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LA FONDAZIONE DELLA MIRIAM
Non si conosce con precisione la data in cui Kremmerz
concepì l’idea di creare
L’atto
formale di nascita della Fratellanza di Miriam è comunque
iniziaticamente fissato al 20 marzo 1896, data in cui, in una riunione
del Gr.˙. Or.˙. Eg.˙., il cui Gran Jerofante era allora l’avvocato
Giustiniano Lebano, fu approvata
Anche se possediamo
la data ufficiale solo di questo testo, sono tre i documenti
emanati in quel periodo e probabilmente redatti nella medesima
occasione:
Il
primo testo espone i principi ideali su cui si fonda L’importanza di questi documenti è tale da meritare
ulteriori considerazioni.
I primi documenti ufficiali della Fratellanza di Miriam Essa è formata da un Capitolo Operante composto:
-
da dodici Maestri e da un Delegato Generale con poteri limitati,
-
dai Fratelli e dalle Sorelle Terapeuti di Miriam,
-
ed infine da tutti i beneficiati i quali vengono definiti anch’essi,
cosa di non poco conto, Fratelli e Sorelle. Per ciò che concerne le norme di ammissione, vengono
adottati criteri di massima apertura: l’iscrizione infatti è possibile a
tutte le “persone oneste”, purché si adoperino per il bene degli altri
in modo disinteressato; l’unico vincolo è che si impegnino a mantenere
segreti tutto ciò che riguarda strettamente la loro attività iniziatica.
L’obbligo al silenzio e alla riservatezza viene dunque posto fin
dall’inizio come un punto fondamentale del cammino miriamico in tutte le
sue fasi.
I quarantadue articoli del
Regolamento
illustrano in dettaglio la struttura organizzativa, le funzioni e le
competenze dei singoli soci secondo il loro grado gerarchico, e il
funzionamento dei circoli e delle accademie. Questo documento è
suddiviso in tre capi:
a)
b) i Fratelli,
ove sono chiariti diritti e doveri di ogni membro;
c) l’Amministrazione,
ove sono specificati tutti gli aspetti prettamente organizzativi.
Dalla lettura di questo documento emerge una struttura articolata, sia
per gradi che per funzioni, sul modello delle massonerie dell’epoca; non
a caso Kremmerz scriverà più tardi: “Questo ho compiuto … mutando le
logge in accademie”[3].
Oltre ad esporre i principi generali contenuti nel
Patto ed illustrare le norme
specifiche che formano il
Regolamento della Fratellanza,
Il linguaggio stringato del
Regolamento,
benché a tratti assuma toni decisamente ieratici, diviene ora più
semplice e caldo, nel delucidare i principi ermetici e le basi
dottrinali su cui si fonda
Letta in questo modo,
Nelle Istruzioni generali
vengono affrontati temi relativi al ruolo della Fratellanza, dei singoli
aderenti e dei loro rapporti reciproci; in buona sostanza è tracciato il
profilo morale cui i singoli soci, Fratelli e Sorelle, devono aderire
per “diventare la fonte invisibile e inesauribile di ogni bene morale,
intellettuale e materiale”.
Nell’articolo 1 viene ribadito che Viene inoltre enunciato un punto fondamentale che nei
decenni successivi sarà stato oggetto di molteplici interpretazioni:
“Come Fratellanza Occulta è incaricata delle pratiche dell’Alta Scienza,
ed è, come tale, la preparazione all’Ordine del Rito Egizio e il suo
circolo esterno”.
I Fratelli anziani possono “giovarsi dello studio della
Scienza Arcana per aiuti che non siano di sola medicina e psicurgia:
formando
L’importanza di questo passo consiste nel chiarire fin da
subito che
Questo punto, che per essere compreso a fondo necessita
un’ampia conoscenza del contesto iniziatico in cui si svolse l’operato
di Kremmerz, sancisce comunque il fatto che uno degli scopi della
Fratellanza consiste nel preparare i singoli ad un più completo sviluppo
animico. Questo punto è importante perché chiarisce ad ogni fratello
come la terapeutica, rispetto a questo fine più alto sia mezzo e non
fine, ancorché sia un mezzo scelto ad hoc
e per ragioni specifiche.
Viene inoltre stabilito anche un altro punto che merita attenzione: ogni
aderente ha “l’obbligo di lavorare per la diffusione della sua
filiazione” presentando almeno dodici nuovi membri per poter passare di
grado (articolo 8). Spesso questa norma è stata ritenuta soltanto una
forma assai marcata di proselitismo, ma se da un lato Kremmerz non ha
mai nascosto che l’efficacia della catena terapeutica dipende in misura
non trascurabile anche dal numero dei Fratelli oranti che la compongono,
dall’altro occorre dire che questa indicazione cela una ben precisa
legge occulta relativa alla costituzione delle “catene” iniziatiche,
legge che si riverbera però anche sull’ascenso individuale di ogni
singolo Fratello, il quale solo se dotato di qualità specifiche e
particolari può venire avviato alla conquista del magistero iniziatico
senza aver adempiuto ad essa, cioè senza aver dato segno di aver
sviluppato e manifestato un forte magnetismo di natura benefica, al
contempo sanante ed attrattivo.
Viene poi definito l’aspetto finanziario: Il resto degli articoli della prima parte espone le
basi teoriche fondamentali della pratica ermetica che il Fratello dovrà
compiere, mentre la seconda contiene le istruzioni rituali vere e
proprie.
Sul modello delle antiche scuole dei misteri, come
abbiamo detto, Ad ulteriore chiarimento dei principi e del ruolo della Fratellanza, Kremmerz emanò in data 26 dicembre 1898 una circolare di grande importanza storica:
“Gli ordini di origine magica, occulti o palesi, in gran parte sono
conosciuti nella loro influenza sulla umana società in politica ed in
religione – manca una Fratellanza Spiritualista magica, modesta per
quanto utilmente pratica, che si occupi della sola esplicazione delle
forze e dei segreti della magia in pro di tutti i sofferenti che ad essa
ricorrono – così io restauro Il testo prosegue: “A questo nome
cabalistico di Miriam ed alla sua secreta significazione, corrisponde
una coorte di intelligenze e di spiriti e demoni che hanno una diretta
influenza nella evoluzione animica degli uomini, e quindi sulla salute
della carne. La scienza e la pratica dei magi insegna tre cose: 1° che non vi è
infermità del corpo fisico che non risulti da squilibrio dello spirito e
dall’aura psichica umana; 2° che non esiste
altra terapeutica che la spirituale o divina, la quale o fa a meno delle
droghe o se ne serve per mera colleganza delle facoltà analogiche dello
spirito umano; 3° che quando lo
spirito dell’uomo è pronto alla vita del mondo invisibile, è delitto
arrestarne la dipartita”. Scarsa documentazione è rimasta intorno all’attività
della Miriam in quel periodo, né sappiamo quante e quali fossero le sedi
allora attivate oltre all’Accademia di Napoli, alla cui presidenza fu
posto il conte Garin di Cocconato. Nella sessione
del 14 Luglio 1899, vennero assegnate le seguenti cariche: - Avv. C. Basan,
segretario particolare della Delegazione Generale (incarico temporaneo), - D. di Bolmar,
(alias Domenico Lombardi), segretario generale del Primo Circolo di
Miriam, - Saverino
Palombo, aiutante del segretario del Primo Circolo, - Luigi Palazzi,
incaricato delle commissioni che arrivano a Napoli dai Fratelli lontani
(camici, cordoni, medicinali, ecc.), - Pietro Scalini,
incaricato per la propaganda a Milano.
La maggior quantità di informazioni è data da
“Il CapX
OpX
delegherà il suo segretario per la propaganda, assumendo costui innanzi
alla società profana tutta la responsabilità dei suoi atti, e redigendo
un Bollettino della Fr X,
sotto il nome di
Questa precisazione non è di poco conto perché dimostra
in modo incontrovertibile come non solo la creazione della Scuola ma
persino la sua conduzione fossero già state fissate per iscritto nei
tempi e nei modi fin dal 1896, prima ancora che si cominciasse a
pubblicare
Il Mondo
Secreto.
Il contenuto di questi documenti ci consente di
comprendere perfettamente come, avendo fondato ufficialmente in data 20
Marzo 1896 una Scuola di magia, si rendesse necessario come prima cosa
avere una pubblicazione che insegnasse almeno gli “elementi fondamentali
della magia naturale e divina” secondo la tradizione specifica della
Schola
Italica; analizzandoli da vicino si può vedere come essi siano, per
forza di cose, molto simili ma non identici a quelli di altre scuole di
magia sorte in Europa in quegli stessi anni.
Si pensi ad esempio alla scuola francese
gravitante attorno al risveglio martinista voluto da Papus, o alla
scuola anglosassone della Golden Dawn rappresentata soprattutto dal
Mathers[4].
Come si può infatti pensare di fondare una scuola di
magia senza che ai suoi aderenti venga data la possibilità di leggere e
meditare un
corpus dottrinale di base che ne esponga
almeno gli elementi teorici essenziali a comprendere il tipo di
operatività che viene proposta? Può esistere una scuola senza testi su
cui studiare e formarsi? Si tenga presente che all’epoca le uniche opere
esistenti di tale natura, il
De occulta
philosophia di Agrippa e i diversi volumi di
Eliphas Levi, non erano ancora state tradotte in italiano ed erano
quindi accessibili solo a chi conosceva il latino e il francese; per non
parlare dei limiti dottrinali di tali testi (il Maestro fu critico
soprattutto nei confronti di Agrippa) che non possono sfuggire quando se
ne confrontino i contenuti con quanto esposto negli
Elementi di magia
naturale e divina, opera magistrale e senza
eguali nella storia contemporanea della Magia. Si comprende dunque la necessità della pubblicazione de Il Mondo Secreto prima dell’apertura della Scuola, che era già stata fondata ma che non era ancora stata resa nota proprio in ragione del fatto che solo pochissime persone in Italia possedevano allora un bagaglio di nozioni ermetiche sufficiente per aderire consapevolmente e proficuamente alla erigenda Scuola. Il grande numero andava invece preparato ed il modo migliore per farlo fu ritenuto la pubblicazione di una rivista periodica, la cui durata e i cui contenuti erano già stati fissati.
In buona sostanza, approvando la creazione di una
nuova Scuola Isiaca, nel 1896 l’Ordine approvò contestualmente anche la
pubblicazione di una rivista intesa a rendere noti per la prima volta in
forma chiara e corretta gli elementi fondamentali dell’ermetismo. Il
fine era uno solo: quello di permettere agli aspiranti alla Luce di
compiere il proprio ascenso all’interno di una Scuola regolare che,
attraverso lo strumento della terapeutica, doveva avviare i più
progrediti alla conquista della Scienza Sacra nella sua forma più pura e
tradizionale, secondo il sistema italico. A questa operazione di altissimo magistero poteva
provvedere solo un Ordine che fosse il custode secolare di questa
Scienza Sacra, custode fedele e garante assoluto dei principi di essa.
Poco o nulla sappiamo di quest’Ordine se non che a metà del XVIII secolo
si è contemporaneamente manifestato e celato – il termine ermetico
esatto è “rivelato” – dietro l’aspetto di una Massoneria di Rito Egizio
noto come Grande Oriente Egiziano.
Resta il dato di fatto incontrovertibile che su
approvazione esplicita e dunque per volontà precisa dell’Ordine Egizio,
il 20 Marzo 1896, fu emanata e fondata una Scuola Isiaca di magia, sotto
il titolo distintivo di Fratellanza Terapeutico-Magica di Miriam; fu
decisa la pubblicazione de
Il
Mondo Secreto, una rivista che
sarebbe uscita per due soli anni[5],
affidata alla responsabilità del già incaricato Delegato Generale della
Scuola. Questo periodico sarebbe poi stato sostituito con un bollettino
interno alla Scuola di cui erano già stati fissati finalità, titolo, e
mese esatto di uscita del primo numero. Come si vede, fin dal 1896 erano già stati decisi i
tempi e i mezzi che occorreva attuare per ottenere la realizzazione del
fine voluto.
Solo
sugli ultimi numeri de
Il
Mondo Secreto (novembre e
dicembre 1899) come prestabilito fu resa nota l’esistenza della Scuola
formalmente fondata ben tre anni prima e forse già operante per un
nucleo ristretto di iscritti conosciuti e qualificati.
Quando si dà vita ad una scuola iniziatica però, i mezzi
umani non bastano per quanto efficienti possano essere, vennero infatti
impiegati anche mezzi magici. Ripetutamente interrogato da parte di
diversi Fratelli sull’opportunità o meno di eseguire il cosiddetto “Rito
di novembre” riportato nella prima annata de
Il
Mondo Secreto
(1898), Vinci Verginelli in diverse occasioni
ebbe a ribadire a chi glielo chiedeva che essendo essi già Fratelli di
Miriam, ciò non avrebbe avuto senso; la finalità di quel rito era
infatti unicamente quella di permettere di trovare
“Quel rito serviva a trovare
Come si vede, il progetto era talmente pianificato da
tutti i punti di vista, che nel primo numero del “Ai Nostri
Fratelli Secondo
l’articolo 27 della nostra Regola di 1° grado, questo nostro bollettino
avrebbe dovuto vedere la luce nello scorso aprile; invece si procrastinò
la sua uscita a luglio, per studiare meglio i bisogni della nostra
fratellanza spirituale e provvedere nei lati deficienti all’indirizzo
dell’insegnamento scientifico da seguire”. Evidentemente l’intenzione era che il nuovo
bollettino cominciasse ad uscire in Ariete, quando tutto ricomincia e le
forze solari sono potentissime. Dovendo rimandare fu scelto in subordine
il segno del Cancro periodo in cui Iside regna sovrana. Poche righe dopo prosegue: “Bisogna che i
Fratelli abbiano un concetto chiaro della nostra Grande Opera, tanto da
non confonderla con le istituzioni umane, né di immischiarla con i tanti
tentativi di organizzatori di chiese nuove. Nella decadenza di tutte le
istituzioni massoniche e religiose, egli per
mandato, essendo i tempi
maturi, riconduce alla fonte primitiva del Bene tutte le pecorelle
smarrite dell’ovile, affinché nel secolo
xx, dopo le convulsioni e
le crisi che segneranno il bagno di salute, assorga alla umanità il
novello sacerdozio che unisca in una stessa parola Scienza e Fede, cioè
Una considerazione si impone su tutto quanto visto sinora. Certo è
possibile che in alcuni punti del Mondo Secreto il Kremmerz sia stato un
po’ troppo generoso rispetto a quanto gli altri Maestri dell’Ordine si
aspettavano; è possibile addirittura che una parte delle gerarchie
dell’Ordine non abbia mai condiviso e ritenuto opportuno l’operato di
Kremmerz[6],
nondimeno egli ci parla esplicitamente di “mandato”, ed infatti dai
documenti in nostro possesso risulta che l’Ordine approva e decreta
ufficialmente la creazione della Scuola nel marzo del 1896. Per di più,
anche alcuni membri dell’Ordine partecipano alla redazione de
Il
Mondo Secreto;
vi parteciperà persino il Gran Jerofante, Giustiniano Lebano, che
nell’annata del 1899 pubblicò in due puntate uno scritto fondamentale:
“Sulla iniziatura”.
La cosa è confermata dai documenti della Miriam
dell’epoca ed è ribadita dai simboli che compaiono su di essi: il
simbolo del sole e il Tetragrammaton posti entro il
pentacolo di Salomone, a sua volta posto sotto
Di fronte a questi documenti, che costituiscono non opinabili punti di vista ma prove inoppugnabili, si comprende da un lato la aleatorietà di certe fonti e dall’altro la necessità che in futuro chi vorrà sostenere tesi di questo tipo porti se non prove certe almeno documenti probanti o testimonianze autorevoli a sostegno delle proprie argomentazioni, e non si limiti a vaghe disquisizioni personali.
Il bollettino interno:
Nella rivista
Nel primo numero figura lo scritto “De “I sette principi
cabalistici, emanazione o facce del dio Unico sono rappresentati dai
sette pianeti di cui il sole è il principale, non perché gli astrologi
ignorino o neghino la volgare astronomia, ma perché analogicamente
riferiscono a sette corpi celesti le sette virtù o forma settenaria
della manifestazione divina”.
Tutt’altro che casuale è il titolo di questo scritto che
apparentemente rimanda al celebre trattato di Agrippa ma in realtà si
riferisce alla rituaria magica del Rito Egiziano. È noto infatti che
Agrippa venne anche in Italia per studiare la magia, e che qui
probabilmente ricevette sia nozioni teoriche che rituali di primaria
importanza. Ciò potrebbe aiutare a comprendere come mai sul terzo numero
della Medicina Ermetica
Kremmerz avesse cominciato a far pubblicare la traduzione dell’Arbatel,
un classico della magia eonica che, guarda caso, fu edito per la prima
volta proprio in appendice al
De occulta
philosophia di Agrippa. Evidentemente il
Maestro riteneva che certi classici, a ben vedere riconducibili alla
matrice italica e fra loro collegabili a formare una rituaria perfetta,
fossero degni del massimo interesse anche per i novizi della sua scuola.
Nel secondo e nel terzo numero compare inoltre uno
scritto importantissimo anche se incompleto: “Risposte a un aspirante
ermetista”, che espone in maniera chiara e semplice i principi basilari,
della terapia ermetica, impreziositi da indicazioni veramente
magistrali.
Vale infine la pena di spendere qualche parola su quella sorta di
pubblicità a prodotti che possono sembrare strani ma che si sbaglierebbe
a considerare “banali”. Pochi infatti sanno che Kremmerz collaborava sia
in Italia sia all’estero con diversi farmacisti importanti, alcuni dei
quali erano anche suoi discepoli, da lui istruiti a produrre rimedi
galenici di natura ermetica a dispetto delle apparenze. I rimedi
pubblicizzati possono forse far sorridere, ma la conoscenza profonda da
parte del Maestro di ricettari antichissimi e di provenienza magistrale
è indiscussa. È noto invece il suo grande amore per la gente semplice,
cosa che spesso lo induceva a distribuire rimedi efficacissimi dietro
l’aspetto di semplici medele. Valga per tutti l’esempio del “Vinsanto di
Paracelso”, amaro “preparato con le regole dell’Ars Magna”, di cui
esisteva un’unica produzione di 100 bottiglie venduta direttamente
dall’amministrazione della rivista; ciò ci induce a pensare, come
risulta altresì dalla testimonianza di Kremmerz stesso, che fosse stato
allestito e che fosse già operante un laboratorio ermetico per la
creazione di medicine specifiche.
D’altro
canto, essendo
[1]
Tutti gli “storici” hanno datato questo programma al 1897,
perché quando uscì il primo numero della rivista, il fascicolo
venne ristampato in allegato e siglato “Nizza – Gennaio,
[2]
Le due riviste sono state ristampate in copia anastatica: la
prima per conto della casa editrice Rebis di Viareggio nel 1982,
la seconda per conto della casa editrice Nardini di Firenze nel
1983, entrambe per iniziativa di Vinci Verginelli.
[3]
Pragmatica Fondamentale,
penultimo paragrafo della “Breve relazione ai Dodici supremi
Vecchi Maestri”.
[4]
Kremmerz ha in diverse occasioni ribadito la propria stima nei
confronti di Papus come divulgatore dei principi dell’occultismo
e fondatore dell’Ordine Martinista, pur non mancando di
sottolineare le differenze laddove necessario, talvolta di non
poco conto sia dal punto di vista dottrinale che operativo. Non
sappiamo invece cosa pensasse della più celebre scuola inglese
di magia,
[5]
Ciò
implica che, almeno in linea generale, era già stato stabilito
quello che attraverso di essa si voleva divulgare.
[6]
Anche se non si è a conoscenza di alcuna documentazione probante
in tal senso. |