Elementi della magia

Naturale e Divina

 

2 -R

 

Il discepolo o recipiendario

 

 

Nell'attuale periodo letterario, in cui ogni mediocre persona in omaggio all'eguaglianza e alla libertà vuoi dire sulle scienze occulte la sua brava opinione, la parola Iniziato ha acquistato un significato molto elastico.

Intendiamoci prima di procedere.

Dove un maestro esiste, coesistono discepoli.

Se il maestro è un po’ correntone, cioè di manica larga, i discepoli possono essere parecchi.

Un filo invisibile lega i discepoli al maestro e i discepoli tra loro — anche a loro insaputa.

Immaginate un cerchio; nel centro situate il maestro o G e intorno intorno alla circonferenza i discepoli o R. Di qui il concetto della Rosa Mistica, molti petali intorno ad un bocciuolo che ne è l'anima, lo spirito, la forza e l'intelligenza.

Quindi si deve intendere per iniziato il discepolo che è uscito dal mare morto della volgarità ed è entrato nella irradiazione di un centro: tutto ciò si può spiegare per meglio intenderci che chi ne ha la possanza, ha compiuta tutta un'opera di purificazione e di preparazione su di un neofito da staccarlo completamente dall’ambiente comune, sottraendolo alla corrente sozza del volgo e trasportandolo in una corrente più pura, più elevata, a cui il volgo non è ammesso per gravità naturale—per quella stessa legge inflessibile ed inesorabile che condanna il piombo a cadere in fondo all'acqua e la foglia a galleggiare.

 

 

Proposizione I. Le modificazioni fluidiche traspariscono

nelle abitudini esterne del discepolo.

 

Generalmente il. cozzo tra la vita novella e l'antica, tra l'uomo modificato e l'uomo volgare è enorme.

Le modificazioni fluidiche del discepolo agiscono tanto sul suo esteriore, traspariscono in tal modo dalle consuetudini esterno che gli uomini volgari, cioè non addentro alle secrete cose, danno generalmente dello stravagante all'uomo o alla donna che si vota alla magia.

Questo non solo è logico, ma è necessario che sia. Perché, se l'uomo è costituito come la massa enorme di creature che popolano il mondo visibile, non può avvicinarsi al mondo invisibile ed alle sue creature. Il conflitto tra il mondo visibile e l’invisibile ha per base la passione della temporaneità: cioè il mondo visibile si alimenta della continua paura di non avere e non possedere: l'invisibile della certezza eterna di prendere quando si vuole e quando si ha necessità.

Dio è luce: il regno di Dio in tutte le religioni classiche è la certezza dell'essere. Il possesso materiale considerato in tutte le passioni umane, nel danaro, nella lussuria, nell'ambizione degli onori ed in tutte le altre fasi, non è del regno di Dio perché chi vive nella più completa luce non può aver simpatia alcuna per quella cupidigia insensata del possesso che assimila la belvauomo alle più scellerate bestie della selva e del deserto. Mi spiego con degli esempi.

L'uomo volgare ama la donna non solo come il maschio ama la femmina, ma anche per quel senso inconfessabile che esiste in ogni animale e in ogni famiglia umana di stimarsi preponderante tra i maschi. E la cosa più naturale del mondo che la materia reclami il suo minuto di imperio sulla intellettualità e che l'uomo ragionevole assecondi questo momentaneo trionfo della carne dopo che una compagna sia scelta non per la sola perfezione della forma esterna ma anche per le doti di bontà morali omogenee e attraenti. Ma l'uomo volgare non si ferma a questo che esclusivamente dovrebbe formare il suo punto di approdo. L’uomo diventa galante con tutte le donne capaci di lusingare il suo amor proprio — ogni fiore che vede deve fiutarlo per vanagloria maschile, ed egli cammina, la bandiera al vento, atteggiandosi in perpetuo ad un Attila incorreggibile di tutte le onestà femminili che non s'inchinano al suo passaggio. Giovanotti, adulti, vecchi gli uomini del volgo assumono la missione di degradare la natura umana (che è di origine divina), essenzialmente aristocratica, nel fango di una bestialità che pute di caprone in perpetuo.

Appena un uomo o un giovane fa capolino nel regno dei misteri e delle ombre il principio divino che è in lui, cioè lo spirito, acquista la supremazia sull'umanità e colui che non ne comprende la aristocrazia lo considera come... i galli nel gallinaio considerano i capponcelli.

L'uomo volgare ama il danaro. Chiave di tutte le arche sante del vulgo, l'oro è un re innanzi a cui tutte le finte onestà, tutte le false forze morali si inchinano. Non ho bisogno di addurre esempio alcuno: tutti sanno che le lire sterline pel volgo rappresentano il più potente dei talismani che dà la calma nella vita agitata, la pace domestica, la soddisfazione di tutti i capricci, la dolcezza di tutti gli amori prezzolati. Ma il discepolo della sapienza divina, solo mirando ad un ideale più alto, spodesta questo Dio dal suo trono e passa innanzi, bastone, mantello e bisaccia, come uno stoico che disprezzi quest’idolo, innanzi al quale. come innanzi alla donna bella, si inchinano tutti.

Una donna volgare non desidera che la soddisfazione della sua vanità di gallina. Elegante nei modi, nelle vesti, nelle acconciature sogna in perpetuo di asservire ai suoi piedi tutti i galli e di far morire di crepacuore tutte le amiche e le conoscenti. Ma la donna che entra, petalo della mistica rosa, nella sfera di un maestro, a poco a poco. insensibilmente ma progressivamente rinunzia alla sua vanità e l’occhio di sua mente spazia più in alto.

 

Proposizione II. La pruova fatale del discepolo è nel suo distacco dal maestro.

 

Non sembri che io abbia dette delle cose vecchie: ho dovuto ricordarle por determinare un pericolo nel quale tutti gli iniziandi affogano se una mano amica non li salva, forse mettendo in pericolo la propria esistenza.

Il pericolo è in questo.

Le due correnti, la falsa ed illudente volgare potentissima e la vera ed incorruttibile occulta agiscono sul discepolo come due calamite eguali ed opposte su di un ferro messo ad egual distanza dalle loro braccia. Se non che il pezzo di ferro non ha volontà e messo a distanza eguale tra le due forze non si muove. Ma il discepolo Ila una volontà che il maestro non gli deve mai sopprimere, e questa volontà lo spinge un po’ verso la prima corrente, un po’ verso la seconda, in modo che lo stato di animo del discepolo, fino al suo trionfo o alla sua caduta, è un perpetuo orribile tormento tra il credere alla promessa della luce e il sentirsi attrarre dal demonio della corrente volgare.

Domandate ad un uomo se vuoi diventar mago. Salvo l'eccezione di coloro che hanno paura di sembrare ridicoli ed esser dileggiati, tutti gli uomini verrebbero alla vostra scuola. Essi che cosa vogliono? Tre grandi ideali: la salute della carne, il danaro e la donna. Come raggiungere questo? Con tre ricette, una pei quattrini, una per la perpetua sanità, una per le belle signore. Il maestro invece terrà all'assemblea dei concorrenti un discorso leale, e dirà che il maestro in magia raggiunge tutte tre le realizzazioni: cioè di godere salute perfettissima in tutti i tempi, di possedere tutto il danaro che gli occorre e di conquistare tutte le donne che desidera.. solamente per i due ultimi capitoli bisogna vedere quanto danaro gli occorre e se desidera. cinquecento mogli e duemila concubine. Coloro che ascoltano non si commuovono, ma quando il maestro avrà spiegato che dall'oggi al domani non si diventa mago nè fata, che vi bisogna abnegazione e virtù di toro per salire l'aspra ascesa della verità, l'assemblea si fonde e resta un sol discepolo: un uomo che è pronto a sfidar tutto pur di giungere in porto. Il maestro, se è tale, capisce che colui è un candidato pregevole, ma non si illude che colui riesce, perché la pruova fatale del discepolo non è quando sta nell'orbita della potenza del maestro, ma quando il maestro lo stacca da se per farne un iniziato. Finché il discepolo è sotto la irradiazione del maestro assorbe da questo le sue virtù occulte—la corrente del volgo non ha presa su di lui perché la influenza del maestro distrugge tutto.

Ma appena il discepolo si stacca subisce le reazioni, e in lui combattono due principii, l'occulto divino e il temporale terreno. Questo secondo è alimentato dalla corrente volgare, diventa prepotente, e mentre il maestro si ritira, se il discepolo non continua a gettare un rampone per la propria salvezza, si sommerge nell'onda della volgarità e diventa pazzo o suicida.

Riepilogando:

a)      il discepolo si può considerare per iniziato appena esce dalla corrente volgare;

b)      gli iniziati alla scienza e pratica occulta necessariamente finiscono col mettersi in cozzo

con le opinioni del pubblico profano;

c)      la pruova suprema del discepolo è nel momento che si stacca dal maestro e se non ha la

forza di crearsi indipendente cade nella corrente volgare ed è distrutto.

 

Proposizione III. L'equilibrio fluidico è in ragione dell'equilibrio fisico.

 

Chi deve studiare magia e praticarla deve essere sano di corpo e di mente. Gli ammalati per deficienza fisica, gli storpi e gli squilibrati non si facciano mai tentare di conoscere il diavolo. Il discepolo nel presentarsi al soglio del tempio deve portar seco completo il suo bagaglio di forze vegete ed equilibrate, e rinunziare spontaneamente a tutte le illusioni che si sono nutrite fino allora.

 La sanità del corpo è indispensabile — perciò tutte le regole della magia insegnano che quando non si gode perfetta salute non si opera — perché ogni operazione porta impressa indelebilmente lo stato di equilibrio o squilibrio dell'operante; ora come la deformità del corpo stabilisce uno stato quasi permanente di deviazione fluidica, così le infermità temporanee determinano lo stato passaggiero di squilibrio nell’operante.

Nè le sole affezioni fisiche producono lo stato di impedimento allo studio della pratica della magia, ma anche lo stato di continenza, così nell'uomo come nella donna.

In magia operante o naturale non è necessaria la assoluta castità, purché il discepolo possa mantenersi continente nei periodi di operazione. In magia divina poi la castità è necessaria condizione senza la quale tutte le intelligenze elevate si allontanano; per questo lo stato coniugale tra un iniziato ed una donna qualunque è un impedimento allo sviluppo magico divino.

Gli studiosi di medicina possono comprendere il fenomeno dello stato di castità o di libertinaggio su tutte le facoltà intelligenti dell'organismo umano, ma soprattutto debbo spiegare la dottrina vera del fenomeno, con le attuali conoscenze della scienza profana, a chi può comprendermi. Comechè al mio Mondo Secreto ho delle lettrici, non posso adoperare un linguaggio nudamente scientifico, ma mi sforzerò ad essere chiaro.

Nell’organismo umano l'apparato cerebrospinale elabora un mercurio animale ed un fluido etereo di cui la scienza sperimentale non può ancora darsi conto esatto. Il fluido etereo, di cui le manifestazioni note sono il magnetismo, la forza psichica, la potenza ipnotica ecc., è in certi organismi in ragione diretta della accumulazione del mercurio, e in certi altri in ragione inversa di esso. Alcuni sprigionano maggior fluido e più intenso nello stato di continenza prolungata, altri maggiormente nella formazione del mercurio. Occorre badare bene che lo stato di libertinaggio neutralizza il fluido e nessuno mi fraintenda che in alcuni fosse il libertinaggio quello che aumenta il valore di potenzialità del fluido stesso. Bisogna essere o casto o intelligentemente peccatore.

Nello stato di castità il mercurio acquista (fisicamente parlando) un colore giallo di cera ed un odore speciale di farina cotta. Questo è uno stato che rappresenta il mercurio morto degli alchimisti prima dell’uscita del corvo nel fornello alchimico, ed è indicazione di uno stato fluidico che gli operanti cominciano a conoscere ben presto.

Prendiamo ora lo stato di contatto tra l'uomo e la donna riuniti da un legame spirituale, dai mitologi detto Cupido.

L’essere umano da noi distinto con le particolarità del sesso può rispondere a quattro casi speciali:

Il fisico maschio—il fluidico maschio

Il fisico maschio—il fluidico femmina

Il fisico femmina—il fluidico femmina

Il fisico femmina—il fluidico maschio.

In altri termini un uomo può essere tale anche fluidicamente, cioè fluidicamente attivo o positivo; e può fisicamente esser maschio e fluidicamente essere passivo cioè negativo. Lo stesso nella donna.

L’amore tra due esseri per essere vero, cioè non menzognero per vanità, deve far coincidere due nature egualmente combacianti fluidicamente e fisicamente; cioè un maschio il cui fluidico sia maschio non può amare che il suo corrispondente complemento in una donna che fluidicamente sia negativa — oppure, e questo è il caso degli amori fatali, l'uomo che sia fluidicamente negativo ama per bisogno vero, e ne è corrisposto con pari ardore, da una donna il cui fluido sia positivo cioè maschio.

Per esprimermi con una formola:

 

l'uomo + +  si completa nella donna  - -

 

oppure

 

l’uomo + -  si completa nella donna  - +

 

Il contatto più lecito e onesto tra due esseri di cui l’uno sia il completamento dell’altro genera non solo le affezioni più durature e solenni, ma un benessere di ricambio fluidico che s'impone come un bisogno intenso, pericoloso per la vita fluidica di entrambe, se si contraria. Ma se il contatto passasse i limiti del platonico ed entrasse nello... stoico, l’uomo o la donna che si occupasse di magia in quelle determinate condizioni, potrebbe riparare ogni suo squilibrio fluidico nel suo compagno. Per chi non avesse capito, dico che ogni operatore in magia nel solo caso di possedere il suo contrario fluidico in una donna può non essere continente. Cosi per la donna.

Ecco ora alcuni precetti generali che tutti possono applicare alla pratica della magia.

I pletorici al regime leggero, quasi liquido, e con preponderanza di cibi vegetali hanno maggior tendenza a sviluppare ed esteriorizzare il loro fluido nei tre giorni successivi all’atto di liberalità sessuale, considerati i periodi lunari, di cui parlerò diffusamente in seguito.

I nervosi debbono essere invece continenti almeno otto giorni prima di ogni operazione di magia naturale e adoperarne anzi degli eccitanti naturali nel momento in cui si intende di operare.

 

Proporzione IV. Il regime di vita ha influenza capitale sulla nutrizione

e sullo sviluppo dell'entità fluidica.

 

Come l'atto sessuale, così tutti gli atti esteriori e comuni agli altri animali hanno una influenza, grande sulla disposizione e ingrandimento e potenza del corpo fluidico del discepolo.

E un errore comune il credere che sia innocente allo sviluppo fluidico dell’individuo la vittitazione. Alcuni intuiscono che il massimo contributo possa esservi dato dalla parca vita e dal desinare modesto, comechè è precetto antico che il ventricolo ha influenza sullo stato intellettuale e le antiche scuole freniatriche curavano i pazzi col digiuno più che coll'elleboro o pianta di Minerva.

Si deve agli ultimi tempi di trionfo sensista la teoria che il digiuno o le vigilie degli asceti e delle religiose avessero influenza pericolosa sulle facoltà mentali dell’uomo e della donna penitente.

La scelta dei cibi deve essere scientificamente fatta dal maestro nella economia animale del discepolo, dopo che siano state studiate tutte le sue tendenze e i caratteri spiccatissimi delle inclinazioni fluidiche.

Comprendo che toccando il ventre degli egregi miei lettori che non intendono di far sacrifizio alcuno sulla propria epa, rischio di perdere parecchi che si accingerebbero all’opera senza tanti amminicoli; ma avendo io promesso nel programma di questa esposizione di elementi delle due magie di dir tutto chiaramente ed esplicitamente, io non posso tacere su ciò che, favorendo lo sviluppo magico dell'aspirante, urta nelle generali consuetudini e credenze del pubblico.

D'altronde è meglio avvisare una volta per tutte le altre occasioni in cui mi capita che io pubblico i principii assoluti di questa scienza sconosciuta e che l'intera applicazione di tutti i precetti non è che di coloro che sono arrivati molto in alto nella magia naturale e nella magia divina e che a far tutte queste cose non soffrono affatto, anzi soffrirebbero se facessero l'opposto. Ma che invece i discepoli, i giovani specialmente, si possono avviare gradatamente alla realizzazione dei precetti esposti sotto la guida di un maestro o soli, a grado a grado, in maniera che il passaggio brusco dal regime di vita ordinaria alla vittitazione ragionevole non produca dei cangiamenti momentaneamente dolorosi all'organismo animale. Ma pria del cibo le abitudini.

Coloro che possono essere liberi di compiere le sane prescrizioni del rituale in magia dovrebbero non levarsi di letto dopo il sorgere del sole. L'aurora dovrebbe trovarli svegli, attivi, e le ore crepuscolari del mattino dovrebbero servire per l'inizio della vita quotidiana magica.

Nella magia divina le ore migliori della preghiera sono quelle che precedono il sorgere del sole — e sono le migliori per le operazioni abitudinarie di magia divina. A coloro che preparano il loro ascenso spirituale non saprei consigliare ore migliori per la perfetta conformazione del loro sviluppo fluidico. È l'ora delle lavande, del bagno, della purificazione mistica e fisica di ogni genere.

Il sonno non deve avere durata lunga perché lo stato di sonno nell’organismo umano favorisca immensamente a render grave l'organismo animale; appesantisce i coagulati animali e intorpidisce le potenzialità fluidiche.

A tale uopo consiglio di esperimentare il letto da campo, duro, e la copertura leggiera in ambiente o camera molto spaziosa, dove mentre l’uomo dorme non bruci[i] nè lampada nè candela. L’uomo che dorme misticamente deve rientrare nel buio nero dell'astrale e mentre l'organismo ripara alle sue forze, egli, cioè l'uomo intelligente, deve tentare di passare attraverso la zona nera e penetrare nella luce astrale bianca. Operazione la quale è istintiva in tutti coloro che sono innanzi nello sviluppo psichico, anche che siano volgari, tanto che i sogni profetici o di luce bianca non segnano che tentativi fortunati della psiche del dormiente di entrata nel mondo di luce astrale puro dall’effluvio grave della terra.

Le forze animali nel sonno devono essere riparate giustamente, perché l'organismo fluidico dell'uomo prendendo vitalità dal fisico esterno non deve trovarlo nè stanco nè troppo ben pasciuto o torpido. Si osservino le regole di tutti i religiosi monastici i cui fondatori furono dei rivelatori riconosciuti delle forme magione o sapienti antiche e si riscontrerà che le regole esclusivamente scientifiche e logiche della pratica magica coincidono con le monastiche non solo, ma anche con i precetti di una igiene severa assoluta, cui l'attuale insegnata nelle scuole europee si avvicina man mano che progredisce.

L'aerazione della stanza da letto, il giaciglio duro, la copertura non troppo grave nè troppo leggiera, la nitidezza della biancheria, la nettezza estrema del corpo da ogni immondizia, che si ottiene col bagno e con le lavande mattutine e serali, non hanno nessun inconveniente contro le più precise regole di igiene che scritta nei libri non trova pratica facilmente. La tonsura nei monasteri ha assoluta relazione con la nettezza del corpo più che con lo stato di umiltà, perché l'individuo che ha vocazioni mistiche naturali non sente nessun dolore ad essere umile,

Il lettore non mi tacci di pedanteria se io consiglio, ove il praticante lo potesse, perfino il colore delle pareti e della soffitta nella stanza in cui si dorme: i colori a mezzo dell'apparato visivo, hanno un'azione diretta sul cervello, sul cervelletto e sui nervi proiettori, come avremo occasione di studiare in seguito, ma se sono produzioni di materie minerali o vegetali che in maniera differente possono agire sull’apparato cerebrale per mezzo dell'odorato o della traspirazione della pelle rappresentano il peggio.

Chi ne avesse la possibilità, i mezzi e l’opportunità dovrebbe provvedersi di una stanza da letto le pareti della quale siano, come la soffitta, bianche, con calce o intonaco vergine, ed evitare perfino il bianco con composti di piombo (biacca) quando è recente. Il color bianco è più proprio alle sensazioni psichiche di origine visiva, e misticamente si proietta come immagine della purità; anzi è da notarsi che se il color bianco si attribuisce nelle consuetudini magione e religiose alla purità o allo stato verginale, questo si deve appunto allo sviluppo della verità magica che il colore conferisce la sua virtù in ordine alla idea e qualità che gli si attribuisce[ii].

Il pavimento della stanza da letto deve essere lavato a grand'acqua e tenuto mondo. Alcuni rituali — ed io vi do la preferenza nelle mie abitudini personali — prescrivono la lavanda del pavimento con l'acqua di mare o con acqua e sale. Per la stessa ragione innanzi detta, il sale è considerato come elemento distruttore d'impurità.

La stanza del discepolo che si vota alla magia non dovrebbe essere frequentata da nessuno. Eliphas Levi, nel suo rituale, consiglia questo: per quaranta giorni che la vostra stanza non abbia accesso per altra persona che voi: voi la pulite, voi la nettate, voi la regolate. Questa non è una condizione esclusivamente mistica: io, che in magia naturale sono esclusivamente materialista, vi veggo una necessaria prescrizione affinchè le evaporazioni o gli effluvii lordi di un valletto o di un domestico non impregnino l'ambiente nel quale voi dovete sottrarvi alla corrente impura.

La ragione fisica di questo isolamento, di cui ho precedentemente detto nella preparzione alla mia magia, è di facile intuizione: ogni casa, ogni luogo, ogni oggetto porta fluidicamente l'impressione delle persone che li praticano. Nè agli uomini ed osservatori volgari la sensazione dell'ambiente, per la qualità delle persone che vi hanno dimestichezza, sfugge sempre. L’animaleuomo porta con se un effluvio speciale sensibile a misura che maggiormente se ne accentua il carattere. Si potrebbe dire che l’organismo animale tramanda all'esterno un’aureola di effluvii di ciò che contiene nel suo interno. Il puzzo delle pecore è somigliante di molto al sapore speciale della loro carne. Ora riferendoci alla vita umana e agli ambienti chiusi frequentati da persone sole, l'irraggiamento del frequentatore a poco a poca riempie intero tutto il luogo che lo circoscrive. Una stanza in cui non passa la sua giornata che una vergine, dai costumi immacolati, respira tutta l'aureola di purità di questa creatura senza desiderii e senza pensieri immondi. Non lo stesso si può dire delle camere degli alberghi in cui passano a centinaia uomini di tutti i colori e di ogni categoria, e nelle quali gli effluvii si mescolano e si agitano e si ricambiano in perpetuo, e dove, curioso a dirsi, si prendono sovente o senza saperlo dei germi di cose buone e cose tristi, di virtù e vizii che la gente non sospetta neanche.

I mobili, i pannilini anche lavati, le stoffe, le coltri, le sedie conservano l'impronta o, meglio, il profumo di chi ne usò e sono generatori di contagio fluidico con la stessa legge generale che gli sperimentatori hanno attribuito alle contagioni per microrganismi. Chi può quindi crearsi una stanza a se, esclusivamente per la sua vita fluidica per la pratica della magia, dovrebbe fare tutto nuovo dalle cose più grandi alle più insignificanti minuzie della vita umana e rifiutare come impura qualsiasi intromissione nell’ambiente di fluido estraneo. Qui faccio eccezione dei maestri molto avanti nell'arte e quando i maestri non fanno operazioni di genere impuro: giacché se un ambiente è frequentato da persona di voi migliore, voi avete tutto da guadagnare e niente da perdere.

A questo proposito debbo accennare alle sostanze adoperate per la purificazione degli ambienti noti negli antichi ricettari e oggi sostituiti da altri, come l'incenso, l'aloe, lo zolfo, il belzuino, la pece, il sandalo, le erbe odorose, i fiori; che l'attuale sperimentalismo crede di sostituire con la base scientifica con l'acido fenico e i distruttori di vite microbiche dello stesso genere.

Le sostanze adoperate dagli antichi tempi nelle disinfezioni degli ambienti hanno avuto pratica nei periodi sacerdotali più remoti. I magi della Persia antica, e quegli stessi che la tradizione pone in ginocchio innanzi alla culla del Cristo, adoperavano come i maghi del medioevo e i praticanti moderni, come in estremo oriente e nell’occidente non meno estremo, l'incenso, la mirra, il legno di sandalo, le gomme preziose, perché il concetto scientifico da cui procedevano gli antichi e i moderni maghi è unico. L’assioma fondamentale da cui è retta la scienza dell'esistente è questo: il pensiero fluidicamente è generatore: ogni projezione realizzata ha origine non solo nel pensiero di chi l'ha creato, ma anche nell'apparato proiettante.

Mi spiego con un esempio.

La volontà di un operatore, cosciente od incosciente, è causa di un qualunque disturbo fluidico imponderabile di un ambiente. Finché il pensiero è aiutato da un apparato proiettore dell’organismo umano, la realtà presto o tardi diviene un fatto. Il disturbo fluidico genera il disturbo fisico, fino alla soppressione della vita animale, che è la morte.

Ora vediamo in senso inverso di neutralizzare la causa prima. Agire sulla volontà dell'operante, o influendo sul suo apparecchio proiettante o isolando la propria irradiazione fluidica in modo che le proiezioni contrarie e micidiali non colpiscano.

I profumi dai più semplici ai più acuti hanno, agendo direttamente sul nostro organismo e sull’organismo di chi frequenta un ambiente, la proprietà di sviluppare tale preponderanza fluidica in noi che il tentativo di contagio fluidico degli altri è vano.

Un’ape vuol pungervi: voi vi corazzate il corpo facendo indurire la pelle vostra nel momento in cui vuoi tentarne l’assalto.

Sotto questo punto di vista non debbono essere derisi gli antichi che purificavano le case con l'incenso — nè è illogico l’uso che ne fanno i culti delle religioni.

E chiaro che la scienza moderna, basando le fondamenta di ogni pratica sull'arresto della generazione microbica, ha trovato insufficiente, per esempio, che l'incenso valga a purificare una casa dove sia morto un uomo di febbre tifoide.

Però ha dovuto constatare e conservare l'uso di certi profumi, e perfino estrarne rimedii, quando si è trattato di infermità in cui l'attossicamento della materia cammina di pari passo con la alterazione fluidica: nella tisi per esempio gli estratti di pino marittimo, quando le suffumicazioni della corteccia di pino che gli antichi adoperavano (come i moderni continuatori) nelle operazioni di s, tendevano a purificare per mezzo della respirazione le putrefazioni fluidiche[iii]. La purificazione di ambienti chiusi, dove hanno dormito o sono rintanate molte persone è incontestabile coi vapori dello zolfo bruciato[iv] come io non sono mai stato stanco di indicarne il bruciamento nei paesi e nelle case in cui scoppiano contagi ed epidemie con manifesti segni nervosi: il colera, la febbre amarilla o tifo americano ecc.

Ora ritornando a quanto io dicevo relativamente alla purificazione dell'ambiente in cui il discepolo deve fondare la sua fonte di purità, sono consigliabili le suffumicazioni in pratiche metodiche, ma di cui il giudice non può essere che il maestro o un fratello più innanzi negli studii e nella pratica della magia — giacché, come vedremo in un capitolo a parte, i profumi e le suffumicazioni hanno azioni differenti secondo chi li pratica, il tempo in cui si praticano, il luogo e l'operante.

Chiaramente si intende che l'aspirante mago, ove volesse praticare la purificazione in tutti gli stadii della vita, si dovrebbe condannare alla vita monastica: il monos degli asceti e terapeuti dell'Asia minore prima e dopo la invasione cristiana aveva questa mira, e il S. Simeone Stilita, cioè che albergava sulla più alta cima di una colonna, dovette essere ispirato all’isolamento tra ciclo e terra da questo concetto assoluto della conquista della purità che è comune a tutti gli asceti. Il monacato in occidente poi servì a riunire le regole, e di questo mi occuperò quando discorrerò delle catene magiche.

Ma la vita sociale richiede che l’uomo non si esale perfettamente dal mondo per moltissime ragioni e necessita, innanzi tutto, come ho detto nella preparazione, perché il santo non ha da fare col mago: se la vita di asceta ricerca la solitudine e la asseconda, la vita magica non può richiedere la solitudine perfetta, completa e perpetua per la stessa natura dell'arte o pratica magica. L'asceta si propone il fine del perfezionamento individuale; è passivo, non cerca su chi esercitare la sua intellettualità e la sua forza. Invece il mago, attivo per eccellenza, non può nè agire nè sviluppare la sua forza se non su uomini e cose animate.

Onde non si comprenda che questa vita di isolamento che io consiglio debba rappresentare la segregazione completa dal mondo, io aggiungo di più che chiunque arriva ha sempre la missione di adoperare la sua conquista se non per il bene di nazioni o della umanità, almeno in pro del suo prossimo di cui deve essere benefico aiuto in tutte le contingenze della vita. Su questa fratellanza è basato il concetto di solidarietà umana, pel quale ogni aspirante alla potenza magica che spera di riuscire in un suo ideale diventa un piccolo messia di pace e di conforto.

Lo spiritismo ha trovato la parola medium per indicare colui il cui intelletto può servire a disincarnati per manifestare ai vivi le loro idee; ma questo nome, se non fosse oggi intoso diversamente, potrebbe servire appunto all'aspirante mago, il quale per stare col mondo delle cause deve isolarsi, e per manifestare e sviluppale le sue forze deve avere contatto sociale.

Per vivere nel mondo extraumano tutto ciò che è materia e fluido umano l’offende. Perfino quella luce del sole che saluta i lieti giorni della primavera, perfino il bacio di una donna che lo ama, mentre per adoperare le sue forze ha bisogno della società umana!

Il suo regime di vita umana deve essere in perpetuo l'attività più completa. Vivere per il corpo e per lo spirito è un dramma, l'azione in perpetuo moto, fino alla palingenesi della materia e il trionfo dello spirito su tutto; fino alla sua liberazione cosciente dai legami della terra e alla evoluzione verso il principio centrale divino che è volgare chiamare Dio e che in magia si chiama Tetragrammaton, cioè parola di quattro lettere, perché questo potere centrale non ha nome e in ebraico si segna come ho scritto.

Le lavande mattutine, i bagni, l'isolamento in certe ore, in certi giorni purificano anche l'uomo purificato che momentaneamente si trovi lordo dall'effluvio pesante della società umana in cui entra per esercitare il suo potere o la sua missione. Dal fuoco i profumi purificano l'aria che egli respira da ogni coagulazione fluidica, giacché i vapori del profumo hanno in se non soltanto la virtù delle gomme e delle cortecce e dei legni o delle erbe odorose, ma attestano ai nostri sensi come il fuoco, comburendo legna, gomme, cortecce ed erbe, trasfonde nel mar morto delle forze coagulate il suo movimento purificatore, rinnovatore, origine di ogni cangiamento che impedisce la stasi della putredine astrale.

 

Proposizione V. — Il nutrimento fluidico è anche in rapporto alla nutrizione dell'organismo animale.

 

Ma se la continenza sessuale e la purificazione dell'ambiente in cui l'aspirante alla magia si rifugge ha grande importanza nella sua vita fluidica, se l'attività perpetua del corpo e dello spirito lo preparano alla sua progressione nel campo dei fenomeni non comuni e extraumani, niente è più necessario allo sviluppo della vita fluidica quanto la vittitazione ordinaria.

Dove arrivi e dove idealmente possa giungere la nutrizione di un mago progredito, io non mi rischio di scrivere, prima perché parrebbe agli uomini comuni che io raccontassi delle trottole e secondo per non spaventare i ghiottoni e farli rinunziare per sempre al mio libro,

Ordinariamente si crede che il corpo umano abbia una sola via di nutrizione: l'esofago. E si crede che le sostanze ingerite si trasformino in sangue e quindi in forza nevrica o intelligente. Questo non è il processo di nutrizione completo dei due corpi materiali (fisico e fluidico) che si compenetrano nell’organismo umano. Il nutrimento adatto al primo quasi generalmente è inopportuno pel secondo, e quella che chiamiamo malattia del secolo o neurastenia, produzione di miriadi di sconcerti nervosi, ha origine non solamente dalla società in cui viviamo ma anche e soprattutto dalla vittitazione erronea del nostro organismo, cui si danno e si attribuiscono bisogni artificiali che naturalmente noi non abbiamo.

La nutrizione fisica del corpo umano dipende dalla qualità e quantità dei cibi ingeriti non solo, ma dalle evaporazioni che il corpo assorbe durante la vita quotidiana. Il potere assorbente è speciale al corpo fluidico ed alla sua nutrizione vampirica, e mentre il corpo materiale elabora e chilifica le vivande masticate, il corpo fluidico prende la sua vita per mezzo della aspirazione e della nutrizione del sistema nervoso e delle parti molli e ganglionari del corpo fisico.

La quotidiana vita dell'uomo volgare, le consuetudini viziate delle famiglie agiate o signorili riceverebbero un urto formidabile dalle prescrizioni di un maestro che scegliesse il suo discepolo in una casa dove come precetto di divizia e signorilità il desinare quotidiano fosse formoso e luculliano.

Il precetto mangiare per vivere è una pia utopia delle scuole infantili. L’uomo da quando ha uso di ragione ha accarezzato con l’arte e la scienza tutte le fasi del ventricolo. Il banchetto quotidiano è una festa a cui tutti gli uomini hanno la colpevole abitudine di non sapersi sottrarre. Non scrivo il paradosso, ma coloro che non consumano molta forza fisica (intendo del corpo fisico) in esercizii faticosi e pesanti non avrebbero il dovere di gravare lo stomaco con quantità enorme di cibi indigesti che aumentano la produzione fecale viziosamente. Ma soprattutto per chi fa pratica e lunga pratica della nostra scienza, vengono delle ore nella vita in cui non si giunge a trovare la ragione che condanni un inglese a trangugiare indifferentemente un chilo di rosbeef al giorno e mezza boccia di wischy!

La terapia in uso nelle cliniche europee ha elevato un altare alla nutrizione animale. La carne, il sangue, le interiora, la caccia, il pollame, e perfino i piccioni, gli innocenti campioni dello amore e della fedeltà perpetua, sono imbanditi come una necessità alla più vorace di tutte le belve, l’uomo, che mangia quando non ha fame e che fa l’amore in tutte le lune!

 

GIULIANO KREMMERZ

 

 

 

 


[i] Come è d'abitudine in molte case del meridionale.

[ii] Il bianco e simbolo di purità naturale, perché ogni colore, qualunque sia, gli è contrario e la fusione di tutti i contrarii si completa nell'opposto assoluto, che è il nero.

[iii] s è mutamento, e i ristagni fluidici sono materie morte antimercuriali, negative. Questo non posso spiegare più chiaramente.

[iv] Quando per lunghe ore molte persone respirano in ambiente chiuso, il fiato o effluvio o efflusso animale forma un coagulato morto, la cui putrefazione porta conseguenze di genere differente e serve delle volte non solo a propagare, ma a generare le infermità contagiose. I vagoni della ferrovia e gli omnibus o carrozzoni di trammi, i teatri chiusi ermeticamente, per quanto sieno veicoli di civiltà, giovano molto alla propaganda di un qualunque contagio, per le coagulazioni astrali.