RISPOSTE AD UN ASPIRANTE ERMETISTA

 

I. Che cosa è ermetismo » – II. I tra rami dell’albero ermetico – III. Dieci precetti per non correre alcun pericolo – IV. La Religione Cattolica e l’ermetismo – V. Medicina Volgare o » Iatrica » e medicina Ermetica, differenza – VI. Il medico ermetico.

 

Nel Mondo secreto ho ampiamente accennato alla iniziazione filosofica di un giovane che voglia addentrarsi negli arcani dell’invisibile e del soprasensibile – però il pubblico, che, è educato modernamente a desiderare e a ottenere con rapidità, è stanco di sentire sempre discorrere di filosofia dei miracoli e di non vederne mai, vorrebbe della filosofia naturale ermetica una spiegazione chiara tanto da non incespicare nei soliti scogli dell’utopia.

Per la quale ragione io, negli articoli che scriverò per questa modestissima pubblicazione, scenderò terra terra e darò chiara, esplicite, schiette alcune idee fondamentali della filosofia ermetica applicata alla medicina, in modo da indirizzare i ricercatori della scienza per la via buona e non per la falsa additata come buona dai romanzieri e dai poeti dell’occultismo.

Così rispondo a diverse domande che il lettore potrà indirizzare a sé stesso, prendendo nelle mani il primo fascicolo di questa rivista.

 

Che cosa è <Ermetismo>

 

Ermes, come nei libri e nelle enciclopedie tutti possono riscontrare, è il nome greco che risponde al latino Mercurio, e deriva da una parola ebraica ‘huerma che significa astuzia, sagacità, sottigliezza.

Perciò Mercurio era il sagace, il sottile , l’ambasciatore degli dei – perciò tutti gli attributi dell ‘huerma ebraico.

Questo Ermes, per esprimermi con idee volgari, rappresenta il dottore della verità divina nelle popolari mitologie antiche. Ma da un punto di vista filosofico più alto, Ermes è la sottilissima filosofia che rende l’uomo corrispondente degli dei dell’Olimpo, è la scienza, cioè verità constatata per l’esperienza o intuita con l’intelletto umano in regioni più elevate dello spirito del mondo.

L’Ermeneutica è l’interpretazione delle manifestazioni sacre nelle scritture e nei libri antichi, appunto da questo valore del Dio Ermes.

Perciò coloro che studiano la sottilissima filosofia delle verità divine, sono ermetisti o ermetici.

A chi mi domanda che cosa bisogna intendere per ermetismo, rispondo che per tutti gli studiosi di questa parola vuol dire scienza per eccellenza, verità rapita agli dei ascosi nelle sommità dei cieli, scienza delle sottilissime relazioni che passano tra l’invisibile e il visibile e che tutti gli uomini, perfezionando se stessi, coltivando il loro intelletto, assottigliando il loro spirito, possono raggiungere.

Perché praticamente parlando questo Ermes o Mercurio è un dio pei volgari, cioè per il pecorume, mentre che filosoficamente non vuole indicare che una forza, o , meglio, l’intelletto di una forza altissima, sottile che rende dio l’uomo che lo raggiunge e lo comprende.

Il poeta nei momenti di estro - il matematico che risolve problemi arditissimi - il fisico che scopre una legge nuova – l’oratore facondo che mette parole, idee e modulazioni in armonia con un fascino che trasporta un’assemblea - il musico che tocca note emozionanti fino al delirio sono o possono essere dei protetti di questo Ermes sottilissimo di cui possono ottenere in uno stadio particolare delle loro pulsazioni ipercelebrali l’intelletto completo.

Così questa esplicazione dell’ermetismo insegna che le sue diverse facce sono concepibili come dii particolari dell’arte, dell’industria e della scienza umana. Più particolarmente però l’ermetismo è nella più alta sintesi filosofica di questo intelletto della scienza divina (il nec plus ultra della sapienza) e non nelle applicazioni volgari emananti da essa.

Di che cosa si occupano gli ermetisti?

Ho detto già che il largo intendimento di questa parola Ermetismo lascia gli studiosi di questa filosofia sottilissima padroni di studiare dovunque e applicare comunque questa forza – il vero albero del bene e del male di cui il serpente della terra addita al figliuolo dei cieli il frutto proibito.

Ciò vuol dire che la scienza per eccellenza o Ermetismo è applicabile al bene e al male, cioè a fare il male o a produrre il male perché la chiave del bene e del male è una, perciò la Provvidenza non ha piantato questo albero dai frutti proibiti, benché alla portata le mani, visibile a tutti gli occhi – e ne ha riservata la intuizione, la conoscenza , la chiara scienza solamente a coloro che solennemente fanno voto di essere innanzi ad ogni debolezza umana forti e giusti – di amare il prossimo come se stessi – di desiderare sempre il bene e mai il male.

Queste promesse, più o meno con solennità fatte nei momenti di desiderio, ordinariamente possono ingannare sulla loro veridicità gli uomini volgari, ma non ingannano l’occhio divino che guarda oltre i monti – perché l’uomo che non è riuscito a dominare tutti i suoi istinti animali non vorrebbe che torcere la conquista di questi segreti filosofici, inesplorati per la maggioranza, a scopi personali ed egoistici. Per la quale ragione l’occhio che non si è purificato della nebbia umana non vede e la mano che non si è lavata dalla impurità terrena non tocca il frutto o la semenza di questo albero ermetico. L’ermetismo si presta a tutte le applicazioni: ne l mondo della materia alla trasformazione dei metalli cioè di tutti i corpi bruti o di anima rudimentale nell’oro o metallo nobilissimo - e quindi a far danaro, la febbre del presente e dei passati secoli.

Nel mondo delle anime a trovare il magnete che attira gli spiriti di tutte le gerarchie della natura visibile ed invisibile e li aggiorna o li rende propizi.

Nel mondo dell’intelligenza pura trasforma la fiamma-vita nella scintilla-essenza o iod del tetragramma gabalista.

Ecco dunque spiegato in poche parole di che cosa si occupano gli ermetisti.

L’ermetismo è una fontana dove tutti possono correre a cercarvi la scienza: coloro che non hanno l’animo temprato alla lotta dai principi egoistici, possono involontariamente trovarvi la follia, il disinganno o la morte.

Dunque occuparsi di ermetismo è pericoloso?

Perfettamente.

E’ pericoloso occuparsene se non si ha la volontà di studiare senza fini volgari, abbietti, bassi, bestiali le verità risposte nelle manifestazioni della natura visibile.

E’ inutile occuparsene se si desidera aggiogare al proprio carro le verità divine per farsi ammirare come un Dio in terra senza avere alcun merito.

LA via per non correre pericolo alcuno e conquistare con certezza la verità riposta si può riepilogare in pochi precetti:

Credere nel Dio Unico armonia dell’universo visibile e invisibile, Dio che è legge immutabile, che è verità e luce, che è perfezione e misericordia.

Studiare di elevare al simbolo di giustizia Divina il proprio essere – desiderare la propria perfezione al di sopra di tutti i dolori, di tutte le pene, di tutti i godimenti e le voluttà.

Cancellare dal proprio animo ogni traccia di odio pel tuo nemico e per tuo oppressore – amare il prossimo e nel prossimo anche il tua nemico con quell’ardore intenso col quale la madre ama il figliolo, al disopra di tutte le colpe e di tutte le imperfezioni.

Essere umile innanzi all’immenso ideali di bene che deve abbracciare in un amplesso solo tutta la famiglia umana e non insuperbire della propria perfezione e grazia.

Lavorare per il bene, dispregiare il male sotto ogni forma, dominare i proprii istinti bestiali e le catene che ci vincolano ai vizii innanzi a cui la società volgare si inchina, amare gli umilii e gli imperfetti e circondarli della propria luce affinché trionfino imitandoci.

Tacere per intendere e dopo compreso tacere.

Non tradire mai il proprio fratello, non ingannarlo, non trasportarlo per invidia sulla via dell’errore.

Non aver mai paura quando si ha la coscienza di far cosa buona e giusta.

Non desiderare quello che per giustizia non puoi avere.

Non concepire le voluttà alle quali devi essere superiore.

 

Si può essere cattolico e studiare l’ermetismo?

Certamente.

Il Cattolicesimo non proibisce alcuna cosa di quanto si prescrive da noi – come non lo proibisce il Buddismo.

La Religione Cattolica anzi ha per noi questo vantaggio grandissimo di conservare nei suoi rituali liturgici una grande quantità di simboli ermetici il cui studio avvia il discepolo alla conquista della verità assoluta.

Molti ermetisti si giovano anzi efficacemente delle preghiere e dei rituali cattolici nelle pratiche che tramandano ai discepoli.

Ora che cosa bisogna intendere per medicina ermetica?

Spiego affinché non nascano equivoci il significato di queste parole.

LA Medicina è l’arte e la scienza del conservare o ridonare la sanità al corpo umano.

L’uomo viene al mondo con una immensa paura delle sofferenze e della morte e con un desiderio non meno intenso di godere.

Di queste due forze connaturali alla sua esistenza egli non si dà ragione. Per lui la morte è l’abisso, l’ignoto che lo terrorizza. Per lui il godimento dei sensi è la vita effettiva e reale.

Nonpertanto si soffre e si muore con la medesima e costante legge eterna della rinnovazione e trasmutazioni delle cose imperfette e periture – e chi si dà allo studio della medicina n’esce scoraggiato o scettico industriale del diploma universitario sulla vigliaccheria di coloro che hanno paura di morire.

La Medicina come scienza è antica quanto l’uomo e non passa giorno e non passa ora che nel formicaio immenso dell’umanità gli studiosi non tentino di strappare un segreto alla natura per arricchire l’archivio delle scoperte a beneficio delle umana felicità.

Il dio della Medicina era Osiride, il Sole. Presso gli Egizii, Esculapio venne dopo, tra i danti del Cristianesimo S. Ciro: ma nel tempio di Iside, la Luna, gli egizi guarivano lo stesso come oggi nei tempii delle Madonne nostre.

Ciò dimostra che la pretesa scienza medica che si studia nelle nostre università è ancora una scienza in embrione perché non ha ancora spodestati i tempii, i santi e le madonne della possibilità di guarire senza medicine. Nonpertanto bisogna ben convenire che lo sperimentalismo, le osservazioni, lo studio delle infermità o alterazioni organiche che si presentano nel corpo umano è progredito di molto e le facoltà europee ed americane vantano dottissimi clinici. Un qualunque giovane medico che ha fatto tre o quattro anni di pratica ospedaliera è già un istrutissimo e oculato osservatore come ai tempi passati non esistevano.

Al contrario la terapeutica, cioè l’arte del guarire, non p progredita di pari passo con l’osservazione clinica - anzi è cosa da far pietà tanto è il garbuglio dei medicamenti e di preparati nuovi che si presentano nelle farmacie mutate in vere fiere di barattoli dalle miracolose etichette che viceversa poi non fanno il più delle volte aprire ai ritardatari più presto l’avello!

La terapuetica ha divisa i medici in due scuole: gli allopatici che curano combattendo coi contrari i sintomi delle infermità da curare e gli omiopatici che invece seguono il procedimento inverso di curare coi medicamenti producenti gli stessi fenomeni che si presentano negli ammalati.

La sieroterapia, che è praticata dai medici allopatici, cura in base al precetto fondamentale degli omiopatici – altri cura con la canfora - altri con gli umori delle glandole della generazione – altri coi veleni più potenti - altri infine col sistema elettromiopatico – altri del solo magnetismo.

Da ciò una grande confusione. I medici perdono la fede ella scienza loro – gli ammalati nei medici e , a conti fatti, quando la natura non trionfa dei mali, tutta la sapienza odierna si arena nell’accademia dei decorati che guariscono più col magnetismo del loro nome che con l’efficacia della terapeutica.

Ma una vera, incontestabile scienza del dio Esculapio o di Osiride deve esistere; non è possibile, filosoficamente parlando e col buon senso naturale, che data una legge inesorabile che determina le alterazioni morbose nel corpo umano non vi sia una legge anche costante e non meno inesorabile che può ridonare in condizioni contrarie della precedente la perfetta guarigione degli ammalati.

Questa scienza che studia o ricerca la terapeutica assoluta per la guarigione di tutti i disordini fisici è la medicina ermetica ovvero l’ermetismo applicato alla medicina.

Che cosa bisogna fare per raggiungere il fine di apprendere i segreti ermetici per la guarigione delle infermità del corpo umano?

Studiare l’ermetismo coi precetti accennati dinanzii e applicare le leggi assolute che si intuiscono alla salute del corpo umano.

Ma lo studio di questo genere di medicina non si deve né si può fare con gli ordinari mezzi e coi metodi comuni, né è facile diventare un medico Ermetico.

Tutti gli uomini ordinari e colti, che hanno frequentate le scuole e le università possono esercitare l’arte medica secondo le leggi dei paesi in cui vivono, ma per diventare Medico ermetico bisogna essere coronato da una università molto superiore a quelle ordinarie ed essere un ermetista, cioè un sapiente equilibrato prima di accingersi a guarire un infermo.

La differenza che esiste tra l’un medico e l’altro è differenza di sviluppo animico nell’uno e nell’altro.

Il medico ordinario fa le sue osservazioni cliniche sull’ammalato, indi prescrive dei medicamenti secondo la scuola a cui è ascritto. Se Dio la manda buona l’ammalato è salvo; - ma se l’ammalato muore può prima di spirare, dichiarare che se ne va tranquillamente all’altro mondo con tutti i conforti della scienza nota. Mentre l’ammalato muore il medico può stare tranquillamente a giuocare una partita a briscola o a cenare con una signora romantica: la scienza e salva!

Il medico ermetico, il terapeuta iniziato non procede nello istesso modo. – Egli l’ammalato lo considera da un punto di vista più elevato, guarda al bene della sua evoluzione progressiva o animica, e studia il male se dipendente o no da una necessità coefficiente alla sua forza evolutiva: ne annunzia e predice la morte come un fatto naturale e diventa l’ajutatore psicurgico dell’animo del moribondo – oppure attacca il male corpo a corpo con tutti i mezzi che le sue forze gli consentono, e vi porta la salute con l’equilibrio e con la lotta contro il male che è il disordine.

Il medico ordinario non ricorre che ai ricettari officiali e alla terapeutica accettata dagli altri.

Il medico ermetico invece si serve di tutte le forze, di tutti i medicamenti, di tutti i fluidi che gli paiono acconci o opportuni, dalle calamite alle erbe, dalla volontà alla magnetizzazione, dallo aiuto di entità extraumane allo scongiuro e alle preghiere.

Il primo è un dottore fisico – il secondo è un medico sacerdote.

L’olio santo che è uno dei sacramenti della Religione Cattolica aveva virtù di guarire – alcuni preti o monaci santi hanno la potestà con la benedizione di cacciare i vermini dai corpi dei bambini senza la più breve ombra di Santonina.

 

Nel prossimo numero indicherò le sette vie per prevenire al rinvenimento della prima chiave ermetica spiegando in termini bonari tutto ciò che si cela nelle introduzioni ai libri di ermetismo degli antichi maestri.