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“Sull’argomento alchimico
sarò brevissimo, ma pondera bene le mie parole. Il
parlare ad enimmi, a rebus, ad indovinelli è
necessario perché le lettere, i libri, le carte di
qualunque specie possono essere oggetto della
indiscrezione altrui, - ma certo non è il modo
migliore per intenderci. Ed io ho cercato l’ultima
volta che fui onorato della tua ospitalità, di
parlare senza enimmi. Mantenendo la cosa in aria per
lunghi anni in continue discussioni filosofiche, è
chiaro ed è giusto che tu mi scriva: “insomma il
nostro è un sistema filosofico che ne vale un
altro”. Ma questo è perfettamente il contrario di
ciò che è. A parte ogni preparazione morale che deve
accompagnare la conquista, questa benedetta
conquista di un secreto non deve diventare una cosa
eterna, lungamente noiosa, come la persecuzione di
un ideale irraggiungibile, diversamente questo
famoso Or. Eg. diventerebbe una cosa così buffa e
comica da rassomigliare ad una piccola setta
religiosa la quale aspetta un ideale ermafrodito che
nasconde l’arcano di pulcinella.
Riducendo le cose
alla espressione più semplice, per assurgere al
maestrato e diventare un adepto bisogna avere:
Conosciuto il secreto di trasmutazione.
Realizzato il secreto
fisico della trasmutazione stessa.”(1)
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