatti con il Cap+ Op+, ma occorre fare un puro atto di fede per aderirvi, mentre se si deve dar retta ad affermazioni ben precise da essi divulgate, anche in questo caso le pratiche insegnate paiono differire in modo radicale da quelle insegnate da Kremmerz e dall’Ordine.

Il terzo lignaggio è rappresentato dal Circolo Virgiliano il quale è attualmente l’unica Accademia creata dal Kremmerz ancora operante[2], possiede ancora la formula tradizionale per la consacrazione dei cordoni e la rituaria in uso è assolutamente immutata[3] rispetto a quella trasmessa da Kremmerz, anche nella modalità di applicazione. Impartisce esclusivamente la parte isiaca dell’insegnamento, sostenendo di non avere né la potestà, né l’autorizzazione di impartire quella osiridea.

Un appunto va inoltre obbligatoriamente mosso a questo lignaggio: fin dai tempi di Suglia si è volutamente tenuto nascosto, quasi latitante sulla scena esoterica italiana, per ragioni che non è qui il caso di esaminare e che pur avendo un fondamento iniziatico, vengono tuttavia meno a quanto suggerito da Kremmerz nel suo ultimo documento ufficiale indirizzato alla Miriam, la circolare del 1914. In quel documento egli invita le Accademie ad essere ben visibili a tutti, a rendere estremamente facile e quasi informale il primo accesso alla Fratellanza e l’esecuzione del rito quotidiano, perché è sulla legge della progressione numerica che si fonda l’alimentazione del serbatoio della catena terapeutica e, in modo concomitante, la diffusione della Grande Opera. Viceversa il Circolo Virgiliano, a somiglianza degli antichi Rosacroce (ma i tempi sono molto cambiati) ha sempre confidato molto nell’aspetto puramente provvidenziale nel reclutamento dei propri fratelli. Qualunque cosa si voglia pensare di ciò, oltre ad essere decisamente anacronistico, va contro a quanto specificamente indicato da Kremmerz.

Desideriamo terminare questa nostra fatica con parole non nostre ma di Ciro Pugliese, nipote del Maestro e per molti anni membro della CEUR[4]. Sono tratte da una lettera inviata in data 13 marzo 1979 ad un suo confratello “osirideo” sulla cui identità desideriamo mantenere il riserbo per ovvi morivi di riservatezza.

“Purtroppo e malauguratamente per noi, viviamo in un periodo di grandissima confusione iniziatica. Ognuno di noi è abbandonato a sé stesso nell’aspra e faticosa ricerca e opera. Manca un effettivo e vero Maestro!

Il sacro ormai non è più concepito, il silenzio regolamentare: una chimera!

Tutti parlano, tutti insegnano, ma con quale diritto? Con quale autorizzazione?

La tradizione ci è già pervenuta alterata (e tu sai a che mi riferisco), gli innovatori, gli aggiornatori, sono coloro che collaborano alle alterazioni e alle distruzioni delle tradizioni.

Lo fanno in buona o in mala fede? Non lo sappiamo. Devo pensare in buona fede!

Per noi, intendo coloro i quali custodiscono ancora il sacro profumo di un mondo Olimpico, rimane la solitudine e il silenzio in attesa di tempi migliori; se ci saranno.

Quello che conta è la nostra opera, la nostra preparazione, la nostra instancabile purificazione, il nostro amore verso questa concezione iniziatica che certo non è per la intera massa plebea umana!!

Il nostro Maestro è venuto con una determinata missione… ha fatto quello che ha potuto in relazione ai tempi… i tempi non erano maturi ed è ritornato al suo Celeste Impero guardandosi bene dal lasciare…TUTTO… forse per tema giusta che il mondo potesse ulteriormente popolarsi di esseri perversi!

E la storia dopo la sua morte lo dimostra incontestabilmente: un polo di luce che si è andato sempre più oscurando.”



[1] Anche il resto della rituaria presenta numerose alterazioni rispetto al materiale e all’insegnamento originale del Kremmerz.

[2] Come già detto, su raccomandazione di Borracci, nel Circolo Virgiliano confluirono anche quei Fratelli della Pitagora di Bari che decisero di seguire il suo consiglio quando egli pose in sonno la loro Accademia. A tal riguardo è inoltre opportuno precisare che alcune dicerie messe in giro di recente su presunti conflitti fra Borracci e Bonabitacola sono assolutamente infondate. I loro rapporti sono sempre stati ottimi e perfettamente concordi, ne fa fede il contenuto di un biglietto spedito da Borracci a Bonabitacola il 19 giugno 1942: “Caro Giovanni, con piacere ho ricevuto i tuoi caratteri. Speriamo fra non molto di poterci riabbracciare. Appena finisce la guerra con molto vantaggio verrò a Roma. È perfettamente esatto che i tre giorni, di cui mi parli, sono faustissimi. Ti abbraccio caramente, Tuo Giacomo”.

[3] Originale e in parte olografa.

[4] Vorremmo precisare, in risposta a chi ultimamente vorrebbe innalzare Ciro Pugliese nell’Olimpo degli Dei, che quest’ultimo si avvicinò alle pratiche “kremmerziane” solo grazie alla CEUR che lo volle in seno a seguito della sua parentela con Kremmerz.