Cronaca della Frat+ Tm+ di Miriam

 

 

Col 20 Marzo cominciano le iscrizioni alla nostra Fratellanza su di una scala molto vasta tanto che diversi fratelli prestano gentilmente la loro cooperazione fino all’assetto definitivo delle distribuzioni degli ufficii, diventando il solo lavoro di organizzazione esterna enorme per il numero e i bi­sogni degli affiliati alla nostra Grande Opera.

Nella seduta del 14 Luglio sono state distribuite le seguenti cariche:

Avv. C. Basan (n.° 3091, w s) temporaneamente assume la segreteria particolare della Delegazione Generale della Fra­tellanza.

D. di Bolmar (n.° 911 s m) è nominato segretario gene­rale del Primo Circolo di Miriam (M. R.)

Saverio Palumbo (n° 1120 s m) aiutante il segretario del Primo Circolo.

Luigi Palazzi (n.° 111 s m) incaricato per le commissioni che possano arrivare a Napoli dai FF+ lontani (camici, cor­doni, medicinali ecc.)

Pietro Scalini (n.° 990 w s) incaricato per la propaganda a Milano.

 

Accenniamo ora a molti dubbii che per l'aumento di nu­mero dei fratelli meritano di essere chiariti, affinché non avvengano equivoci e poniamo le questioni della nostra Fratellanza chiare e semplici.

La nostra Fratellanza ci lega tutti in una sola famiglia spirituale, a capo della quale esiste un Delegato Generale intermedio tra i Fra­telli e il Supremo Capitolo Operante.

Questa vasta associazione si propone, come dal primo articolo del nostro patto fondamentale lo studio e l'applicazione della medicina occulta in pro delle persone sofferenti che vengono in contatto dei Fratelli: esaminiamo ora le sue funzioni.

In che modo la nostra fratellanza può soccorrere un infermo?

In molti modi:

a)    per mezzo di cure magico-magnetiche a distanza.

b)    per mezzo del fratello terapeuta che ha raccomandato l'am­malato;

c)     per mezzo di medicine spedite direttamente;

d)    per mezzo di prescrizioni ottenute direttamente coi nostri processi.

Spieghiamo ora questi modi diversi di azione per rendere vera­mente miracolosi i risultati.

 

a)

 

Non possiamo agire su di un ammalato in lontananza se l'am­malato non è in contatto con un fratello regolarmente in catena.

Molti fratelli entrano nella nostra fratellanza animati dal più grande entusiasmo; appena ricevuta la loro carta di ammissione aspettano di poter ottenere tutto senza far niente. Questo è grave e fondamentale errore.

La catena magica è una batteria di pile: ogni fratello è una fonte di salute quando è in catena, è invece refrattario alla corrente quando non si incomoda a far niente.

Che cosa bisogna fare per mettersi in catena?

Ecco in poche parole: eseguire il rito generale di Miriam o qual­che rito suppletorio dato dal. Cap+ Op+.

Magicamente il Fratello che esegue il rito, e traccia nelle sue in­vocazioni quotidiane il suo segno o il geroglifico che gli vien co­municato con l'ammissione, non fa che ribadire la sua unione alla corrente magico magnetica della corrente di Bene che parte dall'e­stremo superiore.

È chiaro?

Un fratello raccomanda un ammalato al Cap+ Op+ e prega ed opera per la sua guarigione personalmente, cioè facendo conver­gere sull'ammalato da lui raccomandato gli spiriti di salute che ani­mano la nostra catena.

Se invece spera e non si muove, non otterrà niente pel suo pro­tetto.

 

b)

 

Altro modo è di prescrivere al fratello che raccomanda opera­zioni speciali per l'ammalato — ma anche in questo caso se il fra­tello non è in catena non può ottenere niente.

 

e)

 

Le medicine si spediscono direttamente ai centri per gli amma­lati raccomandati nel solo caso di epidemie molto diffuse e gravi: il colera, la peste ecc.

 

d)

 

Le prescrizioni di cure magiche.

Queste hanno bisogno di un esplicito chiarimento e preghiamo i nostri fratelli di prenderne nota affinché valutino bene queste pre­scrizioni quando le ricevono.

Ordinariamente molti spiritisti hanno diffusa la credenza che al­cuni spiriti o anime di defunti, medici vissuti su questa terra, danno ai medici delle ricette infallibili. Si invoca tiptologicamente o per mezzo di uno scrivente medio lo spirito di Paracelso, di Hanneman, di Charcot e si ottiene una ricetta — l'infermo crede agli spiriti, allo intervento della lucidità di qualcuno di questi sommi uomini vissuti e morti quaggiù ed ottiene qualche beneficio o no secondo la sua fede. Medici guaritori di questo genere se ne trovano do­vunque; in Francia, in Germania, in Italia è facile rinvenire per­sone che si credono in confabulazione serotina con lo spirito di es­seri già vissuti sulla terra e dispensano fluidi e medicine e ricette a destra e a sinistra.

Moltissime volte queste cure sortono effetti benefici non perché la ricetta applicata sia dello spirito di Charcot o di Paracelso, ma perché (cosi come il dott. Kremmerz ha scritto nel Mondo Secreto) il medio esalta le sue facoltà psichiche con la fede e compie il miracolo incoscientemente imponendosi ad una altra esaltazione psi­chica dovuta alla fede del paziente negli spiriti invisibili di lui.

Ora i nostri Fratelli devono ben comprendere che le prescrizioni che si mandano agli ammalati per loro mezzo, dai maestri del Cap+ Op+ non sono prescrizioni di spiriti ma prescrizioni magiche, cioè in base a tutto un sistema di dottrine analogiche e di pratiche psichiche.

La scelta dei medicamenti non è secondo le virtù note, ma se­condo le virtù occulte di essi: quindi l'acqua e il succo di limone può purgare, l'olio di ricini può servire per antiemorragico e cosi via via.

Chi prescrive sa quel che fa: l'ammalato con fede o senza fede prenda il medicamento e ne ricava sempre un gran beneficio o la guarigione completa.

 

 

A questo qualcuno dei nostri Fratelli potrebbe domandare se alla nostra catena visibile o fluidica corrisponde una catena di esseri in­visibili che portano la salute all'ammalato lontano o la medicina all'invisibile a chi ne ha bisogno.

Per ottenere questo effetto diretto è necessario che il F+ sia in catena e che l'ammalato aspetti e poi tutti potranno constatare se l'angelo della sanità dei mistici o lo spirito di Esculapio dei Latini spesso e volentieri non visiti chi è solerte attivo e tacito nella nostra opera.

Una signora ammalata di una infermità uterina ricorse alla nostra Fratellanza. Non ottenne che una prescrizione: suffumicare con lo zolfo la sua stanza da letto per sette giorni, al settimo giorno le cose stavano come erano state al primo: il Fratello nostro, novizio, già si dava per vinto quando la signora inferma gli raccontò che nello svegliarsi la mattina aveva sentita tra veglia e sonno una voce: a mezzanotte verrà il medico. Chiamò la cameriera e domandò se ella avesse parlato, ma la cameriera rispose che non aveva aperto bocca e non aveva sentito niente. Dunque e un sogno, disse la si­gnora, questo medico della mezzanotte, come può essere un sogno que­sta cura magica.

Ma il giorno di poi dovette ricredersi.

Poco dopo la mezzanotte sognò che in camera era entrato un uomo di una figura indefinibile, annunziato da alcune voci che lo chia­mavano il dottore, il medico... quest'uomo si accostò a lei, le apri il ventre, vi passò una spugna inzuppata in acqua di rose e lo rin­chiuse dicendo alla inferma che tutto era compiuto.

D'allora la guarigione si iniziò e in sette giorni fu guarita.

Ai Fratelli che studiano il problema dell'occulto e dell'invisibile, la pazienza di investigare come far venire il medico invisibile ai loro ammalati e farli guarire.

 

 

Osserviamo ora chiaramente la faccia profana della nostra asso­ciazione spirituale.

Le funzioni sociali della Fratellanza hanno bisogno di mezzi pecuniarii, come tutte le cose profane. L'art. 2° del patto fondamentale ci impedisce di domandare un compenso alla nostra opera spiri­tuale — e l'art. 6 ci avvisa che le spese di posta, amministrazione. stampa sono coperti dai doni e dalle oblazioni spontanee dei Fra­telli e delle sorelle ascritti.

Dunque noi siamo un ordine povero, viviamo di sole elemosine e doni spontanei e ci è inibito anche di chiedere la carità per tutte le opere che potremmo far prosperare e per tutto il bene che po­tremmo fare, se le elemosine affluissero. Fino a quando la Provvi­denza non stimerà diversamente il Capitolo Operante si trova in con­dizioni di non poter dare sussidii per medicine, né donar camici, libri o altro a fratelli poveri. Basta dire che al 20 Marzo 1899 la precedente gestazione si chiuse con un deficit di circa lire tremila che alcuni Fratelli provvidero della propria borsa.

Dal 20 Marzo in qua, accresciute le spese di posta, il deficit si rende più appariscente se la Provvidenza dell'alto non viene in nostro soccorso — solamente ci sia lecito pregare tutti i fratelli e gli am­malati e coloro che avanzano domande di accludere il francobollo o i francobolli per le risposte onde la spesa di corrispondenza non resti a carico di un ente amministrativo che non ha cespiti e non impone decime ai suoi affiliati e di pregare che la Provvidenza del­l'Invisibile arricchisca la nostra opera a misura del bene che ci pro­poniamo di fare.

Le spese di propaganda, di stampati, di carte saranno coperte dagli abbonamenti al nostro Bollettino La medicina Ermetica, alla quale speriamo che tutti i Fratelli mandino il loro concorso di da­naro, di esperienza e di dottrina.

Intanto raccomandiamo nella maniera più efficace a tutti i nostri fratelli di non passare in lettura a persone non ascritte alla Fra­tellanza di Miriam i nostri opuscoli. Chi desidera di leggere per divertimento o per imparare senza prima votarsi ad un'opera di alta carità come la nostra, deve pagar remunerativamente la sua curiosità scientifica: per chi non è ascritto alla nostra fratellanza il prezzo di un volume, 12 fascicoli, è di L. 60,00 e ogni opuscolo costa Lire 5,00.

 

 

A chi ci domanda istruzioni per la formazione di circoli o gruppi di Fr+ Tm+ di Mr+ rispondiamo brevemente.

In ogni sito in cui si possano riunire 12 fratelli (eccezionalmente 6) si può costituire un circolo magico di Miriam.

Le prime cose ad osservarsi sono le seguenti:

1.° Riunirai in luna crescente e che tutti i ff+ non siano nei casi di interdizione contemplati nella regola.

2.° Scegliere un locale o sala che nelle ore in cui è abbandonato dai Fratelli non serva ad altri usi.

3.° Riunirsi per le prime volte onde si organizzino i fratelli am­ministrativamente, nominando provvisoriamente per la costituzione del Circolo.

 

Un presidente

Un segretario

Un elemosiniere.

 

In queste sedute si stabiliscono, se ne è il caso e non vi sia tra i fratelli uno che faccia le spese, come e da chi devono venir sop­portate le spese mensili — si fisseranno i giorni di riunione e le ore più comode pei fratelli riuniti — indi un regolamento deter­minanti gli obblighi profani o i fini che innanzi al pubblico il cir­colo si propone.

Tra questi fini che il circolo si può proporre deve sopratutto pri­meggiare l'assistenza per gli infermi e la carità per gli infermi po­veri. Se tra i dodici o tra i loro dipendenti vi è un medico o un farmacista, anche in proporzioni microscopiche si può istituire un consultorio gratuito presieduto dal fratello medico che può dedicare qualche giorno al mese per portare il suo contributo all'Opera Te­rapeutica di Miriam. Si comprende benissimo che questi consultorii o dispensarii devono essere organizzati secondo le leggi sanitarie dei paesi in cui saranno istituiti — non pertanto per noi il sito del consultorio o del dispensario deve essere la sede del circolo come un luogo sacro veramente alle forze occulte che accompagneranno le meditazioni del Fratello dirigente il consultorio.

Stabiliti questi punti si redige un verbale complessivo delle se­dute, segnandovi le osservazioni dei socii al regolamento di fonda­zione e firmato dal presidente, dall'elemosiniere e dal segretario prima, e poscia dagli altri socii. Questo verbale si spedisce al De­legato Generale, il quale dietro autorizzazione del Sup+ Cap+ Operante spedirà quanto occorra per cominciare i lavori, confermando o non i fratelli in carica, approvando o non il regolamento esterno e delegando sul luogo un anziano oppure inviando le istruzioni scritte e il regolamento interno dei lavori.

Se i fondi della cassa sociale lo permettono, l'invio di un anziano è il più semplice mezzo per le prime organizzazioni.

Il presidente di un circolo investito dei poteri di dirigere il la­voro prende il nome di maestro o sole del Circolo.

 

 

Le signore e le signorine sorelle nella opera di Miriam — spe­cialmente quelle ascritti alla serie ?, non devono prender parte ai lavori preparatorii dei circoli e invece ascriversi e intervenire quando i circoli sono già costituiti.

In questi circoli i lavori che si faranno sono di sola magia te­rapeutica; e si escludono i soliti esperimenti di tavole giranti, di medii scriventi, di spiritismo ecc.

Si studierà il magnetismo terapico e il lavoro di catena, le cure a distanza e il gruppo di quelle pratiche che possono giovare al completo sviluppo dei discepoli.

Appena un fratello progredisce e si perfeziona, sarà assunto a ufficii più alti e potrà sperare di essere ammesso in ordini per­fettamente preclusi alla generalità del pubblico.

Gli esperimenti di volgare spiritismo sono proibiti per tutte lo ragioni esplicate nel Mondo Secreto.

 

 

Molti fratelli medici hanno scritto domandando come conciliare la carità con la loro professione retributiva.

Il consiglio dato ad essi è stato di essere in fatto di esercizio professionale il meno usurai possibili: l'aspra parola di usurai non offenda in tempo in cui la medicina diventa un industria dopo che la farmacia è diventata una vera bottega. Essere il meno usuraio possibile esercitando la medicina significa fare la carità senza re­strizione mentale — ma i fratelli medici, dove possano riunire un circolo e aprire al pubblico nel locale del circolo un consultorio gratuito pei ricchi e i poveri non faranno che opera santissima e gitteranno le fondamenta di veri e grandi asili di salute che la civiltà deve sostituire ai miracoli dei tempii per sola fede cieca.

Il Dio Supremo è dovunque e Miriam è la corrente che tutto trasforma nella Rosa e nella Croce nel fiore cioè dell'esoterismo naturale e nell'equilibrio delle quattro correnti della vita edenica.

Ne dobbiamo nasconderei che la opera che noi oggi iniziarne coi primi tentativi esoterici, e voluta dall'alto, rappresenterà una cor­rente di alta moralità in tutti i paesi nei quali il numero dei no­stri fratelli aumenterà e che la pratica della nostra missione si svol­gerà come un pratico insegnamento di alta umanità in epoca nella quale tutto è intiepidito e il ladrocinio è venerato più dell'atto one­sto, quasi incredibile in società decadenti per l'artificio di una falsa civiltà.

Se i nostri fratelli sparsi per l'Italia e per il mondo assumeranno il loro compito come una missione che ci viene dall'alto indicata e consigliata dalla ragione e dalla scienza per preparare la rigene­razione dei nostri successori, vedranno che in pochi anni tutta la penisola sarà disseminata di circoli, di scuole, di consultorii e di farmacie pei poveri — nel cui fondo si leggerà l'insegnamento che la carità non è patrimonio esclusivo delle religioni se non nei po­poli inferiori e che la fede cieca in balia dei ciechi sacerdoti di tutti i credi deve cessare di produrre miracoli innanzi alla Fede illuminata dalla Scienza, che sarà il Verbo dall'Emmanuel del secolo XX.

 

 

Le preghiere rituali[i]

 

k

 

O Signore mio ajuto e mio redentore,

II signore ti esaudisca nei giorni tribulati e ti protegga il nome del Dio di Giacobbe — ti mandi il suo soccorso dal suo sacro trono e ti protegga da Sion — si ricordi di tutti i tuoi sacrificii e del tuo pingue olocausto — ti dia secondo il tuo cuore e ti confermi ogni tuo disegno — noi saremo lieti della tua grazia e nel nome del nostro Dio ci sentiremo gloriosi.

Adempia il Signore ogni tua domanda ora che conobbi per­ché il Signore fece salvo il tuo cristo e lo ascolterà dall'alto dei cieli, ove nel potere della sua destra conserva la salvezza.

Alcuni sperarono la vittoria dai carri e dai cavalli,noi nel solo nome del nostro Dio: quelli furono vinti e caddero; noi invece sorgemmo e siamo esaltati. Signore, tu salva la nostra virtù e ascoltaci il giorno in cui ti invocheremo.

 

k

 

O Dio, mio Dio, volgi il tuo sguardo a me perché mi hai abbandonato? lungi dalla mia salute le parole delle mie col­pe: io grido a tè durante il giorno e tu non mi ascolti, io invoco te durante la notte e tu taci. Nonpertanto tu abiti il luogo santo e sei la lode d'Israele; in te sperarono i nostri padri, e tu li liberasti; a te gridarono e furono salvati, in te spera­rono e non furono confusi. Ma io sono verme più che uomo:

io sono l'obbrobrio degli uomini e il disprezzo delle plebi: tutti mi deridono, mi insultano e scuotono il capo quasi dicessero:

Egli spera nel suo Dio, che Dio lo liberi, che lo salvi poiché egli lo ama.

Perché sei tu, o Signore, che mi strappasti dai visceri di mia madre e fin dalle mammelle a cui io poppai fosti la mia spe­ranza: al sortire dai visceri materni io mi gittai nelle tue braccia e d'allora tu sei il mio Dio.

Dio mio, non ti allontanare da me perché la tribulazione è vicina e nessuno può soccorrermi. Mi circondano giovani vi­telli e tori ben pasciuti: aprono su me la loro bocca come di leone ruggente e rapace. — Sono come l'acqua sparsa; le mie ossa sono slogate, il mio cuore come cera liquescente nel mezzo del mio petto. La mia virtù s'inaridisce come la creta cotta, la mia lingua aderisce alle mie fauci e in polvere di morte mi riducesti. Mi circondano molti cani e una moltitudine di maligni mi assedia. Hanno scarnate le mie mani e i miei piedi, hanno contate le mie ossa: mi guardano e mi conside­rano attentamente e han spartito a sorte le mie vestimenta.

Tu, o Signore, non allontanerai il tuo ajuto da me e ver­rai in mio soccorso: libera dalle armi la mia anima e dal furore dei cani; salvami dalla bocca del leone e la mia umiltà dalle corna delle belve.

Io farò conoscere il Tuo nome ai miei fratelli e in mezzo alla folla convocata ti loderò:

— Voi che temete il Signore lodatelo; figliolanza di Giacobbe, glorificatelo.

— Lo temono i discendenti d'Israele perché egli non ha ri­gettato né disprezzata l'umil preghiera del povero; non gli ha storta la faccia e mi ha esaudito quando mi son diretto a lui.

A tè arrivino le lodi che dirò dal mezzo della folla fedele e ti renderò i miei voti al cospetto di coloro che ti temono.

I poveri mangeranno e saranno satollati e loderanno il Si­gnore quelli che lo cercano. Tutti i popoli fino alle terre più estreme si ricorderanno di lui e lo adoreranno e tutte le na­zioni si prosterneranno innanzi al suo trono — perché il re­gno è di Dio ed egli dominerà sulle genti.

Tutti i ricchi della terra mangeranno ed adoreranno e nel suo cospetto tutti si umilieranno fin nella polvere.

E la mia anima vivrà per il Signore: i miei discendenti lo serviranno e apparterranno a lui per sempre e annunzieranno la sua giustizia al popolo che nascerà e che è opera di Dio.

 

k

 

Signore, esaudisci la mia preghiera e i miei gridi arrivino sino a te. Non mi nascondere la tua faccia, presta l'orecchio alla mia voce in qualunque giorno io soffra; in qualunque giorno ti invocherò veloce esaudiscimi.

I miei giorni svaniscono come fumo e le mie ossa come car­bone son secche — sono percosso come l'erba bruciata dal sole e perfino ho dimenticato di mangiare il mio pane. Il continuo gemito ha fatto disseccare la mia bocca, la carne aderisce alla carne, sono simile al pellicano del deserto, al corvo nella su. tana. Mi sveglio e mi trovo come un passero solitario nel nido.

 

 

 


[i] Pei Fratelli che non possono recitarle in latino.