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L'anima è fotografabile?
Nel fascicolo di giugno passato della Rivista di Studii Psichici, il sig. Lucio Silva scrive di alcune sue esperienze di effluviografia e ne discute con molta competenza. Il signor Silva dà il metodo come Ottenere l'effluvio (o irradiazione fluidica) su di una lastra sensibile, in un gabinetto fotografico. Posate le dita per un quarto d'ora sulla parte non gelatinata di una lastra, per non sospettare del sudore e del movimento delle dita sullo strato gelatinoso, e fissata l'impressione si ottiene attorno all’impronta lasciata dalle dita un’aureola che si estende tutt’attorno. Lo sperimentatore esclama con fine sarcasmo: — Oramai non ci era più dubbio: l'esistenza dell'anima era scientificamente e definitivamente dimostrata!.. Ma maliziosamente aggiunge; « Io non ho creduto del tutto ozioso il tentare una nuova esperienza. « Eccola. Prendete un oggetto qualunque, alla temperatura del corpo umano, meglio un sottile bicchiere pieno d'acqua, perché esso impiegherà maggior tempo a raffreddarsi; ponete quest'oggetto sulla lastra sensibile dalla parte opposta alla gelatina. Sempre inteso che la lastra sia immersa nel bagno e che si escluda persino la luce rossa. Dopo un quarto d’ora, passate al fissaggio e — oh delusione! — corrispondentemente alla grandezza dell'oggetto, sarà visibile una macchiala quale presenterà all'ingiro le stesse strie, lo stesso vermicolamento, che prima s'erano disegnati intorno ai segni del polpastrelli delle dita. Gran Dio! che il bicchier d'acqua abbia un corpo fluidico anch'esso?! « Ora — domando io — quale è la particolarità che ci autorizza ad attribuire queste impressioni ad un ignoto fluido, anziché al calore istesso della mano? « Se questa esperienza non dimostra che la mano non esercita veruna azione fuori del calore, non si potrà neppure perciò sostenere che questa ignota azione esista. « In altre parole, se nulla prova che sia solo il calore a determinare queste impressioni, nulla prova il contrario. Mi permetto di domandare la parola per un fatto assolutamente impersonale — perché a leggere tutto ciò che i psichiatri e gli sperimentatori metton fuori sui giornali scientifici, senza che nessuno discuta la inesattezza dei loro apprezzamenti e la nessuna serietà di essi, mi fa l'effetto delle discussioni di un vescovo che innanzi a dei preti ignoranti discuteva di rapporti tra il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo: ma chi è questo padre, questo figlio e questo.... terzo? Così delle osservazioni sulle effluviografie. Io dico sì, non imitiamo i grammatici che sono fabbri della bella parola, poco curando l’idea, ma se vogliamo intenderci, badiamo a ricordarci che ogni parola è un segno cui corrisponde un'idea determinata, se no noi non c'intenderemo più. Il signor Silva ad un punto del suo ragionamento dice che molti si sono affrettati a citare queste irradiazioni come « prova dei corpo fluidico del nostro essere; mentre più giù celiando esclama: l’esistenza dell’anima è provata. L’espressione di corpo fluidico è presa dagli occultisti e l’anima dalla filosofia elementare; parole elastiche le prime è parola molto elastica la seconda, che il signor Silva dovrebbe definirei per farci comprendere il valore che vi attribuisce. Perché se lascia le parole come stanno, indecise il suo ragionamento demolitore della prova scientifica dell'anima e del corpo fluidico non raggiunge il suo fine, e dimostra a coloro che studiano i simboli degli occultisti antichi e che appena cinquettano i rudimenti della filosofia occulta dei moderni che gli esperimenti del signor Silva, e gli altri delle effluviografie dimostrano che si fa molto male, prima di procedere a prove sperimentali, di non studiare ciò che sotto il velame di versi strani la scienza dei magi predica ai sordi da tempo immemorabile. Ponendo da parte il corpo fluidico e l'anima o adoperandoli in qualunque senso prettamente fisico, le due esperienze del Silva non si negano e non negano niente. Le dita appoggiate sul rovescio della superficie non sensibilizzata di una lastra fotografica, danno l'impronta di una aureola o di macchie che segnano i polpastrelli delle dita e intorno a ciascuna di esse delle diramazioni a modo di strie vermicolate. Che cosa siano queste macchie e queste strie è ozioso discutere, perché è indiscutibile che sono l'effetto di luce che per la sua tenuità non è sensibile all’occhio fisico dell'uomo—e se esiste un dubbio che le macchie siano il prodotto del calore emanante dalle dita dello sperimentatore, è egualmente oziosa l’osservazione perché gli attributi delle diverse forme della emanazione fluidica umana è unitaria, cioè sintetica: vale a dire che se il fenomeno si attribuisce al calore, questa irradiazione calda, contiene la luce, perché nella filosofia della fisica (di cui non si sono occupati i soli occultisti) luce, suono, calore, magnetismo, è tutta la stessa forza centrale sotto le differenti manifestazioni e le varie energie sensibili: e quando i nostri mezzi meccanici di osservazioni saranno più avanzati si dovrà constatare che le manifestazioni foniche, per esempio, devono includere anche nelle minime parti manifestazioni di luce e di calore e così reciprocamente. Passate alla seconda esperienza, quella del bicchier d’acqua. Le macchie sono identiche a quelle lasciate dalle dita! e che cosa prova questo?—Bisogna prima studiare se l’acqua non abbia la proprietà di ritenere in parte anche minima i raggi luminosi e di irradiarli nell’oscurità, oppure per essere più generici, bisogna riflettere se tutte le cose non abbiano il potere di assorbire, ritenere e rimandare la luce in proporzione insensibile per l'occhio umano e sensibile per un apparecchio più delicato. Sclama il signor Silva: —Gran Dio! che il bicchiere d’acqua abbia un corpo fluidico anch'esso?! Non è una celia nè una caricatura: sotto l'aspetto puramente fisico tutti gli oggetti hanno un corpo fluidico: dove v’è materia v’è radiazione di fluido: e, strano a dirsi, l'anima delle cose è vera ed ogni fenomeno chimico ne è una prova. L’Unità o Monade universale (Unità sintetica) è basata sul principio della continuità interrotta dell'anima delle cosa — o per intenderci meglio della vita o forza vitale, che dalla silice e dal granito monta attraverso il regno vegetale e animale fino al cervello umano. In quanto poi alla prova fisica o meccanica del corpo fluidico dell'uomo bisogna ricercarla in tutte le manifestazioni di cui non ultima è quella della proiezione fluidica nelle esperienze di materializzazione — ma non bisogna spaventarsi nè credersi oltraggiato se la materia umana ha la stessa proprietà della materia non umana; tutto è materia e tutto è spirito, lo spirito penetra tutta la materia dal cristallo di quarzo all'alito di una creatura che pensa e ragiona. Bisogna montare molti scalini di sopra all'organismo dell’uomo progredito, per arrivare alle Intelligenze separate da materia, di cui parlano Dante Alighieri o i neoplatonici le quali Intelligenze, essendo da tutti presentate sotto forma di luci o di corpi o centri luminosi il filosofo della materia dovrebbe indagare se tra le differenti manifestazioni delle unica forza (cui l'unità delle forze fisiche ci fa riferire il suono, il calore, il magnetismo e la luce) sia proprio la luce la più perfetta delle manifestazione delle forze fisiche, ed espressione reale e fisica (non simbolica) di una intelligenza delle cose. Così la fotografia degli spiriti ci avvierebbe alla soluzione sperimentale della espressione di una intelligenza embrionale anche negli oggetti che apparentemente non hanno anima! Il problema che io pongo dà le vertigini: ma la scienza deve arrivare, per erigersi a sacerdozio, a questa incredibile constatazione dello spirito nella materia bruta!
kremmerz
NOTE VARIE
+ La Baronessa Cartier da Saint-René, segretaria della Lega delle donne per il disarmo internazionale ha pubblicato sulla Nation un bell’articolo inneggiante all’idea umanitaria di Nicolò II Zar delle Russie, testé tanto discussa. + Nel The Studio di Londra del 15 ottobre (n. 67) si trovano riprodotti gli affreschi del Palazzo Green, Amore e Psiche, i quali meritano di essere considerati nella. storia del pensiero e del secreto nel pensiero umano che vola a Dio. + Il Prof. Giuseppe Pugliese ha pubblicato una traduzione del libro di Alessandro Weil, Leggi è Misteri della Creasione secondo la legge più assoluta. Eccellente idea. |