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PICCOLA POSTA
A tutti - Prego coloro che mi
onorano delle loro domande e sono iscritti alla Schola
di firmarsi col numero ed invece di farmi dei
convenevoli gentili di scrivere la domanda nella forma più
breve e precisa. Prego di non chiamarmi ne illustre
(perchè non lo sono) ne saggio (perché commetto
misere sciocchezze ogni giorno) ne illuminato (nel
senso che io veda con l'aiuto dello Spirito Santo). Chi
crede che io possa insegnargli qualche bricciola di
esperienza che egli non ha mi chiami maestro
(sottintendendo dei primi elementi dello Ermetismo e
dottrine comprese) oppure fratello, perché fratelli
da Caino ed Abele siamo tutti. Io desidero che tutti
sappiano che non voglio usurpare onori immeritati e titoli
magnificenti, come non vorrei assolutamente che qualcuno
creda che tutto quel che faccio sia un divertimento: per la
quale ultima ragione nessuno mi auguri che io deva. sempre
far questo officio ingrato di avere troppi amici e troppi
detrattori in modo da essere perseguitato dall'affetto e
dalla maldicenza se starnuto o se sbadiglio. L'augurio che
tutti mi devono fare — e nessuno me l'ha fatto così a capo
d'anno — è che dalla Schola vengano fuori persone più
dotte, più giovani, più attive e più entusiaste di me e che
io sia giubilato per limite di età raggiunto, e — se credono
— con una pensione per l'invalidità al lavoro. La Miriam
oggi avrebbe dovuto avere una casa centrale, una università
ermetica, in un punto qualunque dell' Italia storica — un
convento per chi dei fratelli avesse desiderato di trovare
una cella pacifica e un piatto di lenticchie la mattina —un
ospedale dove si sarebbero potuto accogliere i rifiuti delle
cliniche officiali. Viceversa queste son tutte cose da fare
dai miei successori, quando mi avrete giubilato; e io
prenderò posto sull'arca di Noè, in cerca di
un monte Ararat su cui fermarmi con le bestie ragionevoli
che mi accompagneranno. Per ora grazie a tutti che mi
augurarono bene.
M. C. - Patio — Pubblicherò, ma
togliendo, come sopra, la dedica al Saggio; grazie.
E. C. - Milano — Non solo non
la ho dimenticata, ma al vecchio indirizzo di allora feci
mandare un fascicolo del commentarium che ci venne
respinto. Le notizie per la scuola glie la farò avere. La
ricetta della sig.ra Paolucci non è un consiglio, è invece
una relazione per la storia dell'empirismo — gli omeopatici
danno per tali inconvenienti il mercurius alla 3°
centesimalo — le faro scrivere anche di questo; per la sua
amica niente ancora di preciso, mandi nome cognome e data di
nascita; lo stesso per l'ammalato di anemia cerebrale. Per
la persona che è a Roma ammalata di dolori artritici anche a
me parrebbe che è inutile farle sapere il tentativo che si
fa. Il suo francobollo servirà per la risposta della scuola.
V. P. - Chieti — Per calmare
l'insonnia per isterismo il mezzo adoperato da Paracelso
(almeno si vuole così) era di far portare addosso
all'ammalata una piastrina costruita di solo rame al
plenilunio di febbraio e incidervi su quattro caratteri che
vi farò mandare per vostra erudizione.
S. B. - Napali — Mi auguro che
nel 1911 troverete una penna o un po' di inchiostro per
scrivermi una lettera che aspetto da un anno.
N. N. - Roma —
Nella chiesa di S. Marco, costà, v'è il ritratto.
C. G. - Ancona — Come
rispondere so non ho ricevuto ?
M. M. - Venezia — Non ci
occupiamo del modo di rintracciare i tesori, indirizzatevi
ad un muratore che esplori la cantina ma precedentemente
abbiate cura di vuotarla dal vino, onde il ricercatore non
beva prima di trovare.
R. O. - Rovigo — Non conosciamo
questo signore.
P. R. - Bologna — Vi prego di
non credere agli spiriti dei morti che hanno troppo da fare
e devono star tranquilli.
kremmerz. |