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ó ó Recensione al testo: Capiferro G.M., Guzzo C. (2005), “L'Arcano degli Arcani” Edizione Rebis, Viareggio.
Tanto clamore per un libro inutile, che non aggiunge niente a quanto già detto e scritto sull’argomento, ma che al contrario rappresenta un passo indietro rispetto agli ultimi sviluppi sul tema, e che non fa altro che aggiungere ulteriore “fumo” al poco “arrosto” finora “cucinato”. Un libro mediocre, raffazzonato dai precedenti lavori realizzati dagli stessi autori, privo di qualsiasi rigore storico-scientifico, dove gli ampissimi spazi vuoti vengono riempiti dalle biografie e bibliografie di personaggi noti (facilmente reperibili in biblioteca o direttamente su internet) e dove paradossalmente tutta la documentazione si riduce a: 1. qualche foto trovata su internet o nella biblioteca più vicina a casa; 2. i discutibilissimi documenti pubblicati da Ugo Danilo Cisaria sul suo sito internet i cui contenuti, non si sa perché, vengono presi dai due autori come oro colato senza un minimo accenno ad un doveroso esame critico degli stessi (soprattutto per quanto concerne “Codicillo…”, “I Grandi Arcani…” e “La veridica storia…”); 3. gli ancora più discutibili documenti provenienti dall’archivio di Michele Di Jorio, erede di un fantomatico Cenacolo Phoneix in Napoli, i cui articoli “storici”, già dai primi anni ’80 riuscivano a trovare pubblicazione solo su riviste popolari quali “Il Giornale dei Misteri” e “La Torre di Babele” di Canicattì, perché le principali riviste di esoterismo (e non stiamo parlando di periodici storiografici!), prima fra tutte “Conoscenza”, rifiutavano sistematicamente i suoi articoli perché ritenuti “del tutto inattendibili” (per l’assenza di fonti anche minimamente verificabili) ed “eccessivamente romanzati”; 4. qualche fotocopia degli ormai notissimi e diffusissimi documenti C.E.U.R. ai quali si aggiungono le ancor più note circolari emanate da Lombardi e da Anna Maria Piscitelli; 5. le discutibili biografie di Kremmerz presenti in commercio, delle quali non sono MAI state verificate le fonti; 6. un estratto di nascita e un estratto di morte che chiunque può richiedere al comune interessato; 7. ciliegina sulla torta, i presunti documenti chiave a sostegno della tesi degli autori non sono stati inseriti nel testo. Gli autori però ci informano gentilmente che questi sarebbero presenti nell’archivio della Confraternita del V Vangelo, fondata agli inizi degli anni ’90 dagli stessi autori del testo e da altri “storici” che come loro hanno scritto sulla tradizione kremmerziana senza trovare alcune editore, al di fuori di Vittorio Fincati, che ne accettasse la pubblicazione.
Se riflettiamo sul fatto che questo testo era stato annunciato come la grande novità che avrebbe finalmente gettato luce sulle vicende storiche dell’Ordine Egizio possiamo certamente affermare che è stata un'ottima manovra pubblicitaria (lo confermano le due edizioni fatte dalla Rebis in un mese).
Ci auguriamo, tuttavia, che le lodi di Amelio, che ne ha curato la prefazione, e quelle dell’editore, velino ben altre motivazioni da quelli prettamente commerciali, quali, ad esempio, l’intenzione di “provocare” e far venire allo scoperto chi davvero conosce i fatti e può suffragarli con documenti autentici e inconfutabili. |