ó  ó   Recensione al testo                

        Piero Di Vona, “Giuliano Kremmerz”,

Edizione di AR, Padova, 2005.

 

parte .III.

 

Fa certamente parte del presente argomento un aspetto della dottrina di Kremmerz che merita la nostra attenzione: il suo materialismo. Sebbene critichi il materialismo a lui contemporaneo, che illude le masse con la concezione impura di una vita di godimento e di piacere fisico illimitato, si trovano nella sua Opera aperte professioni di materialismo: “Noi siamo materia… Il pensiero è materia, l’anima è materia”. “Eone o ente dev’essere materia, come è materia il mondo universo”. “De resto il grande arcano della magia è un segreto fisico che pochissimi conoscono”.

(pag.30-31)

 

Proseguendo nella lettura emerge dal testo una confusione crescente e un’apparente incapacità del prof. Di Vona di comprendere il pensiero magico. Come si può “accusare” Kremmerz di materialismo proponendo a sostegno della propria tesi affermazioni del tipo “De resto il grande arcano della magia è un segreto fisico che pochissimi conoscono”?!?! Significa non aver la benché minima idea di cosa siano l’Ermetismo e l’Alchimia.

Kremmerz non era un materialista ma un empirista. La sua vita, le sue opere, il suo insegnamento ne sono la prova concreta.

Ciò che ci lascia maggiormente sorpresi è che le perplessità del professore si concentrino soprattutto attorno ad un concetto, il materialismo, sul quale Kremmerz ha speso pagine e pagine delle sue opere, chiarendolo ed esplicitandolo più di ogni altro suo pensiero.

Nella rivista “Commentarium”, ad esempio, l’argomento è stato trattato più volte e molto approfonditamente. Vediamone un estratto dal fascicolo n°1 del gennaio 1911:

 

 

ó Dice un saggio teosofo: l'ermetica della « Schola» e del «Commentarium» è materialismo. Che rispondere?

 

Vedi combinazione! diletto novizio incredulo che mi scrivi, proprio iersera io pensavo al Vescovo che esaminava un seminarista. Il Vescovo dimandò se il bere brodo di carne lessa il venerdì sia contrario alle leggi canoniche e il seminarista rispose: distinguo, Eminenza, il brodo della vostra cucina dalla nostro: il vostro è brodo, il nostro è acqua calda.

Vedi combinazione! posso rispondere che il nostro materialismo non è il brodo di Sua Eminenza, cioè non è il concetto convenzionale di cui si fa progressiva propaganda da tutti gli stigmatizzatori della materia; e a furia di filosofare sulle occulte scienze, le antiche, le dommatiche e le cabalistiche, si finisce col cambiarci le carte in mano e col far dire alle calunniate scienze misteriose quello che non hanno mai sognato.

Io rispetto profondamente tutti i commentori e gli annotatori e i volgarizzatori della scienza della verità riposta, da Confucio a Lao, da Budda a S. Paolo, da Allan Kardec alla Blawaski, ma pur guardando stupefatto tutta la grandiosità delle volgarizzazioni e adattazioni sociali, io dico che chi ci accusa di materialismo volgare, tal quale come dal secolo XVIII a noi si è andato predicando nelle scuole sperimentali, non ha mai capito che cosa sia, come corpo di filosofia, l'occultismo antico e tradizionale.

Nella Porta Ermetica ora, negli Elementi di magia naturale e divina prima, io ho ridotto i principi fondamentali alla portata, di tutte le menti.

L'universo è uno. Il mondo è uno. La vita è una. Tutto ciò che è, cioè l'Essere, è uno. Se chi fa professione di pedagogia di perfettibilità non accetta questo principio, caposaldo su cui si svolge tutta la dottrina filosofica della iniziazione magica, insegnerà forse una cosa più grandiosa, più elevata, più sbalorditiva della quintessenza, ma non ha niente a vedere con il fondamento unitario della nostra filosofia ermetica. Ora, invece, accettato il principio, non si può pretendere nessuna divisione sostanziale e profonda tra materia e spirito; classifica che sente di partigianeria e di esaltazione, tanto nello scienziato volgare che concepisce un errore, la materia obbediente a leggi non intelligenti, tanto nel mistico religioso — che si vuoi confondere con l'ermetista sapiente — che presume un' intelligenza esteriore e separata dalla realizzazione dei mezzi e come sufficiente a se stessa.

Se la prima ipotesi del tutto materia fosse vera, i pretesi scienziati negano la propria intelligenza giudicante. Se tutto è materia e fenomeno chimico-fisico non intelligente, colui che spappola ai gonzi tali ineffabili teorie non ha il discernimento e il giudizio da capir niente, e se lo capisce e lo disamina e formola una opinione, vuoi dire che nega la sua manifestazione essenziale di osservatore acuto.

Se la seconda ipotesi del tutto spirito fosse una verità, il sensibile, cioè la percezione del reale transitoria, non procederebbe dal conflitto tra l'immagine soggettiva del mondo e la manifestazione meccanica di esso.

La realtà magica è nell'equilibrio tra l'intelligenza libera e il fenomeno della sensibilità organica. La volgarità è presa e soggiogata dal fenomeno. La aristocrazia intelligente è fuori il dominio della imperfezione terrificante o seducente del fenomeno esteriore. Però dentro e fuori la natura dell'Essere, la legge è unica perché anche il fenomeno di ordine fisico e chimico presuppone l'intelligenza effettiva e relativa se non assoluta delle cause.

 

(L’articolo completo è disponibile sul nostro sito a questo link)

 

 

 

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Prima di proseguire bisogna ricordare che circa il diavolo le indicazioni di Kremmerz sono contrastanti. Da un lato, il diavolo è la perdita della ragione nella scienza e nella verità. Il diavolo è il signore della materia. Dall’altro lato, il nostro autore, affermando la verità dell’occulto, dice che il vuoto dell’arca santa può contenere un Dio onnipotente o un Niente, e soggiunge che l’occulto “può essere un Dio che è Niente”. In fondo a questo abisso regna sovrano Satana. Questi è la scienza dell’occulto, mentre Dio ne è la legge universale. In un altro testo Kremmerz considera l’inferno come il fuoco della corrente astrale, ed il diavolo come la luce astrale. Satana è altresì la scienza della luce e della verità.”

(pag.33)

 

Ancora una volta il prof. Di Vona sembra non essere in grado di tollerare l’ambivalenza propria di alcuni concetti. Se io affermo che l’energia dell’atomo è una risorsa preziosa per il bene dell’umanità e poi, successivamente, dichiaro che quella stessa energia può essere il male, perché ha in sé il potere di distruggere il mondo intero, cado in contraddizione? O semplicemente affermo e descrivo le proprietà e le potenzialità di un elemento in modo da poterne prendere consapevolezza e farne un corretto uso? 

Detto questo, ci preme sottolineare che nelle suddette affermazioni il Maestro ha condensato le chiavi operative di tutta la Magia.

Non è forse Dante, nella “Divina Commedia” ad arrampicarsi sul corpo di Lucifero per passare dall’inferno al purgatorio?

Una volta per tutte vorremmo ricordare al professore uno dei principi fondamentali della Scienza Ermetica: il Principio della Polarità.

 

Tutto è duale; tutto ha poli; ogni cosa ha la sua coppia d’opposti. Il simile e il dissimile sono uguali; gli opposti sono identici di natura, ma differenti di grado. Gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità, e tutti i paradossi possono essere conciliati”

 

 

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Dobbiamo osservare che Kremmerz, nonostante le sue asserzioni sull’unità di Dio, e sulle virtù unificatrici del numero uno, sull’unità dell’Essere e dell’universo naturale, si riporta con larghezza alle idee di Apuleio che divide gli esseri animati in dei, demoni e uomini

(pag.34)

 

Ennesima “contraddizione” frutto dell’incomprensione. Il Principio dell’Unità è un principio analogico che mette in relazione l’UNO con il MOLTEPLICE affermando l’identità di queste due nature. In tutte le culture il Principio Unico si scinde in due polarità, che presto diventano tre. Da questo ternario (Trinità Cristiana, Triratna Buddista, Trimurti Indiana, ecc.),  sintetizzante la triplice unità dell’Essere, nascerà il quattro, il cinque, ecc. Non è forse il Cristianesimo, in occidente, ad affermare che Dio è Uno e Trino?!

 

Il Tutto e in tutto e il tutto è nel Tutto.”