INTEGRAZIONE

 

 

Desideriamo che si sappia che questa pubblicazione non è una ampia palestra di polemiche filosofiche e religiose, e che, informata ai criterii filosofici e sperimentali di una Scuola, è lontana dalla fede di qualunque nome, perché intende, in piccolissima misura, iniziare una applicazione positiva delle forze mentali e organiche latenti dell'uomo, e non invischiarsi nelle questioni trascendentali, a cui pigliano parte apparentemente la ragione, e sostanzialmente il sentimento.

Desideriamo quindi che chi ci legge non ci sospetti ne di misticismo arcadico, ne di ambizione riformatrice di chiese, di sinagoghe, di pagode e moschee, ne di mania messianica.

La nostra scuola si propone, positivamente e sperimentalmente, questioni concrete:

1°) Dopo il progresso degli studi psichici dell'ultimo ventennio, accettando la scienza che l'organismo umano possiede in sé una fonte non ancora definita da cui scaturiscono, in determinate condizioni, fenomeni intelligenti e manifestazioni di forze psichiche — è possibile adattare queste ai fini terapeutici, tanto morali quanto materiali?

2°) Il patrimonio superstizioso ereditario della antica magia sacerdotale e cabalistica, dalle antiche religioni morte, che segnarono epoche di civiltà tramontate, contiene in forma positiva, accertabile dall'esperienza, qualche cosa a cui la conoscenza attuale del sapere umano non è arrivata?

3°) Se i nostri studii e le nostre investigazioni trovano qualche cosa o più cose utili nelle occultazioni sacre e sacerdotali antiche dimenticate, tali da meritare l'onore della prova, possiamo sposare meste conoscenze alle nuove e servircene a scopo di benefica esperienza?

Come si vede, in forma chiara, dai tre quesiti, noi restiamo ammiratori di tutta la cultura teosofica e neo-religiosa e spiritualista contemporanea, ma non possiamo ne dobbiamo confondere il nostro cammino e l'opera nostra con quella degli altri.

I non ascritti alla nostra Scuola, e quindi non praticanti, devono capire che queste pagine non si prestano alla esperienza disordinata

e impreparata dei curiosi e di quelli che delle scienze psichiche fanno argomento di sport letterario — appunto perché noi stiamo lavorando da parecchio terra terra, e le aquile intellettuali, senza uno sforzo doloroso, non possono scendere al livello modesto di noialtri e intenderci.

A quelli che ci diranno: siete una setta, risponderemo che siamo una scuola elementare di materialismo psicologico e che la ragione stessa dei nostri esperimenti ci costringe a chiuderci in una catena di anime, di cui l'esperienza stessa richiede il contributo animico o psichico.

Infatti la scuola nostra cava la teoria dalla pratica e non viceversa. Si direbbe un circolo di magia operante, formato dalle anime dei discepoli e degli studiosi. Perché questo circolo non sia un vuoto disegno ideale, ogni numero o anima segue dei riti analogici e un sistema di vita atta a darci il tesoro di una unità animica potenziale, di un valore discutibile se non ci da realizzazioni effettive, di un valore indiscusso se ci offre risultati positivi e controllabili.

D'altronde la porta della Scuola non è chiusa a doppio catenaccio, vi si arriva facilmente con la buona volontà e con l'anima, preparata da una coltura omogenea, propensa a far parte di una famiglia, che l'amore e la ricerca della verità mantiene salda.

Il Commentarium si definisce dal suo nome di battesimo. Leggendo, studiando, investigando, riflettendo, intuendo, a spizzico, ma con una direziono definita, si chiosano e si enunciano opinioni, si annotano e si riferiscono cose sussidiarie agli studii nostri, da punti di vista diversi e con criterii positivi. È una critica espositiva a frammenti, a massime, ad enunciati, onde la costituzione di una dottrina elementare sulle differenti applicazioni delle forze di origine psichica possa emergere come contributo alla investigazione umana e alla scienza per antonomasia, che mira alla unità integrale del progresso intellettuale dei popoli.

Questo Spirito o Ideale che ci. sprona ad un lavoro paziente, incessante, preparatore di tempi nuovi, per la emancipazione delle anime dalla schiavitù della superstizione cieca, ci mostrerà alle persone che ci seguiranno tal quali vogliamo essere: fattori di bene e disinteressati evocatori di Luce.

Luce? È una parola abusata. Noi la intendiamo irradiante il beneficio della conoscenza dell'essere, affinché in un giorno più o meno lontano, l'utopia di una lotta contro il dolore diventi carne e vita dei popoli.

La Luce ci dirà che l'uomo si redime da sé — e la redenzione dell'ignoranza diventa la più superba conquista dell'avvenire, per la pace in noi e intorno a noi, per la concreta conoscenza di quel che fummo e di quel che saremo, fattori di male o di bene, secondo il grado della nostra coscienza illuminata.

Le questioni di importanza politica, i problemi della vita sociale, le scoperte di ordine materiale, le invenzioni più sbalorditive hanno un valore relativo innanzi alla sfinge dell'anima umana. Ve una

questione sociale delle coscienze integrate che rappresenta il massimo limite dell'enimma universale — e quando la scienza l'avrà risolta, gli olimpi di tatti i mistici saranno realtà sulla Terra — perché gli uomini diventino dii di qua dalle nuvole della credulità.

Domandiamo una parola di pace e l'aiuto intelligente a tutti gli nomini di buona volontà.

 

la redazione.