IL LIBRO DEGLI ARCANI MAGGIORI[i]

 

 

Pubblichiamo il seguente articolo perché vogliamo essere eclettici e dare ai nostri lettori un saggio di tutte le scuole. Giuliano Kremmerz, è il pseudonimo di un forte e originale ingegno che fondò e diresse dieci anni or sono un periodico dedicato alle scienze occulte, il quale vide la luce per due anni a

Napoli col titolo di  Napoli «Il Mondo Secreto.»

                 

la direzione

 

 

IL PROLOGO  DEL   PAZZO

 

Ho scritto questo libro, che è il libro della umanità divina, in ventidue notti di luna piena, per dare al mondo latino, a latendo, un mo­numento scientifico che i dotti della  posterità dovranno studiare pe­sandone i sospiri, come insegnavano i maestri di cembalo dopo la morte di Frate Guido d'Arezzo. L'ho scritto con inchiostro stemperato di sale ammoniaco, che, pur ricordato dagli alchimisti più celebri, non si compra a chilogrammi negli spacci del governo. Vi ho sciorinato tutti i colori che la pietra dei filosofi suol prendere nei crogiuoli di fusione e credo, modestamente, di aver scritto un capolavoro. Non ne prendo il brevetto perché prima che il Nilo dissecchi, non nascerà un vate che scriverà roba dei cicli, con parola di uomo.

(Un lettore) — Eccoci innanzi ad un documento della follia ragio­nante !

— È probabile. Né mi offende il tuo giudizio, poiché o devo con­siderarti come un vilissimo pedante che cerchi la grammatica infio­rata negli scritti e una scienza a modo tuo di vedere, con microscopio e bilancia infinitesimale, nel contenuto, o devo immaginarti bestia pre­suntuosa che giudichi come Minosse con la coda. In ogni caso ti è concessa libertà di vituperare quello che non capisci.

Riprendo. Ho detto che non nascerà un vate che scriverà cosa come questa, perché i vati sono oggi come furono nei primi giorni gli uomini che sentirono il fuoco sacro nelle budella, donde si formò la parola vaticinio che il vate strappa ai cieli, i quali sono in linguaggio sacro i nascondigli nei quali si celano gli dei[ii]. Ecco perché io ti am­moniva che i posteri devono pesare questi veri con la bilancia che la sacra romana chiesa ha posto nelle mani di Michele, la cui testa bellissima sta nelle nuvole, i piedi sul drago delle passioni umane, mentre le coppe della macchina stanno in equilibrio tra l'ombelico e l'arcangelico pube[iii]

E ne ho impreso la grave scrittura dando uno sguardo alle miserie della decadenza religiosa e all'audacia terrificante della sapienza lau­reata che in filosofia nega, in esperienze concede a millimetri, in pri­vato dubbio implacabile tien sospesa. Religione da religo unisce l'uomo alla divinità per fede. Fides nasce dalla paura nel dio ignoto, Zews, Geova, Giove, la causa del fulmine che guizza sotto i nuvoloni che nascondono l'ente causale. Un astronomo va più in là dell'atmosfera terrestre e trova l'universo, unus-versus, l'immenso di una sola faccia. La magione degli dei, dalla cima dell'Olimpo, ascende ad imprevedute altezze a pari passo coi perfezionamenti dei telescopi. La scienza, da scio, io conosco, non può, non deve credere se non lo consente l'espe­rienza che è la prova della conoscenza, e la sua che ora pare una marcia di ostacolo, sarà un giorno non vicino e non lontano l'annunziatrice della necessità di un pontificato salomonico, il quale terrà le chiavi della fede per diritto di sapienza. Poiché le due chiavi di oro di San Pietro, quantunque fuse in nobilissimo metallo, si sono ossidate in contatto degli acidi della bestia trionfante e della mancanza di pre­parazione al sacerdozio scientifico di coloro che per diritto di conclave le hanno tenute sotto le ascelle.

E mi fermo sulle rive del Tevere. Roma, caput mundi, ereditava il diritto conferitele dalla Ninfa Egeria di Numa, col mettersi a capo della fede dei popoli.

Cattolica vale universale. I Romani bellicosi prima di aggiungere al loro imperio un popolo nuovo, nell'urbe sacra ne accoglievano trionfanti gli dei. Grossi e piccoli iddii, d'ogni cielo, d'ogni ragione, d'ogni lingua, dovettero per un bel po' di tempo for­mare negli occulti meandri della Eterna un'assemblea babelica che ebbe necessità un bel giorno di chiamare dentro le mura un Paolo o un Pietro che mettesse l'unità della celeste lingua nel pandemonio delle diverse divine favelle. Così l'essenismo cristiano, sotto il simbolo del pesce[iv], prese radice a Roma, assorbendo culti e tradizioni, che gli con­ferirono il diritto di chiamarsi cattolico, mentre il dominio imperiale si sfasciava nelle irruzioni barbariche. Che sia avvenuto di poi lo sanno tutti, meno i preti. La religione classica, erede della grandezza pratica egizia, unico esempio nella dottrina religiosa di tutti i popoli, doveva diventar cattolica nel preceder come parola di un Dio luciferiano ogni progresso della scienza umana e divenne invece il tradimento storico dell'idea della luce. Non valsero tentativi riformisti. La storia dei Tem­plari, ladrocinio vituperevole di temporalità e di sapienza, a cui collaborò un Capeto, è troppo poco nota, ma lo sarà più tardi, quantunque lo stesso papa e lo stesso Capeto ne abbiano molti secoli dopo, e in maniera diversa pagato il peccato. In Italia molti martiri furono intesi male perfino nel concetto fondamentale delle loro pretese eresie.

Bruno e Campanella meritano uno studio al chiarore di altre lu­cerne filosofiche che non le profane alla scienza dei veri occulti. Il papa nuovo e grande della profezia risurrettiva sarà un santo per fede o un immortale per scienza?

(Un lettore) Cominci col dire troppe cose.... fermati a Roma.

— Se lo potessi, mi fermerei: ma parla lo spirito che non si arresta. La chiesa del Cristo non può essere né giudicata, né discussa, né ri­formata ab imis se non quando avremo digerito, per selezione, i venti secoli di vaccinazione pretesca che gravita sulla psiche ereditaria di tutta Europa, compresa la parte protestante e l'ortodossa, rose anche esse da profonda tigna. La Rivoluzione di Francia non ebbe il suo effetto completo perché un’ondata di verità non lava tutte le macchie lasciate dall’acqua delle fonti battesimali.

Quindi ritorno alla scienza che esperimenta e dico: la dottrina dell'essenza umana s'impone. — venti anni fa parlare di scienze occulte e di magia al mondo degli studiosi ci valeva una scomunica del vescovo e un diploma di ciarlatani dalle uni­versità poco benevole. Ora il vento è più propizio: i vescovi non se ne danno per intesi, agguerriti a combattere l'idra modernista; le università pur intuendo che un vero profondo, di cui le cattedre regie non conferiscono il secreto e il potere, esiste, già vedono qui e là dei nomi illustri che danno il primo battesimo scientifico a cose ripudiate finora come imposture o sogni di creduli e confinate agli almanacchi delle fiere o agli esorcismi dei preti. Così un nuovo orizzonte si apre alla scienza officialmente accetta e un compito elettissimo di integrare in un sol fascio di dottrina sperimentata tutta la podestà della materia umana di cui la religione sconfinando ne ha denaturata la concezione.

 Il difficile di un cuoco è nel dosare il pepe. Bisogna definire le parole il meglio possibile per intenderci. Esiste veramente una scienza occulta all'epoca del telefono senza fili e dei dirigibili? Questo famoso aggettivo occulto non è per caso una leggenda classica azzeccata ad una bottiglia vuota? — Apparentemente non dovrebbe esistere, perché è una gratuita patente di asinità alle accademie delle scienze umane, ma in realtà potrebbe esistere perché le accademie sullodate che con­tengono tutta la sapienza nota ignorano alcune verità assiomatiche che sono il fondamento di conoscenza che producono le più mirabili cose. La luce, il calore, l'elettricità, la forza meccanica nelle scienze fisiche, l'amore nella psicologia, il dolore, il piacere... non sono che cose occultissime nella loro essenza assoluta. La scienza umana si è impadronita di questi sublimi ignoti, ne ha studiate le manifestazioni, le ha provocate e adattate agli effetti del mondo fisico o ne ha com­mentato le bizzarrie, se manifestazioni di psicopatie umane sono uscite dalla ordinaria categoria dei fenomeni psicologici. Pretendere da Mar­coni che ci spieghi perchè una pila sviluppa una energia e perché questa energia è speciale nella determinazione di fenomeni di tante specie è un assurdo — è lo stesso che domandare al direttore di una fabbrica di zolfanelli, perché questi si accendono stropicciandoli su di una superficie ruvida...

(Un lettore) Fermati almeno qui. Queste son cose che le risolve qualunque mortale, senza scomodare Marconi. La luce, l'elettricità, il calore, il suono noti anche ai mocciosi delle scuole operaie. Si sanno come si producono e riproducono sempre e come si vuole. Della loro essenza ne hanno profondamente discorso i dotti fino a dar loro un'u­nica natura e origine.

— E quando tutte le manifestazioni fisiche le avrai ridotte all'unica radice di Forza o di moto io ti ripeterò la stessa domanda: perché del Moto, perché della sua natura? E compare un inconoscibile, cioè un ignoto e un occulto. Ricordandoti che io fui ai tempi molti remoti un pontefice, io ti dirò che Luce, Calore, Suono, Magnete sono quattro dii e quattro facce di un dio unico. I nomi li troverai in tutte le mi­tologie... Apri bene le spelonche delle tue orecchie se ti parlo di amore, di dolore, di piacere. Qui l'occulto si presenta più scuro che mai. Tu conosci le tre cose, il tuo vicino di casa le conosce lo stesso, la tua fantesca, il tuo portinaio, il ciabattino che è all'angolo della via, la elegante signorina che corre nella lucida automobile, tutti le sanno queste tre cose. Ma le tre parole hanno mille significati diversi in mille e cento in una sola persona in cento casi ed ora differenti. La madre, la sorella, il padre, il libertino, l'uomo timido, il violento, il giovanissimo, l'adulto, il vecchio, tutti amano. Trovami la definizione dell'amore? intendilo? — e se la intendi come la tua cocumera lo può, lo intenderanno gli altri come lo intuisci o capisci tu?

Guarda un crocefisso. Il Cristo in croce dicono che sia amore come quello di un Budda che pregò la tigre di saziarsi della sua carne perché il suo amore per lei non gli permetteva di vederla soffrir la fame. Quante santissime isteriche del pantheon cattolico non hanno letteralmente fatto all'amore col Gesù schiodato dalle assicelle?

E qui ritorno alla fisica. Percepisci tu le sensazioni della luce, del suono, dell'elettricità, come tutti i prelodati signori che ti ho citato più su? mi dirai che l'universale omogeneità delle sensazioni è controllata dalla meccanica degli apparecchi adatti a registrarne la intensità — ep­pure se il termometro segna 20° tu e il tuo vicino di casa non senti­rete l'identica sensazione fisica e psichica — e, qui occorre un po' di pepe, perché non pensi che le cose sono nel valore relativo delle percezioni individuali di esse. La sensibilità normale è sorda di fronte ad una supersensibilità morbosa. Ma è veramente morbosa una supersensibilità che forse potrebbe essere la normale di parecchie genera­zioni avvenire? e da questa graduazione immensurabile della sensibi­lità il mondo è come lo vedi tu che abiti all'ultimo piano di casa, o il portinaio che lo scruta dal pian terreno?

Vedi, o allegro mio lettore, che incespichiamo in un ciottolo del petraio occulto ad ogni passo. Il cammino è aspro. Se nella vita quo­tidiana l'uomo avesse modo di riflettere e di pensare a tutto ciò che la scienza e la religione non spiegano, non prevedono, non impediscono, non facilitano, non incoraggiano, nelle urgenze delle grandi e piccole noie quotidiane, resterebbe sbalordito della nostra miseria officiale, perché officiali sono sapienza e religione. Le cause generanti le angoscie della vita dovrebbero appartenere al dominio dell'una o del­l'altra, e resta invece occulta nei misteri delle tenebre più profonde dell'empirismo scettico. La civiltà di una razza grande e progredita comincia il giorno in cui l'uomo, scienziato o sacerdote, ha il potere di alleviare ogni dolore che ci opprime e ci spaventa. Tutto questo è anticristiano, lo so. Per tanti secoli ci hanno predicato che il dolore è umano, che oggi par di scrivere una eresia che la civiltà si avvia alla conquista del piacere di vivere!

Guarda le piccole cose. Entri in contatto con un uomo che non hai mai veduto, in un carrozzone di posta, in un caffè. Costui non ti ha né parlato, né guardato, né molestato — e tu te ne senti irritato come se ti avesse dato uno schiaffo un'ora innanzi. La tavola è apparecchiata, senti una fame da lupo, ma prima di entrare in casa presenti che la marmitta si è crepata sul fornello e sarai in ritardo, e dovrai attendere tirando moccoli a santa Vereconda che fu la prima a far pignatte. — Hai un figlio ammalato e tra la madre che prega la madonna e il me­dico che scientificamente te lo ammazza, tu indovini che mamma natura te lo risana.

Son cose di cui il vocabolario officiale già segna i nomi: antipatia istintiva, percezione premonitoria, previsione intuitiva: sta bene, ma forza intelligente e legge che manifestano tutti questi fenomeni sono occulte.

Guarda le cose grandi. Epidemie, guerre, inondazioni, terremoti. Scienza e religione fanno a gara per impedire i maggiori detestabili effetti. Ma chi doma, chi prevede, chi determina o ne limita le conse­guenze dolorose? In forti epidemie coleriche e di febbre gialla, veri eroi della scienza si sono immolati ad un nemico invisibile che non si debellava. La guerra? chi l'arresta, chi la impedisce quando l'aura di sangue già respira nei polmoni di tutto un popolo? Che fanno scienza e religione innanzi a tremendi cataclismi della natura che ingoiano vittime senza tregua? La scienza si arma di esperienza e ragiona — la religione di preghiere pei morti, di fede pei vivi. L'occulto resta tale.

Dunque la leggenda anche appiccicata ad una bottiglia vuota può essere una sapienza occulta o arcana. Il vuoto dell'Arca Santa può contenere un Dio Onnipotente o un Niente — ma l'occulto è vero, è possibile, è reale, — e può essere un Dio che è il Niente.

(Un lettore) Diventi empio.

— Non meravigliartene. Siamo sui margini dell'abisso in fondo al quale regna il sovrano Satana. Il quale è la scienza dell'occulto come Dio ne è la legge. La legge è universa. Il miracolo nella legge non è possibile. Perciò il cattolicesimo è magico come culto ed è nato come una religione scientifica dell'Occidente. Dal punto di vista creativo della fede i teologi occidentali, metafisici sul tipo dell'Aquinate, hanno snaturata l'essenza del culto ed hanno avuto paura della Luce — ba­sterebbero i due sacramenti del battesimo e della sacra unzione per determinarne il carattere sapiente — la messa dei morti per cele­brarne la negromanzia[v] — la consacrazione nella messa ordinaria per evocare il Grande Arcano degli Alchimisti.

Interpola alle quattro lettere ebraiche che danno il nome di Ieve, una quinta, e otterrai la sigla dell'iniziatura gnostico-cristiana, Cristo, il Dio Uomo, l'Uomo che diventa Dio — cioè non l'uomo che procede dal padre ma che assorge alla podestà del suo Padre occulto e Grande l’ineffabile niente.

(Un  lettore) — O empio!

— Empio e pazzo, forse hai ragione ed io ti ricordo il Credo; prima che il cristiano cattolico si avvicini ad un simbolo sacramentale del culto, il prete gli dice: Credi.

Io credo. Tutti gli uomini credono. Dallo spirito più forte al più debole, tutti i bipedi in calzoni e gonnelle hanno una fede. Chi non l'ha in una cosa, l'ha in un'altra. Chi in nessuna cosa, crede in se stesso. Colui che ignora le leggi dello spirito umano si genuflette innanzi alla arca santa del Niente, si fabbrica un dio, o dà una faccia ad un dio accettato dai più. Colui che nega il culto, ha fede nella pupilla del suo occhio che vede, nella mano che tocca, nella mente che ragiona.

Ma dimmi tu, o lettore, che fai di tanto in tanto il corno di caccia nell'armonia delle mie parole, dimmi tu, se l'uomo è sicuro dei suoi sensi e della sua ragione. Tutti gli uomini ragionano, anche i pazzi se tu penetrassi nella loro meningi. Da trenta secoli più o meno do­cumentati, l'Umanità ha ragionato o pretèso di ragionare. I documenti della giustezza della ragione umana ce li presenta il continuo rinno­varsi delle società politiche, lo scempio di famiglie e razze, la potente ingiustizia che divide fratelli da fratelli, e ci rende mancipii dei con­quistatori. Chi ti garantisce che ragiona oggi questa vecchia umanità che ha presunto ieri come ora della sua infallibilità ragionata?

Ecco perché in materia di spirito devi credere: l'assurdo nella conquista dei veri della divinizzata bestia umana è il fondamento pre­ciso delle religioni fatte per le masse quando l'olimpo era più vicino alla terra ed ora che è lontano dal sistema planetario per miliardi di milioni di chilometri.

Sai tu che cosa è il tempo? Non lo sanno neanche gli svizzeri che fabbricano gli orologi più economici.... L'uomo lo trascorre come idiota tra la ambizione di prepotere sui suoi simili, la concupiscenza della femmina e la paura dell'imprevisto. Se si persuade della sua im­potenza diventa filosofo ragionante o mistico. L'arcano della follia lo mantiene sulla breccia impavido contro le disillusioni e le miserie della realtà. Lavora a distruggere se stesso ogni istante, senza tregua, quieto che un enimma, esista ancora insoluto per lui.... lo spettro di una pe­nitenza  redentrice  sì affaccia  alla  sua  mente  come un'oasi, oppure aspetta che gli altri facciano per lui. (Un lettore)Giudichi senza pietà.

— Lasciami parlare. Parlo io, parla Satana, parla la scienza della Fede e fa l'elogio accademico a quei primi padri parrucconi che nel primo, secondo e terzo secolo ne scrissero di tutti i colori sulle cose sacre della religione che trionfava di Roma imperiale. La scienza of­ficiale fa la sua entrata nel regno delle tenebre con lo studio di due poteri satannici che possiede l'uomo, la potestà fantomatica e la este­riorizzante le forze magnetiche o vitali.

Sai tu perché si chiamano satanniche? Perché il valore della parola satana non è nota ai cristiani posteriori al terzo secolo, ecco perché il famoso Pape satan aleppe non è stato capito ?

Una  radice  Sat corrisponde  all'organo generante negli animali mammiferi maschi[vi]. Le impulsioni o le accorciature di esso erano prese come i movimenti normali, sotto determinanti eccitazioni delle potestà nervose o delle aure nervose dell'uomo, per mezzo delle quali l'uomo proiettava fuor di sé la sua ombra. Un simbolo cabalistico dello sdop­piamento fluidico dell'uomo è restato l'ombra della mano nell'atto di benedire, su di una parete bianca[vii]. Da quest'ombra viene l'origine della parola Maria, che i commentatori cattolici all'acqua di lattuga vogliono tirare da amaritudine maris; invece Mara nella religione piromagica dei Parsi è restato a significare  l'ombra,  da  cui Maria  potestà  del­l'ombra proiettata  fuori  del corpo umano. E nel senso magico lette­ralmente corrisponde alla Adda Nari degli indiani che dal busto caccia quattro braccia con relative  mani   che  portano i quattro colori delle carte da giuoco, che sono quattro strumenti della grande alchimia, cioè lo scettro, la coppa, il pugnale, la moneta. Se gli studiosi di fenomeni medianici in Italia, e tra questi ve ne sono di illustri, guardano la immagine dell’Adda Nari, si convincono che fino dall’epoca in cui parlavano gli uccelli e le belve, l’umanità sapeva che l’uomo e la donna poteva emettere altri organi oltre ai normali per compiere un prodigio.

L'Astarte con tante e tante mammelle dai capezzoli eretti[viii] sul petto ampio era l'identica plastica immagine del potere dell'ombra. La Maria cristiana l'hanno snaturata un po' troppo i teologi bizantineggianti e la plastica greco-romana, anche perché come Paolo cominciò a pre­dicare l'essenismo, dette al primo appello troppo il carattere servile dei ribelli, poveri, semplici, lacrimevoli. La sua assunzione in Cielo pare fatta pei troppi meriti del figlio Cristo che le impose il carattere della verginità. Ritornerò su questo argomento curioso quando parlerò dell'Arcano della Papessa. Per ora mi limito ad accennare agli spe­rimentatori che uno sguardo intelligente alla demonologia medioevale non è inutile quando si fanno esperienze che paiono nuove e sono più vecchie dell'uva passa. La Lilit che tutti i rituali stregonici e le ma­ledizioni e gli esorcisti citano era una diavolessa succuba che non temeva né l'acqua santa né i più terribili salmi, e acquistava forme strane e violenti indipendenti dalla volontà del suo amante di una notte.

Come l'Adda Nari e l'Astarte rappresentano nel simbolismo magico e religioso le proprietà di esteriorizzazione delle forze occulte, regolate e volitive e coscienti, così Lilit rappresentava l'irregolarità della esteriorizzazione su cui non aveva presa neanche la volontà inibitiva o del soggetto o del magnetizzatore. Una forma di grande isterismo con fenomeni epilettici di grande efficacia[ix].

(Un lettore) Bravo, cominci a dar ragione ai clinici....

— Non alla dottrina che ne deducono. I pochi casi dei medium che hanno sviluppato naturalmente il potere satannico dell'ombra non può permettere che sia già creata una dottrina dei  fenomeni  esaminati e accettati.... Ci vorrebbe per esempio che un medium singolare evocasse Ibanima che tu, il sesto pontefice della dinastia sacra per tirargli dai visceri il secreto di dare la potestà dello sdoppiamento  a tutti quelli che lo vogliono acquistare — sdoppiamento completo della propria ombra o parziale di sole forze e allora si che la dottrina verrebbe… ed accompagnata anche da una legge che impedirebbe di scriverne di scienza occulta.

Poiché questa scienza è esistita da quando cessò di essere arma e potere sacerdotale. Né si limita alla metafisica, né è una religione — tanto meno è la teosofia che si va propagando in Europa quasi che il tipo Budda potesse dimostrare che è giovato in qualche cosa agli orientali. Questa scienza è Magia; nome discreditato, ma unico e semplice che risponde alla cosa che è: Mag è il potere di uno stato di trance attivo: non trovo come spiegar meglio una cosa che pochi possono intendere: è lo stato di trance automatico, volitivo dell'Ombra in tutte le sue esplicazioni e realizzazioni. La Magia è scienza ed arte — nello stato di semplice dottrina dà la chiave dell'arte opera­toria dei propri attributi[x].

Gli ebrei nella servitù faraonica ebbero molto ad imparare e la magìa divenne palesemente di forma ebraizzata in memoria della pri­gionia in Egitto, che nel mondo antico rappresenta l'anello di congiun­zione tra l'oriente e l'occidente e l'antichissimo e il meno antico. Quel Mosè salvato dalle acque e segretario privato del padreterno, possedeva una verga che cangiandosi in serpente divorò i serpentelli vomitati dalle verghette degli altri maghi. Questa è leggenda che il cristia­nesimo aiutò a diffondere elevando un piedistallo alla magia orientale, per andare ad approdare al simbolo della visita dei re magi alla grotta di Betlemme, per dirci e ammonirci che col trionfo del Cristo i maghi inguainavano le bacchette di comando — commise l'errore di far morire il Cristo in croce per far leva nella massa anarcoide dei vilipesi, e profetare una vendetta divina sul martirio sociale patito!

Non pertanto anche la croce resta un simbolo magico eterno: l'uomo alla conquista dei suoi poteri divini, la reintegrazione del po­tere di comandare agli elementi fisici, alle passioni umane e ai sata­nassi delle ombre umane.

Poiché tu, o lettore, che spesso interrompi il mio  prologo, con le stringhe sottocutanee di scienza e le iniezioni endovenose di cristianesimo atavico, credi alle virtù problematiche della Santa morale dei conviventi di monache dismenorroiche e di frati pasciuti – le virtù nell’uomo sono tutte reintegrazioni dei poteri perduti, e non esistono virtù senza potere.

La scienza dell'occulto è una pertinace via e cruda per conquistare poteri attivi, volitivi, intelligenti. La religione invece porta alla san­tità, alla grazia, cioè all'ottenere senza sapere da chi, e come e quando.

La vita umana è eterna.

Ottanta secoli fa io era medico nel Celeste impero....

Un lettore ridendo: — Ecco che ridiventi matto.

— .... ed ero allora matto come oggi. Eterna follia della luce, della verità, che stende una mano nel sole e una nella luna e cambia nella legge uniforme ed eterna il corso delle noiose manifestazioni di un cammino che ha sempre il suo ritorno, puntuale come l'appetito dei poverelli! Se umanità tu immagini senza la sonante, gloriosa, immensa follia della scienza di satana, tu cangi le lagrime e il riso del mondo in un pantano in cui la cretineria normale sbadiglia. L'ennui naquit un jour de l'uniformité. È il pazzo che domina la scena nei grandi quadri del mondo, cammina, attraversa secoli e vie, muore sul patibolo per liberare una generazione che poltrisce sotto la sferza della ser­vitù; s'infanga fino alle gote per compiere un'opera di giustizia che nessuno gli riconosce. Diventa oggi un ciarlatano, domani un uomo politico, dopo predicherà contro la guerra e i sovrani che l'alimentano. Cammina e un cane gli morde il polpaccio: la necessità della missione gli è compagna e lo sprona. Muoiono imperi e dinastie — si fondono razze vecchie e nuove e sul monte più alto il pazzo guarda la umanità che si tormenta, attraverso le lenti del destino che gli impone il cam­mino.

È il grande arcano del potere: non è un uomo, non è un dio. E la fatalità della scienza che dice alle turbe: non lasciatevi tentare  dalla mia pazzia, io sono l'inverosimile.

Così muore e rinasce in quest'orbe dove tutto ritorna; ritornano piante ed animali, ritorna l'uomo, l'amore perduto come la primavera, |la vecchiaia silente come l'inverno, le ore tragiche e le liete, le anime buone e le buone parole. Quando l'ingiustizia acquista le parvenze di virtù v'è il pazzo che ride; quando l'ignoranza nega la verità, il pazzo piange.

Sorge e tramonta il sole.

Il libro degli arcani comincia, perché il prologo del pazzo è finito.

 

Nizza - Ottobre 1908.

                                                               giuliano kremmerz.


 

[i] Questa opera di Magia divinizzante sarà al più presto possibile stampata in due grossi ed eleganti volumi illustrati ; l'editore conserva l'anonimo fino a quando non troverà tredici sottoscrit­tori che garantiscano di pagare, leggere e capire.

[ii] Il poeta vero è ogni uomo che lascia parlare per la sua bocca il Mercurio messaggero degli Dei che si rendono irreperibili agli obbiettivi fotografici per conservare la dignità della loro pace feconda, e si coprono di caligine se l'indiscrezione umana li intravede.

[iii] Il segno di Bilancia o Libra non ci starebbe nello zodiaco senza la Vergine: ed in alchimia la Stadera ha due pesi di differente volume, come poi la fisiologia e l'anatomia hanno dimostrato. Il Michael è il quasi simile a Dio, perciò pondera.

[iv] La costellazione dei Pesci, dopo l'Acquario o diluvio sommergente, precede Ariete, rinnova-mento della natura (primavera) per l'azione feconda del maschio delle pecore o gregge. — poiché le corna sono state sempre simbolo di maschia potenza.

[v] Negromanzia è magia dell'ombra dei vivi e necromanzia è magia evocatoria dei morti.

L'iniziatura neo-platonica o conosciuta per tale, in cui Dante vi trasse il concetto dei suoi scritti voleva ancora servirsi di qualche rudero della lingua sacra, cosi molte cose di Vita Nova, del Con-vito e della Commedia ne portano i segni anche dove appare più chiaro il senso delle parole, come nel nome di Beatrice in cui vi è — per chi sa di che voglio parlare — l'indicazione della Rosa. L'Allighieri forse ebbe l'intuizione del Grande Arcano magico, ma certo non fu un operatore né un praticante. Il cosi detto neoplatonismo non le dette che pochissimi in due secoli — ma in compenso pianta poesia nel senso vero e classico della parola!

[vi] I Romani lo presentavano come il dio della fecondazione e della prosperità. Vedi a Pompei, nella parete del vestibolo della Casa dei Vetti v'è una pittura curiosa, in cui si vede il mostruoso dio pesato in una bilancia. La pudicizia archeologica del governo italico, per non esporre gli antichi storici falli, l'ha chiuso con un telaio di legno, di cui il custode apre la porta se vede che il visita­tore non sì spaventa.

[vii] Metti la mano nell'atto di benedire e lascia proiettarne l'ombra sul muro e avrai in nero un diavolo cornuto.

[viii] I caporelli delle mammelle sono erettili e perciò presi nella significazione satannica.

[ix] Isterismo epilettico più spesso— perché l'epilessia era morbo  sacro, ma   lunatico, cioè   pas­sivo: considera la luna come l'utero della natura naturata dei filosofi, che sulla crescenza e decrescenza delle cose agisce.

[x] Spiritismo e tutto il bagaglio fenomenico dell'ombra sono compresi nelle applicazioni del potere magico, intorno e contro il quale abbaiano spesso gli stessi che si consolano quando vedono un medium, che è passivo e spesso lilittiano, far cose che paiono miracoli e sono invece fenomeni della legge universale dell'uomo.