La Magia non rifiuta

 

Tutti hanno una matta voglia di diventare maghi: scienziati, filosofi, ricercatori indipendenti, dottori pratici di ipnotismo, magnetizzatori, ciarlatani, giornalisti, preti e mistici, tutti hanno la loro famosa idea della magia e dell'arcano magico.

Chi posa a superuomo arrivato al settimo cielo, chi a critico incredulo, chi a mistico, chi a pontefice che scomu­nica. Ma dal 1899 in cui cominciai a scrivere della Scienza dei Magi, un progresso enorme si è compiuto: la scienza umana, la osservativa e sperimentale, attraverso tanti studi e memorie d'indole diversa, è arrivata a capire e a confessare che qualche cosa ci sta nell'uomo vivente, che a prima vista non appare: una riserva di forze ignorate che in certi momenti non precisabili possono dare fenomeni inaspettati ed effettivi.

Se l'uomo non fosse la bestia più intelligente e dotta della zoologia, si contenterebbe di mettere a profitto quello che ha trovato e provato, per allargare la conoscenza pra­tica di queste realizzazioni di poteri occulti che sono in noi.

Poteri che stanno in noi, non in noi che abbiamo impa­rato a leggere e in noi che abbiamo studiato nelle scuole statali un sacco di belle cose scientifiche (ora si insegna officialmente anche la Psicologia Sperimentale) ma in noi uomini, vale a dire in me, in voi, nel vostro portinaio, nel proto e nei compositori di queste righe, nell'umile connetta che lava le stoviglie in cucina, nella principessa che passa in carrozza, nel socialista che giura pel materialismo economico, nel generale che vorrebbe la dittatura sulla digestione politica e via di seguito. Viceversa, l'uomo intelligente e dotto, fabbrica sul poco di pratica degli altri, castelli di teorie che imbrogliano peggio tutte le semplici osservazioni delle persone semplici che tentano di esperimentare senza spiegarsi pel momento nulla –  così non più il fenomeno delle forze occulte in noi si ricerca secondo natura, ma attraverso questo cumulo di teorie sballate, e si finisce in quella torre babelica che fu la confusione delle lingue ai tempi della storia sacra.

Per dirne una: molti di quelli che si occupano in Italia e in Francia di questa roba, i mistici e i teosofi in maggior quantità[1], oltre a screditare questa nostra Magia antica, vedono dovunque la Magia nera. Questo appellativo di nera, mette i brividi. Deve com­mettere molte tonnellate di guai questa cosa tanto nera! La moda onesta è la spiritualizzazione, l'uomo deve evolvere in alto, non in basso; deve allontanarsi dalla materia, non involversi nella pesante e più bassa fanghiglia della terra; tutto ciò che è fine, scopo, preciso risultato che un mago si propone per beneficio suo o di altri, è un errore condannabile; ecco perché la Magia è da scartarsi, e la “nera” specialmente deve essere maledetta...

Bisogna rispondere così: la Magia è filosofia pratica e naturale. Non è mago colui che non crea, non benefica, non guarisce, non prende, non dona, non consola, non prevede, non provvede, non ama, non benedice, non solleva, non di­fende, non abbatte, non arresta, non deprime.

Le forze occulte residenti in noi, integrate in poteri essenzialmente della nostra natura animale, sono come i mu­scoli del nostro corpo, che diventano atrofici se l'esercizio non li sviluppa e li rende elastici ed effettivi.

La volontà direttrice di queste forze è un riflesso dì quella scintilla divina che è il nostro intelletto. Nell'equilibrio di spirito e materia, maritati in temperamento dolce, la volontà non è mai tentata dalla prevaricazione: la giustizia nel desiderio determina la potenza realizzatrice della volontà, il fiat.

L'uomo deve con tutte le sue forze tendere all'integra­zione dei poteri e virtù della sua personalità latente, dormiente, dimentica, innanzi alla nuova personalità che la società in cui vive gli ha imposto. Né mistico per eccesso di spirito, né bestia per preponderanza della parte più grave dei suoi elementi. Così lentamente evolvente entra nel campo del mag: uno stato dell'essere che chi non prova non può intendere.

Trovo in un libro francese – il libro francese è il volgarizzatore – di persona molto stimata, che per autoipnotizzazione i maghi ottengono tutto – così in un opu­scolo americano che è emanazione di un'impresa per fare i maghi in ogni parte del mondo, a dieci dollari per mese. È tanto facile dire come gli altri fanno la magia senza farla! Così le opinioni dei mistici, degli spiritisti, dei filo­sofi e dei teosofi.

Se riesci a fare quel che vuoi tu, in una zona di giu­stizia umana ove la tua coscienza resta pura, non trattenerti a realizzare il bene per te e per gli altri: guarendo, do­nando, rendendo felice anche per un istante chi ricorre a te per la più volgare delle cose, e non prendere sul serio i moniti delle persone che trovano degno dei superuomini il rifiuto a chi domanda aiuto.

 

 

G. Kremmerz

 

 

 


[1] Ultimamente a Lione una conferenziera venuta dal Nord-America per propaganda teosofica, se la prese con la magia del dott. Papus.