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COMUNICAZIONI
Un signore, medico, nostro amico, che vuol serbare l'incognito, ci scrive: In Calvanico (Salerno) dove sono nato e dove era la mia famiglia, verso il 1850 avvenne il seguente fatto. Un individuo del villaggio, mezzo scemo di mente, raccolto più per compassione che per i servizi reali che poteva rendere dalla mia famiglia, quasi ogni sera, si addormentava sul banco, che nel mio paese si è soliti tenere presso il focolaio della cucina, e, passando dal sonno alla catalessia, cominciava da sé a parlare, come se l'anima di un morto fosse venuta a discorrere con lui. Questo individuo, di nome Michele Caleo, ripeto quasi scemo di mente, faceva discorsi alle volte molto elevati, e, se una persona qualunque rispondeva, pigliando parte al suo soliloquio, allora l'anima del morto entrava direttamente in relazione con questa persona, e il Caleo non diventava che un semplice mezzo di comunicazione. Fu notato però che ciò non avveniva se nella stanza, cioè nella cucina, non si fosse trovata presente una mia zia, la quale però era del tutto incosciente della sua influenza. Questo Michele Caleo cambiava di voce a seconda che parlava l'anima di un uomo o di una donna defunta, anzi dicono i vecchi del mio paese che la voce che faceva era simile a quella che aveva la persona in vita. A seconda che la comune opinione riteneva che il tale dei tali, p. e. per la sua vita passata aveva potuto meritare il paradiso o l'inferno cosi, quando parlava, faceva una voce allegra, o di disperazione, e qualunque persona, a semplice richiesta, poteva conversare con l'anima del defunto che desiderava. Mio zio, medico, condusse a Napoli questo Caleo e lo fece visitare al Prof. Tommasi il quale non dette alcuna spiegazione — il fatto a Napoli si rinnovò egualmente, essendo venuta anche mia zia, la quale, ripeto, influiva colla sola presenza della persona. Ritornati in paese, siccome il fatto cominciò a fare rumore, e tutti venivano a casa nostra, l'autorità di quel tempo proibì di più tenere questo individuo in casa—uscito di casa, il fenomeno non si verificò più. 5, o 6 anni sono, andato a casa, rividi questo Caleo — lo invitai a casa mia, alla presenza di mia zia, nella stessa cucina; non fu possibile che si addormentasse: gli feci bere molto vino, e neppure ottenni niente, anzi era evidente una certa agitazione in lui e volle assolutamente andar via. Ho visitato questo Caleo, ed il suo corpo non presenta niente niente di anormale, meno il gozzo ed un oscheocele antica. E da notarsi che nello stato catalettico rivelava segreti di famiglia, riferiva esattamente fatti che accadevano a distanza, ma non fu mai possibile farlo predire — interrogato su questo rispondeva che Dio solo conosce il futuro. Fu pure esorcizzato diverse volte: ma l'ultima volta disse che non avrebbe più parlato, e cosi è stato.
Una profezia sull’Europa.
La Revista espirita do Porto, che si pubblica in Portogallo, annunzia delle profezie: tra esse citiamo: Distruzione dell’Inghilterra e dell’Italia; per la prima perdita di tutte le colonie, distruzione di tutte le città e l'Isola ridotta ad uno scoglio di pescatori; per le seconda (questa tocca a noi) completamente sfasciata e Roma, la prostituta dell'Apocalisse, non avrà più pietra su pietra. Ingrandimento della Danimarca che diventerà un grande stato La Germania battuta dalla Russia e la Francia vinta un'altra volta dai tedeschi. La riportiamo a titolo di varietà, perché ha dei tratti comuni alle altre profezie politiche anteriori e che quando capita citeremo.
L’ « anima pia » di Amalfi
Tolgo dalla rivista tedesca Psychisehe Studien del decembre 1896: M. X. giunta ad Amalfi con un amico prese stanza all'Hotel Luna, che è un antico chiostro; la camera che gli fu data insieme all’amico si apriva con un balcone al sesto piano. La porta del balcone tu lasciata aperta, e quella che immetteva nel corridoio chiusa accuratamente. M. X sognò che passeggiando sulla spiaggia di Amalfi, vide venire a lui un giovanotto che gli domandò: — Sei tu cattolico o protestante? — Protestante, risposo M. X. — Ebbene, replicò il giovanotto, io ti annunzio che vi è ad Amalfi uno spirito che si chiama l’Anima Pia che va a trovare gli eretici per convertirli;esso verrà a te. M. X. si svegliò e, stupefazione! vide sul balcone al chiaro di luna una donna col costume amalfitano, e che parca non avesse niente del fantasma. Questa donna entrò. Si appressò al letto. — Che cosa volete? Domandò M. X. — Io sono l’Anima Pia. — Se tu non sei uno spirito, disse M. X., dammi la mano. L’Anima Pia si avvicinò e gli tese la mano. M.X. ebbe come la sensazione dell’acqua tiepida versata sulla sua mano. Spaventato nascose la faccia, ma quando riapri gli occhi tutto era scomparso. Il suo amico non aveva nè visto nè inteso niente; dormiva profondamente. Interrogato il padrone dell’albergo, confessò che nella casa vi era uno Spirito chiamato l’Anima Pia che va dietro agli eretici per convertirli. |