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La seguente nota biografica fu redatta dall’Avv. Giacomo Borracci per l’Enciclopedia Italiana Treccani. La voce relativa al Maestro, tuttavia, per vicende alterne, non fu mai inserita.

Lo scritto è rimasto inedito fino ad oggi. Ne compare uno stralcio rimaneggiato nell'edizione dell' "Avviamento alla Scienza dei Magi" del 1940, edita dai Fratelli Bocca di Milano. L'autore della prefazione è S.G. (Spartaco Giovene) il quale firma a suo nome lo scritto, senza renderne giustizia al suo vero autore.

La nota biografica è stata inserita per intero nell'edizione fuori commercio dell' "Avviamento alla Scienza dei Magi"  realizzata nel 1991 dal Circolo Virgiliano di Roma.

 

BUONA LETTURA.

 

 

 

 













Avv. Giacomo Borracci

GIULIANO KREMMERZ, pseudonimo di Ciro Formisano (nato a Portici nel 1861 e morto a Beausoleil nel 1930).

Il più autorevole cultore di studi ermetici in Italia nello scorcio del secolo passato e nel principio del secolo che scorre: fondatore di una Scuola di Ermetismo applicato alla medicina.

Oltre che in vari lavori pubblicati nelle riviste «Luce e Ombra», «O Thanatos», «Mondo Occulto», egli ha esposto la sua dottrina nelle seguenti opere principali:

«Mondo Secreto». Rivista di studi ermetici, edita dal Detken di Napoli nel 1897-98-99. I suoi discepoli fecero una ristampa fuori commercio dell’ Avviamento alla Scienza dei Magi estratto dal detto «Mondo Secreto»;

La Porta Ermetica. Un volumetto, in cui si spiegano le finalità della Scuola Ermetica, edito dalla Rivista «Luce e Ombra»;

Commentaríum.  Rivista di ermetismo pubblicata negli anni 1910 - 1911 a Bari;

Dialoghi sull’Ermetismo (fuori commercio). Stampati nel 1928, in cui si leggono esposti i problemi attinenti alla medicina.

La teoria del Kremmerz in breve è la seguente: nell’uomo normale l’organismo nell’esplicare le sue attività consuma un’energia prodotta dall’assimilazione ed elaborazione che avviene in se stesso del magnetismo terrestre che periodicamente assorbe. Chi cura l’esplicazione dell’energia vitale è l’anima o psiche o, per essere più precisi, il cosiddetto incosciente dei moderni metapsichici o corpo astrale degli antichi maghi ed ermetisti, che nello stato normale automaticamente provvede all’assorbimento del magne­tismo terrestre, provvede alla trasformazione di questa energia assorbita dalla terra in magnetismo proprio o energia vitale, prov­vede al funzionamento e conservazione dell’organismo. E tutto ciò avviene automaticamente, tanto che noi sentiamo di vivere, ma non ci rendiamo conto del come si esplica ciascuna funzione conservativa della nostra vitalità.

Può determinarsi però uno stato anormale, e cioè uno squilibrio magnetico dipendente da scompenso, tra il consumo dell’energia vitale o magnetismo individuale e l’elaborazione del magnetismo terrestre assorbito.
Tale squilibrio è ciò che rappresenta lo stato morboso o malattia. In tale stato anormale dell’organismo, l’incosciente è costretto a imporre al corpo il minimo spreco di energia (necessità del riposo) e a provvedere con sforzo (stato febbrile) all’elaborazione dell’energia occorrente per ristabilire l’equilibrio (tanto che a rimarginare, per esempio, una lesione del corpo concorrono automaticamente per quanto intelligentemente milioni di cellule chiamate a raccolta dalle varie parti del corpo).
Se l’energia elaborata riesce a compensare il consumo e ricolmare il vuoto, l’equilibrio viene ristabilito e la sanità o stato normale riappare; se invece lo scompenso si accentua e l’energia si esaurisce, la morte sopravviene quale supremo squilibrio.

In vista di tali fenomeni vitali, il Kremmerz si domanda: è possibile costituire una fonte a cui un organismo malato possa attingere l’energia che non riesce ad elaborare a sufficienza nel proprio organismo per ristabilire l’equilibrio? A tale domanda il Kremmerz risponde egli stesso affermativamente, applicando gl’in­segnamenti tramandati sotto il velame di pratiche magiche e strani geroglifici dagli antichi popoli caldei, egizi, arabi, ecc. ed insegna a sua volta che si può formare una catena dì anime oranti che in determinate ore del giorno si pongono con la recitazione di deter­minate preghiere in condizione di disporre di una minima parte della propria energia vitale da essi elaborata e di cui possono prontamente rifornirsi e di incanalarla nella corrente di energie che gli ammalati attirano su di sé col chiedere aiuto a quella catena di anime, per modo che la trasmissione e trasfusione nell’ammalato della energia collettiva diventi un fatto reale e determini l’equilibrio desiderato.

Quest’insegnamento impartito ed illustrato dal Kremmerz in tutti i suoi scritti sotto una forma letteraria briosa ed originale pare che abbia trovato applicazione e conseguito successo negli esperimenti fatti dai suoi seguaci.

 

Giacomo Borracci