Il Fratello di Miriam nella Fratellanza

Spiegazioni di alcuni simboli

 

Appena un profano che ha fatto la domanda di ammissione, è stato accolto ed ascritto alla Fratellanza riceve la nostra Regola di primo grado e una carta di ammissione col numero, con la serie e un segno che è al posto della firma del Maestro Presidente del Capitolo Operante. Nella comunicazione che accompagna ordinariamente l'investitura viene spiegato l'uso di quel geroglifico o carattere sacro, ma molti non comprendono, per mancanza di cognizioni del nostro metodo, la ragione di tenerlo secreto e come adoperarlo.

Ecco le spiegazioni per tutti coloro che non abbiano ancora bene inteso.

Il profano, ammesso, resta di forma un Fratello di Miriam ascritto se appena ricevuta la investitura non comincia a praticare il rito.

Il fratello deve porsi in catena magica, cioè deve stare in nota simpatica, in armonia, in concordanza con il centro delle operazioni, diversamente non può ottener niente.

Il cristo, secondo i vangeli che sono ammessi dalle chiese cristiane, prima, di compiere il miracolo, domandava al chiedente: credi? cioè voleva lo stato di fede nella sua persona, cioè domandava l'armonia dell'essere nel suo essere.

Per noi che sostituiamo alla fede cieca del credente la prova, della scienza, raccomandiamo a tutti i nostri fratelli di essere praticanti del rito di Miriam se veramente vogliono restare in relazione fluidica col centro, diversamente essi chiederanno invano le guarigioni e invano il loro progresso perché le projezioni partenti dal centro magico dei MM+ del Supremo Capitolo di Miriam non arrivano efficaci e vitali all'indirizzo che invocati, cioè attirati e bene accolti. E vano voler chiedere altro, perché se i provvedimenti uscenti dall'Arca Provvedenziale dovessero colpire anche gli indifferenti occorrerebbero operazioni più dirette ed immediate e la virtù della catena magico-magnetica sarebbe annullata.

 

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L'abito rosso di lana, con cappuccio, rappresenta il sacco isolante dalla corrente profana. L'uomo circondato di lana, isolato dalla terra con un panno di lana, è simbolicamente sospeso al disopra dell'aura terrestre, quindi surmontante alla corrente astrale, e quando si copre, col cappuccio, restando completamente nel bujo, egli è morto alla vita degli uomini, non vive che in se e per il suo ascenso nella comunione divina.

Il cordone a triplice nodo è il suo legame agli altri fratelli che si pongono nella stessa condizione di lui.

Il color rosso della stoffa è simbolo del fuoco, o fervore spirituale, trasformante tutto ciò che è anima bestiale in spirito divinizzante.

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Per spiegare che cosa sia questo stato di simpatia tra il Fratello ascritto e il Centro dei Maestri del Supremo Capitolo Operante, basta ricorrere alle più ovvie esperienze di telepatia tra due individui messi in corrispondenza fluidica in lontananza.

Alcuni magnetisti al principio di questo secolo rilevarono con esperienze continuate che un soggetto magnetizzato anche in lontananza sta in comunione col suo magnetizzatore, e progredendo nelle esperienze si può facilmente constatare da tutti che due persone, in concordanza di pensiero, se si assegnano un'ora determinata e ciascuna pensa fortemente all'altra, tra loro si stabilisce una comunicazione invisibile, fino a raggiungere la visione scambievole. Più facile se una delle due persone si mette in istato passivo — cioè in istato di ricettatore delle vibrazioni della mente dell'altro che diventa attivo.

Ora se questa comunione è possibile tra due persone con mezzi ordinarii della volontà, che cosa non deve essere la corrispondenza simpatica tra un centro di maestri operanti scientificamente e un fratello che opera il bene invocando la forza di tutta una grande corrente fluidica? Egli può compiere veri miracoli agli occhi degli ignoranti se arriva ad attirare maggior quantità di fluido della catena e a proiettarlo sull'infelice che egli vuoi guarire o salvare.

Se la forza di un uomo può per uno, la forza condensata e poi sprigionata in tutta una potente catena avrà un valore infinito, come lo sprigionamento di forza elettrica di una batteria innumerevole di pile,

Perciò il farsi ascrivere alla nostra Fratellanza e poi restare inerte è un errore. L'uomo che potendo non opera e non fa il bene al suo simile è un egoista a cui sono devolute tutte le reazioni della sua empietà

 

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I doveri del Fratello verso la Fratellanza e verso la società profana sono quelli prescritti oltreché dal Patto fondamentale, anche dalla nostra regola di primo grado

Il Fratello attivo deve procurare di iscrivere continuamente nuovi fratelli attivi, per aumentare il numero di pile di questa immensa batteria fluidica che forma il secreto dei tempii antichi e dei moderni, in cui tutto si organizza con l'entusiasmo delle folle — e non deve mai stancarsi di dare coll'esempio della propria vita profana saggio di temperanza, di ordine o di rassegnazione.

Il Fratello deve continuamente vegliare alla propria perfezione, non come si intende dai bigotti ignoranti, ma scientificamente e secondo i precetti delle scienze occulte. Dopo le preghiere rituali un'ora di solitudine o anche meno avvia alla educazione dell'Isolamento psichico, nel quale il Fratello può sperare, se meritevole, di entrare in comunione di visione anche coi maestri dirigenti la catena e le operazioni.

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In quanto al geroglifico segnante il genio assegnato ad ogni fratello, è bene riflettere di adoperarlo come tutte le cose di origine sacra, con grande ciscospezione.

Le linee di cui il geroglifico è formato sono forze o direzione o combinazione di forze. Saggiamente usato ha potestà taumaturgiche che possono raggiungere confini illimitati, secondo le condizioni di simpatia dette innanzi tra il Fratello e le intelligenze emananti dal Capitolo Operante.

Nella assistenza di infermi il solo tracciar quel segno dopo il doppio triangolo di Miriam da. potenti aiuti non solamente materiali, ma anche intuitivi.

Alcuni nostri fratelli, adoperandolo secondo le nostre norme vicino ad ammalati, raggiungono già lo scopo di ricevere l'impressione, cioè il responso intuitivo, dello stato dell'ammalato; cioè se guarisce, se può guarire, se vive o se muore. Ancora progredendo, costoro arriveranno ad ottenere il responso pin esatto e forse a strappare ai provveditori invisibili della Catena il rimedio che spegno le infermità.

 

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Il gran secreto adunque della nostra pratica è di praticarli.

Chi dorme s'isola dalla catena.

Chi è attivo fa e produce il bene.

Chi è continuamente attivo e tutto il rito prescritto adempie, con certezza, presto o tardi, riceve il grande premio della Luce.