NEGO, CONFIRMO, COMMENTO

 

 

ó   ó La conversione dei medici all’ermetismo

 

Seguendo il corso dei precedenti ragionamenti, cioè che il terapeuta ermetico non è medico né deve invadere il campo del medico comune, prego tutti gli entusiasti di non perdere tempo a convertire i medici all’ermetismo, perché il medico possiede, per i suoi studii, le sue pratiche, i suoi metodi imparati nelle università e nelle cliniche, la psicologia dell’uomo di osservazione che non crede a quello che gli altri medici credono, e che è scientificamente provato – modo significativo di esprimere un’idea concreta, crederanno quando il credere sarà permesso e non farà ridere.

La nostra scuola, nella pratica, è un tentativo di prova: quando con l’andar del tempo avremo dimostrato e provato (se non facciamo fiasco) crederanno le università e crederanno tutti i medici. Per ora i medici devono far da spettatori e da critici dopo e poi saranno convertiti dai fatti compiuti.

Vero è che tra i nostri fratelli e condiscepoli noi abbiamo parecchi medici, ma costoro sono studiosi per eccezione di cose e pratiche adjuvanti la scienza officialmente professata, restano attaccati a noi lentamente convincendosi che l’esperienza nostra risponde alle premesse – però tutti gli altri medici, la grande maggioranza, o non hanno il tempo di mettersi al corrente di questi studii, o, se parlate loro di qualche cosa, soggiungono immediatamente:

      Ah! Abbiamo capito, si tratta di suggestione! E basta – qui finisce tutta la investigazione e la scienza filoterapica.

Io nel 2° fascicolo ho cominciato, nelle prime pagine, a scrivere i paradossi fondamentali dell’Utopia Ermetica avendo intenzione di esporre con semplicità e praticità le poche cose che formano la base dell’ermetismo, e non ho creduto di cominciare senza un prologo storico della inafferrabilità del criterio di prova che è efficienza di ogni malinteso.

E’ la storia di ogni giorno.

Uno dei medici nostri avrebbe ragionato così:

      Il cloralio non ha fatto ancora il suo effetto – l’azione ermetica ne ha determinato l’effetto che ritardava.

Un medico qualunque invece la determinazione dell’effetto del cloralio la riferisce solamente alla quantità o dosaggio della pozione.

Questo bisogna saperlo prima, affinché nessuno perda tempo a convertire i medici increduli – i medici devono pensare così, perché la medicina contemporanea officiale è così. Non si è visto in una grande città italiana forse un processo a dei medici omiopatici, quando mezza Europa e mezza America si cura con l’omiopatia? Forse nel condannare l’omiopatia non è la stessa maniera di ragionare che fa le spese?

Ora conchiudo: il terapeuta si serva di quello che sa e può – della sua psichica teleurgica nessuno può aver niente a ridere – il medico faccia la sua professione secondo la sua coscienza, quando i fatti lo convertiranno sarà venuto a noi in base a pruove e non a discussioni sentimentali.

 

 

ó  ó Gli scritti alchimici

 

Non possiamo contentare coloro che si chiedono una esposizione metodica delle teorie alchimiche e delle pratiche degli alchimisti. Pubblicheremo spesso nel nostro Museo dei brani di autori tenuti per classici e dimenticati, solo per aiutare le ricerche di quelli che studiano il penoso argomento.

 

 

ó  ó Telepatia e teleurgia – l’idea forza e l’uomo imperfetto

 

R. R. - Arezzo. – Vuol sapere in che consiste il metodo di curare a distanza con le immagini? E’ un sistema come un altro e corrisponde all’envoutement dei francesi. Si fa l’immagine della persona inferma, si stabilisce un legame fra l’immagine fatta e la persona che rappresenta, poi si cura l’infermità sull’immagine e se ne aspettano i risultati sull’ammalato a cui si corrisponde. Ma questo non glielo dico che per farle capire il metodo. Se avrà la bontà di attendere, spiegherò la legge generale per la quale tutte le diverse pratiche di questo genere vengono chiarite. Le cure teleurgiche veramente e puramente ermetiche fanno a meno di tante cose. Il pensiero o l’idea può mediante certe pratiche diventare essenzialmente dinamico, quindi movimentato e mobile da un apparecchio organico umano creatore ad un apparecchio organico umano ricettore.

Il procedimento consiste: 1° nell’allenamento in un uomo a rendere dinamica e separata la sua idea; 2° armonizzare quest’uomo (dico armonizzare per accordare o far corrispondere simpaticamente) con un suo simile che deve servire da ricevente ; 3° determinare in tempo utile l’espulsione dell’idea separata, indirizzarla e farla ricevere.

Da queste tre cose non ricavi che voglio parlare di telepatia o psicosi come comunemente ed erroneamente si intende nell’uso della lingua parlata.

Telepatia da thle lontano e patos malattia vuol dire trasmissione di malattia a distanza e poi figuratamente di stato o pensiero a distanza, comunemente si intende per la comunicazione o corrispondenza mentale tra due o più persone.

In questo caso il pensiero o idea vuol dire forma che si vede o forma sensibile della mente o forma che la mente che ritrae da una sensazione. La radicale greca della parola italiana idea è vid e id, immagine mentale che si vede, v-idèa da cui in genere cosa che la mente vede.

Io penso al libro per riflessione o accepimento del pensiero di un altro che immagina nella sua mente il libro, e compio un’azione telepatica o di telepatia.

Ma il pensiero o l’idea dinamizzata non è l’immagine mentale di una cosa ma l’immagine mentale vitalizzata per sé, cioè fatta diventare forza e emessa come tale diretta ad un fine, dynamis in greco è forza e dynasthai in greco è potere.

Perciò quando un’idea-dinamica noi lanciamo in lontananza per operare, o affinché operi con atto curativo e creativo, noi diciamo tele-urgia (dal greco ergon lavoro, opera) cioè operazione a distanza.

Lei mi dirà che esercitarsi in una ginnastica simile può dare origine a tutto ciò che è stregonico, cioè ad un’azione imperativa di una mente ad un’altra, di una volontà forte su di una volontà debole.

Le rispondo che queste sono fisime o pudicizie sciocche per un cumulo di ragioni di cui le enuncio le principali, riserbandomi in seguito di parlare più ampiamente.

1°) Il raggiungimento di un potere dinamico della propria volontà immaginativa non è concesso che per un perfezionamento morale intenso dell’uomo. Gli uomini moralmente inferiori, gli egoisti ne sono il tipo comune, non riescono.

Qual è la filosofia che spiega la incompatibilità tra il poter mentale e l’imperfezione morale? Si contenti per ora di constatare il fatto, perché le idee correnti oggi sulla perfezione morale sono in conflitto con la verità esistente. Quando il mito parla dell’Eden o Paradiso terrestre dice che l’uomo comandava alle fiere perché senza malizia o nello stato di innocenza, cioè di incapacità a nuocere. L’ascenso religioso è il desiderio del ritorno allo stato primo dell’Adamo. La preparazione magica è la purificazione di cui la Vergine Immacolata, senza macchia, è il simbolo più nobile del cattolicesimo. I poteri spirituali non si acquistano né diventano effettivi che così. Inutile tentare altre vie.

2°) Dato e non concesso che un uomo imperfetto nel senso teosofico e religioso o impuro nel senso magico arrivi alla conquista di questo potere il più debole possibile tra gli uomini non potrebbe essere vinto da questo gigante armato, perché basta diffidare e chiudersi mentalmente perché qualunque poter emissivo trovi le porte chiuse.

Vegga che le do il mezzo semplice e sicuro per evitare a tutti di diventar soggetti alla volontà altrui. L’uomo che sa chiudersi in se stesso, mentalmente, si rende rarefatto all’azione volitiva di una mente sospetta. Che significa chiudersi, praticamente, per uno che voglia provarsi alla difesa? Vuol dire isolarsi e non diventare ricettore, neutralizzando la idea dinamizzata che gli è indirizzata.

Portiamo un esempio pratico : io ho un nemico immensamente potente nel suo odio esagerato il quale mi manda a periodi delle idee da spaventare il mio animo e porre me in condizioni di paure. Io che sono debole, devo e voglio impedire che le idee mi prendano : ricorro al più semplice dei mezzi, allontano da me qualunque pensiero che si riferisca alla persona, lo cancello dall’ardesia della mia memoria, lo dimentico, come non l’avessi mai conosciuto.

Nei paradossi dimostrerò che le cose sono tali per il valore e il significato che noi diamo loro, ma non perché esse abbiano un valore.

I sacerdoti hanno creato e dato vita a un diavolo che per sé non ha nessun valore, come la malizia dei cattivi filosofi ha creato il male … ma non anticipiamo.

Si racconta di un preteso mago che voleva combattere un filosofo con cerimonie e diavolerie e il filosofo lo commiserava sinceramente : pover’uomo! Finirà col crepare per la collera! E il preteso mago finì veramente col crepare per la rabbia di aver fatto fiasco.

Il magnetismo animale quando si annunzia come un possesso e una coercizione di volontà, si rompe lo stesso con un mezzo che voglio dire apertamente, un mezzo fisico e sicuro : soffiando freddo in direzione del magnetizzzatore. Provi o faccia provare.

3°) La condizione principale del ricettore, cioè dell’uomo che voglia ricevere l’idea dinamizzata, è di pensare con affetto o amore all’amico che gli manda con amore o affetto la sua forza.

Ciò dimostra l’inammissibilità del caso secondo, perché l’uomo imperfetto o impuro non trova l’affetto in sé né nel recipiendario.

Io sono ammalato e ricorro ad un fratello della “Miriam”: aiutami. Il fratello me lo promette e pensa a me coi mezzi di cui dispone; il suo non sarà uno sforzo di amore perché io stesso, riconoscente alla sua fraterna cooperazione, mi metto verso di lui in uno stato di affettuosa aspettativa che stabilisce per se stessa una porta spalancata all’idea dinamica che mi vien mandata.

Per questa ragione io predico sempre ai condiscepoli che non bisogna mai occuparsi delle persone che non chiedono. Se noi vogliamo curare un uomo che non ci domanda niente, troviamo la porta sbarrata al catenaccio.

Più facile invece è, stando vicino ad un sofferente, di cercare l’anima di lui mentalmente e uniti chiedere alle anime oranti; sostituirsi al richiedente e domandare aiuti ad altri.

E dopo di questo le altre ragioni sono inutili ad esporsi.

 

 

ó   ó Piromagia e pirotecnica filosofica

 

A parecchi. – Mi si domandano chiarimenti su di uno scritto di Piromagia che pubblicò “Luce e Ombra” lo scorso anno. Dico subito che quello scritto faceva parte di un volume composto nella città di Mentedei che si trova ai confini della Montagna di Lunapiena. Fu tutto il libro spedito a Milano con un transatlantico dei più veloci, ma un gruppo di spiriti fece sparire il manoscritto e solo un capitolo, quel capitolo, fu salvato da una salamandra amica dell’autore. Ma quel capitolo non ha bisogno di commenti postumi, parlava del fuoco d’amore, il fuoco primo principio della gnosi, il fuoco ardente del cuore di Gesù e Maria che si adora nelle chiese … il principio primo delle vibrazioni delle anime che è rappresentato dalla pirotecnica filosofica di tutte le iniziazioni.

Più chiarimenti di questi che dare? Il resto del volume andò in mare e fu ingoiato da un delfino. Noi ci occuperemo anche più in là dei fuochi per la creazione della panacea.

 

 

ó   ó L’orgoglio

 

S. P. - Roma. – Il senso di orgoglio che ci dà coraggio per la lotta e per la conquista aspirata, per integrarci cioè, non è che il punto di appoggio per far leva contro gli ostacoli. E’ biasimevole il sentimento di un orgoglio diverso che ci fa disprezzare o credere inferiore colui che fa la stessa via nostra. Nel primo significato, non opporre limiti, perché è orgoglio generoso. La conquista della “Sfinge” o la follia e la morte, è un programma temerario più che audace di parecchi, ed è una esagerazione perché la violenza è contro natura. Sentirsi e considerarsi forte per affrontare tale conquista vigilante, assidua, con fede in se, è grande opera.

 

 

ó   ó Le infermità fluidiche

 

Mi mandano anche un fascicolo della Revue du Spiritualisme Moderne (Febbraio 1910) dove il Dott. X studia le malattie fluidiche. Ad un certo punto scrive: Vi è ancora un altro metodo che si impiega nel caso in cui gli infermi sono chiusi in un vero guscio fluidico, spesso e resistente, cioè il metodo del tridente di fuoco. Il medico fa girare intorno al corpo del soggetto un tridente rovente e brucia così tutti questi flussi di forze deleterie che formano come una veste impermeabile.

Il metodo è nuovo per me e lo leggo per la prima volta. Sarà vero e non sarà, è cosa che riguarda l’autore non solo ma anche quelli che credono che esistendo delle malattie fluidiche (il credervi è concepire un sistema di fluidi) possano il carbone, l’elettricità, il magnetismo, la luce aver presa di condensazione o dissolvimento sui fluidi. Già per intendersi bisognerebbe definire la parola fluidi. La scuola nostra li definisce e concepisce in un modo che forse non potrebbero essere gli stessi dello scrittore della Revue, perché questi accenna ad una condensazione da essere attaccata dal fuoco – quasi direi dalla ponderabilità più grossolana.

 

 

ó   ó La medicina e l’empirismo

 

A.  N. – Livorno.  Non senta sciocchezze. L’origine della materia medica è empirica. La quinquina e poi chinina non è stata introdotta dagli empirici? L’alchimista Glauber, un empirico, non scoprì il Kermès e il solfato di soda? L’ipecacuana non si deve ad un dolciere? L’iodo contro la scrofola non è di origine empirica? L’azione antisifilitica del mercurio è forse scientifica? Non dico altro, ma se si ricorresse alla storia della medicina vegetale non è empirico l’uso delle piante medicinali? e la opoterapia moderna non deve tutto ai principii dell’occultismo improntati all’empirica? Credere proprio che i nostri nepoti non rideranno sui nostri processi di medicazione? – e credere ancora che la flagellazione o verberazioni non sia stato che un mezzo empirico per curare le malattie nervose?

 

 

ó   ó Studii paracelsiani

 

Invitiamo i nostri lettori a leggere uno studio molto concreto e ragionato pubblicato negli ultimi due fascicoli di “Ultra” (Roma - Via Gregoriana 5). E’ fatto dal prof. Giulio Buonamici con critica semplice e pratica. Solamente nel commentarede imaginazione si ferma alla intuizione psicologica dell’autore e non spiega il valore che il Paracelso dava alla facoltà immaginativa nel senso operatorio magico. L’ho scritto altra volta imago quasi in-mago, così come il mago psichicamente concepisce una forma.

 

 

ó   ó La prossima Luna

 

Dal 4 settembre (domenica) secondo i calcoli astrologici comincia una lunazione che ha cattiva influenza sulla bile. Se volessimo seguire l’empirismo astrologico, se cioè vivessimo come tre o quattromila anni fa, e la medicina non avesse fatto i progressi attuali, tutte le infermità che colpirebbero gli uomini durante i ventotto giorni della nuova luna non avrebbero che una sola causa, l’avvelenamento o la fermentazione della bile. Quindi i mali più disparati, dall’eczema alla polmonite, dal mal di capo alle coliche, dal reumatismo alla follìa, si dovrebbero tutti medicare agendo sulla bile. Curiosi contrasti di regole, agirebbero come antibiliari quindi energicamente e decisamente (sempre secondo quelli del buon tempo astrologico) tre piante: la radice della cicoria (CICHORIUM INTYBUS di Linneo), il radicchio o cicoria selvaggia; conosciuta in tutta Italia; le foglie di arancio (CITRUS AURANTIUM di L.); l’erba medica (MEDICAGO ARBOREA e SATIVA di L. che corrisponde al Citiso che Virgilio celebra nell’egloga I e nella IX)[1].

Come che le tre piante sono innocue, adoperate per infuso freddo o caldo, pestate o no, così possono esser provate dai medici anche contemporaneamente alle altre cure, come prescritte dalla terapeutica ordinaria.

Questa lunazione nefasta era tenuta come partoriente il morbo sacro, o peste. La famosa peste d’Atene sarebbe cominciata in una lunazione così. La scienza di oggi non ammette questa influenze astrali, credulità di tempi oscuri.

                                                                                             

G. KREMMERZ.

 

                              



[1] Le notizie botaniche le devo al prof. R.M.