ó   SPIGOLATURE  ERMETICHE: estratti dalle opere di Giuliano Kremmerz.   

   

 

Inauguriamo la nuova sezione della nostra rubrica, "Spigolature Ermetiche", dedicata alla lettura e all'approfondimento delle Opere del Maestro Giuliano Kremmerz.

 

Il brano che qui riportiamo è un estratto da "Il Mondo Secreto", n°1, gennaio 1898, pag.12-13, nota (2).

 

 

      "DIFFERENZA  TRA  RELIGIONE  E  MAGIA"

 

Richiamo la tua attenzione su di una questione che ha bisogno di essere chiarita: la differenza cioè tra religione e magia, tra santo e mago.

La religione è l'insieme di tutta una dottrina sacra, adattata alla concezione delle masse: se ha un'origine scientifica, vera, profonda, parla alle turbe sotto il velame di precetti e di ammonimenti divini. Personifica la divinità e le fa parlare una morale relativa al progresso delle masse.

La magia, sapienza e dottrina dell'esistente, sintesi delle leggi delle cose create, processo di creazione essa stessa nell'ordine della verità e della natura, è la chiave di tutte le religioni classiche.

Il religioso e il discepolo in magia cercano tutti due la conoscenza del mondo divino, il primo passivamente mettendo in pratica i precetti religiosi, il secondo attivamente tentando di forzare la natura umana ad entrare nel mondo invisibile per scoprire le leggi e servirsene come padrone per la conquista delle podestà divine.

Il religioso può diventar santo.

Il discepolo in magia deve diventar mago o sparire.

La santità è una virtù dell'iniziato, non è il fine. Il Mago ha per fine la integrità divina e le sue virtù sovraumane.

Il santo può ottenere la grazia; il Mago deve compiere opera divina.

Il primo non ha bisogno della scienza; il secondo non esiste senza la scienza.

Un fraticello pio, dopo una lunga vita di stenti e di preghiere, si gloria delle stimmate del Crocifisso; uno scienziato deve avere la ragione delle stimmate e della causa di esse.

Il pio santarello non desidera, è alla mercé della grazia di Dio e se ne fa strumento: guarisce ammalati, predica una gioia, viene in aiuto di una sventura quando egli meno l'aspetta.

Il Mago, secondo la sua potestà, deve dare e compiere quando vuole e quando ha necessità di usare della sua sapienza e della sua forza e delle forze di cui può disporre.

La santità si ottiene, la magia si conquista.

Ho voluto ben chiarire questo per non generare equivoci, affinché tu non intenda, o cortese discepolo, che io voglio convertirti al terzo ordine dei francescani.